
Aggiornato
al 7 aprile 2006

Nota: in questa cartina non compajono Malta e Cipro; essi fanno parte dell'Unione Europea dal 1' maggio 2004, e non hanno ancora adottato l'Euro.
I paesi di Eurolandia sono dodici: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna.
L'Euro è moneta ufficiale anche ad Andorra, Monaco, San Marino e Città del Vaticano, ed è la valuta ufficiale del Montenegro.
Fanno parte di Eurolandia anche le isole Azzorre e Madeira (Portogallo), le isole Canarie (Spagna), la Guyana francese, Guadalupa, Martinica, Mayotte, Riunione e Saint-Pierre e Miquelon (Francia), tutti territori extra-continentali degli stati membri.
Le eurobanconote sono identiche in tutti i paesi, mentre ogni paese di Eurolandia produce le proprie monete con una faccia comune e una faccia nazionale.
Anche Monaco, San Marino, Città del Vaticano e, dal 2006, Andorra coniano le proprie monete in euro.
L’Euro NON E’ valuta ufficiale nei territori extra-continentali dei Paesi Bassi (Antille Olandesi ed Aruba, nel Mar delle Antille), e nei Territori d’Oltremare della Francia (Nuova Caledonia e dipendenze, Polinesia francese, Wallis e Futuna, tutti nell’oceano pacifico).
A Gibilterra, la moneta corrente è la sterlina inglese.
Gli altri stati facenti parte dell'Unione Europea sono Cipro, Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Svezia ed Ungheria.
Islanda, Norvegia e Liechtenstein hanno sottoscritto due accordi con l’Unione: il SEE (Spazio economico europeo), che si risolve nella libera circolazione delle merci e nell’adeguamento dei tre paesi alle norme tecniche dell’UE, e in un loro contributo -soldi- alla comunità; e l'adesione -a titolo speciale- ai trattati di Schengen relativi alla soppressione dei controlli ai confini. La Svizzera dovrebbe aderire al SEE nel 2006.
La Groenlandia, pur essendo un dominio danese, non fa parte dell'UE. Le isole Fær Oer sono un dominio danese ma non fanno parte dell’UE. Le Colonie Britanniche non fanno parte dell'UE; Colonie Britanniche sono, in particolare, Gibilterra, l'Isola di Man -posta tra la Gran Bretagna e l'Irlanda-, le Isole del Canale ovvero Isole Normanne, nello stretto della Manica.
Quali altri stati (e quando) entreranno in Eurolandia?
Premetto che uno stato, per entrare in Eurolandia, deve soddisfare questi requisiti:
1. essere membro dell’Unione Europea;
Nel 1998 l’Estonia aveva chiesto di entrare da subito nell’euro, pur non essendo ancora membro dell’UE. L’Unione ha rifiutato. (Allora, l’Estonia era già paese candidato ad entrare nell’UE e soddisfaceva i requisiti economici per adottare l’euro. Inoltre, dal 1992 la sua moneta era in parità fissa 1:8 col marco tedesco –ora è in parità fissa con l’euro 1:15,6466-.)
2. avere un bilancio statale “decente”: questo è un requisito economico che impone tutta una serie di vincoli e limiti da soddisfare prima di entrare, e da mantenere una volta entrati;
3. la Banca Centrale dev’essere indipendente dal governo: questo è un requisito politico; se uno stato non lo soddisfa, deve promulgare una legge che renda la Banca Centrale indipendente.
4. quando soddisfa i precedenti tre requisiti, lo stato ineunte deve entrare in un regime di cambio vincolato con l'Euro (Erm-2); dopo aver trascorso almeno due anni sotto osservazione, potrà adottare l'Euro.
I trattati europei dicono che uno stato che soddisfi questi requisiti DEVE entrare in Eurolandia.
· Fanno parte attualmente del
gruppo Erm-2 Danimarca Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Slovenia, Malta e Cipro. Tutti -Danimarca esclusa- hanno espresso l'intenzione di adottare l'Euro il prima possibile.
· Regno Unito e Danimarca godono di una clausola particolare nei trattati (opting out), e non sono obbligati ad entrare automaticamente in Eurolandia qualora soddisfino quei tre requisiti. La
popolazione del Regno Unito è notoriamente euroscettica, e non si sa quando
potranno adottare l’euro: i sondaggi dicono che la maggioranza degli inglesi è
contraria. I danesi hanno già rifiutato l’euro con un referendum nel
2000; il “no” passò con il 53% dei voti. · La Svezia non soddisfa il requisito politico
per adottare l’euro, e questo trucchetto ha permesso al governo di indire un referendum (14 settembre 2003) con il quale gli svedesi hanno rifiutato (60%) di aderire all'Euro. · Per quanto riguarda i dieci paesi nuovi membri dal 1°
maggio 2004, la prima data utile per adottare l'euro è il 2007. Estonia,
Lituania e Slovenia dovrebbero adottare l'euro il 1' gennaio 2007 (si saprà a fine maggio 2006). La situazione di Cipro Il 1°
maggio 2004 dieci stati sono entrati a far parte dell’UE; tra essi, Cipro. Cipro è divisa in
due entità statali separate, la Repubblica di Cipro, membro dell’ONU ed internazionalmente riconosciuta, e la Repubblica turca di Cipro Nord, riconosciuta solo dalla Turchia e controllata dall’esercito turco. Solo la Repubblica di Cipro è entrata nell’UE il 1’ maggio 2004; i due stati stanno trattando per giungere alla riunificazione dell’isola. Ulteriore allargamento dell'UE: quando e a chi? Ratifica della Costituzione
Europea Il 18 giugno 2004, la Conferenza intergovernativa (riunione
dei capi di governo degli stati dell’U.E.) riunita a
Bruxelles ha deciso di accettare la riforma dei Trattati dell’Unione Europea,
che era fallita nel vertice
di dicembre 2003 a Roma. Le correzioni principali che si avranno sono: -
il Consiglio Europeo
–riunione dei rappresentanti dei governi- deciderà a maggioranza qualificata in alcuni settori in cui era prevista
l’unanimità; -
la maggioranza qualificata sarà data dal 55% dei paesi aventi almeno
il 65% della popolazione (il meccanismo precedente prevedeva un’artificiale ponderazione dei paesi); -
il Parlamento Europeo
acquisisce maggiori poteri, soprattutto in materia di bilancio; -
la Commissione Europea
non dovrà più avere un rappresentante per stato (dal2014); -
le procedure per
svolgere cooperazioni rafforzate
(progetti comuni portati innanzi da un sottoinsieme degli stati membri) sono
state semplificate: si toglie il diritto di veto e si pone un minimo di stati
pari a otto (prima, il minimo era la metà:
8 su 15 oppure 13 su 25!); -
si prevede, per uno
stato membro, la possibilità di andarsene (per la gioja
degl’euroscettici indigeni, e degli eurofili degl’altri stati che se li tolgono dalle scatole). Problema: la
riforma dei trattati è stata accettata dai governi, ma deve essere approvata
dai parlamenti nazionali o, in alcuni casi, da referendum (la competenza delle competenze non spetta
all’Unione, ma agli stati: ancora, in ogni stato il governo propone ed il Parlamento dispone). Questo significa che,
affinché la cosiddetta Costituzione Europea
entri in vigore, dovrà avvenire: 1) la firma da parte dei rappresentanti degli stati, a Roma il
29 ottobre 2004; questo punto è frutto di un accordo tra i governi ed è
sicuro che avverrà. Si è posticipata la firma da giugno a
ottobre perché si deve tradurre il testo in tutte le lingue ufficiali
dell’Unione (sono 20); 2) dovranno avvenire le ratifiche da parte dei Parlamenti
Nazionali, o mediante referendum: la situazione al 26 luglio 2004 è: referendum sicuro in Belgio, Danimarca, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca e Spagna. via parlamentare sicura per Estonia, Grecia, Italia (in Italia, la Costituzione Italiana vieta che la ratifica di trattati internazionali avvenga mediante referendum: art.75). Questa è la parte più dubbia del procedimento:
nel 1954, la mancata ratifica da parte del parlamento francese affossò la CED
(Comunità Europea di Difesa); nel 2001, con referendum gl’irlandesi rifiutarono
di ratificare il Trattato di Nizza (poi il trattato fu ratificato con un
successivo referendum); il problema, in tutti i successivi trattati ed
emendazioni relativi all’UE, è che comunque si richiede l’unanimità. 3) la Costituzione
Europea dovrebbe entrare in vigore il primo giorno del mese successivo al
deposito dell’atto di ratifica da parte dell’ultimo stato, comunque entro il
2009 (prossime elezioni del PE e nomina della nuova commissione) e, per alcuni
punti, nel 2014; 4) …soluzione
al problema dell’unanimità: una disposizione finale del Trattato di Costituzione Europea prevede che, a due anni dalla
firma (quindi ottobre/novembre 2006), si svolga una conferenza
intergovernativa: se, a quella data, almeno
i quattro quinti degli stati membri (20 su 25) avranno ratificato il
Trattato, il Consiglio Europeo potrebbe deciderne comunque
l’entrata in vigore : in questo modo, gli stati che non l’avessero ancora
ratificata dovrebbero o accettare il fatto, oppure ritirarsi dall’Unione. Problema giuridico non banale, e di cui questo aut-aut è una forte semplificazione.