Il Trattato di Nizza

Il problema del “voto ponderato”

 

Nel dicembre 2003, sotto presidenza italiana, si è tenuto a Bruxelles il Consiglio Europeo[1], il cui obiettivo –fallito- era la firma di un nuovo Trattato sull’Unione Europea –ovvero Costituzione Europea-.

 

Perché si vuole avere un nuovo trattato europeo?

1)            maggior comprensibilità e trasparenza del sistema comunitario;

2)            permettere all’Unione Europea di funzionare, e non rimaner bloccata da veti incrociati anche dopo l’allargamento a 25 membri;

3)            sostituire ai precedenti Trattati ed alle prassi consolidate un documento unico ed organico.

 

Il vertice è fallito poiché, per riformare il sistema, occorreva raggiungere l’unanimità tra i venticinque governi –questione di giorni-.

Successivamente, si sarebbero comunque dovute attendere le ratifiche dei venticinque stati, per via parlamentare o con referendum –questione di uno o due anni-.

 

Il base di partenza per il nuovo Trattato era –ed è tutt’ora- la proposta di Costituzione Europea elaborata dalla Convenzione Europea[2]; questa proposta è stata presentata ai governi a giugno 2003, e  per il semestre successivo la diplomazia ha lavorato per renderla accettabile a tutti. Si è trovato un accordo su tutto, meno che sul voto ponderato.

 


 

Il Consiglio Europeo è, in un certo modo, la seconda camera del parlamento europeo; su taluni argomenti, le decisioni vengono prese all’unanimità; in altri campi, si decide a maggioranza qualificata. La maggioranza qualificata è il problema; in molte materie rilevanti –soprattutto relative ai bilanci, alla destinazione dei fondi europei- le decisioni vengono prese a maggioranza qualificata.

 

La maggioranza semplice prevede che, per approvare una decisione, debba accordarsi la maggioranza dei votanti; originariamente (Comunità Europee a sei stati) il voto a maggioranza era previsto solo per normazione e normalizzazione  tecniche, e si adottò pertanto un sistema di votazione “pesato” per tener conto del maggior peso (industriale, economico) dei paesi “grandi” rispetto ai “piccoli”. Si attiribuirono ai “sei” questi “voti”:

 

Francia

Germania

Italia

Belgio

Paesi Bassi

Lussemburgo

10

10

10

5

5

2

 

e si decise che per prendere una decisione a maggioranza, ci volesse l’accordo di almeno la metà più uno degli stati (quattro su sei) che avessero la maggioranza dei voti: maggioranza qualificata.

 

Le Comunità Europee si sono poi progressivamente allargate ad altri paesi (1973-1995) ed hanno assunto il nome di Unione Europea (1993); ai nuovi membri sono stati attribuiti i seguenti voti:

 

Austria

4

Danimarca

3

Finlandia

3

Grecia

5

Irlanda

3

Portogallo

5

Regno Unito

10

Spagna

8

Svezia

4

 

Così nell’UE a 15 membri la maggioranza qualificata richiedeva:

·              Per talune materie, 62 voti (di 87 totali);                               [62/87=71,3%]

·              Per talune altre, 62 voti espressi da almeno 10 paesi.

Vediamo così che si utilizzavano due diversi tipi di maggioranza qualificata.

 


 

Nel corso degl’anni, sono sorti alcuni problemi:

·              i varî trattati europei (Atto Unico Europeo, 1986; Trattato di Maastricht, 1992; Trattato di Amsterdam, 1997) hanno aumentato i casi in cui si decide a maggioranza qualificata;

·              i paesi minori erano molto avvantaggiati dal sistema dei voti ponderati, ed i maggiori chiedevano di riequilibrare questa eccessiva sperequazione;[3]

·              nel 1990 la Germania si è unificata: precedentemente, i quattro “grandi” avevano tutti all’incirca 60 milioni di abitanti, ed avevano 10 voti ognuno; ora la Germania ne ha 80 milioni, e chiede che le venga riconosciuto il maggior peso demografico.

·              i paesi dell’europa orientale hanno chiesto di entrare nell’UE.

 

Pertanto, nel 2001 il Consiglio Europeo si è riunito a Nizza, e dopo lunghe e faticose trattative i governi hanno firmato il Trattato di Nizza, che avrebbe dovuto risolvere questi problemi.

 

Sono stati ridotti i casi in cui una decisione del Consiglio Europeo richiede l’unanimità.

Per rispondere alla richiesta tedesca di avere maggior peso, la soluzione più semplice sarebbe stata di aumentare di due-tre voti il peso della Germania rispetto agli altri “grandi”, facendola così diventare il paese “più pesante” dell’Unione. Purtroppo, la Francia –che non vuol star dietro a nessuno!- avversava questa elementare soluzione, che l’avrebbe resa “seconda”.

Come fare? La soluzione di compromesso fu:

·                                  la Germania avrebbe avuto più europarlamentari degli altri “grandi” (99 contro 72);

·                                  si ri-ponderarono i voti a vantaggio dei “grandi”:

Francia

29

Germania

29

Italia

29

Regno Unito

29

Spagna

27

Paesi Bassi

13

Belgio

12

Grecia

12

Portogallo

12

Austria

10

Svezia

10

Danimarca

7

Finlandia

7

Irlanda

7

Lussemburgo

4

 

Problema: la Francia –che era presidente di turno al vertice di Nizza- non accettò che il sistema dei voti rispecchiasse il fatto che la Germania ha venti milioni di cittadini in più; ciò permise alla Spagna di pretendere altrettanto, visto che ha venti milioni di abitanti in meno rispetto a Francia, Italia e Regno Unito.

 

Osserviamo i voti da “prima” a “poi”:

 

 

F

D

I

UK

E

NL

B

GR

P

Ö

S

DK

SF

IRL

LUX

prima

10

10

10

10

8

5

5

5

5

4

4

3

3

3

2

poi

29

29

29

29

27

13

12

12

12

10

10

7

7

7

4

 

Il “piccolo” Lussemburgo (400.000 abitanti) ha raddoppiato i voti, i grandi li hanno quasi triplicati; gli altri, scalarmene, hanno avuto un po’ più del doppio. Unica eccezione, la Spagna: per quanto detto prima, ha potuto pretendere di avere più del triplo dei voti che aveva prima.

 

Secondo quanto dice il Trattato di Nizza, il nuovo metodo di ponderazione si utilizzerà da quando l’Unione accetterà nuovi membri –quindi, da maggio 2004-; pertanto, a Nizza si decise anche quanti voti avrebbero avuto i nuovi membri.

 

Polonia

Romania*

Rep. Ceca

Ungheria

Bulgaria*

Lituania

27

14

12

12

10

7

 

Slovacchia

Cipro

Estonia

Lettonia

Slovenia

Malta

7

4

4

4

4

3

 

Nota: Romania e Bulgaria non entreranno nell’UE il 1’ maggio 2004; probabilmente diverranno stati membri il 1’ gennaio 2007.


 

Arriviamo così a  bomba; la Convenzione Europea, per rendere più comprensibile la ponderazione, ha proposto una nuova maggioranza qualificata: 50% più uno degli stati, che rappresentino il 60% della popolazione.

 

Problema: col metodo dei voti, Spagna e Polonia contano ognuna come:  (27/321)≈8,4%

col metodo della popolazione, conterebbero approssimativamente:  (38/452) ≈8,4%

 

Francia, Germania, Italia e Regno Unito con i voti valgono ognuno:  (29/321) ≈9,0%

con la popolazione, varrebbero:

Francia, Italia e Regno Unito:  (60/452) ≈13,2%

Germania:  (80/452) ≈17,7%

 

In questo modo, Spagna e Polonia perdono potere contrattuale.

 

QUESTO E’ IL MOTIVO PER CUI E’ FALLITO IL VERTICE DI BRUXELLES, E NON SI E’ AVVIATA LA RIFORMA DELL’UNIONE EUROPEA.

 

 

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[1] Il Consiglio Europeo è la riunione dei capi di governo degli stati membri dell’Unione Europea, che attualmente si riunisce con cadenza semestrale.

[2] La Convenzione Europea è stata un’assemblea di 105 persone, presieduta dal francese Giscard d’Estaing, che riuniva rappresentanti dei parlamenti e dei governi nazionali, del Parlamento Europeo e della Commissione Europea, con l’unico compito di preparare una proposta per il nuovo Trattato dell’Unione Europea. Ha lavorato dal 28 febbraio 2002 a maggio 2003.

[3] Per esempio: il Lussemburgo aveva due voti; l’Italia ne aveva dieci, ma –fatte le proporzioni con la popolazione- avrebbe dovuto averne 285!

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