Capitolo 4: Avventure di un piccolo esploratore



Ogni gatto intelligente (cio� tutti) sa bene che quando si trova in un ambiente nuovo deve stare molto, moltissimo attento. Chiss� che cosa potrebbe nascondersi in un Luogo Sconosciuto, magari addirittura qualche orribile Mostro Mangiagatti pronto a balzar fuori dal primo angolo buio. Per� per lo stesso motivo sa anche che � bene ispezionare questo Luogo Sconosciuto a fondo, perch� poi, chiss� mai!, potrebbe anche rivelarsi pieno di piacevoli sorprese! Io, che ero un micetto piccolo ma molto sveglio, mi impegnai subito in questa attivit�. Ora posso dire di conoscere Casa Nuova (che adesso chiamo solo Casa) come i cuscinetti delle mie quattro zampe, ma all�epoca, appena arrivato, per me era tutta una novit�. Era un Enorme Posto Nuovo da esplorare!
Siccome per i miei problemi all�occhietto sinistro ci vedevo solo da una parte, decisi di procedere per gradi. Mamma Bipede era accanto a me, e imparai subito a usare le sue zampe posteriori (s�, insomma, le gambe) come scale per raggiungere posti un po� alti, dal momento che con i salti ancora non me la cavavo (anche se mi allenavo tantissimo in questo senso).
La prima stanza che esplorai fu la camera da letto. Perch� nei primi giorni tutte le mie cose erano l�: i piattini per pappa e acqua, la cassettina per i bisognini, il letto... insomma, era il mio mondo. Scoprii subito un aggeggio strano, davanti al quale Mamma Bipede sedeva spesso premendo qualcosa con le dita. A volte mentre faceva cos� diceva anche un sacco di cose interessanti, tipo: �Vecchio trabiccolo scalcagnato, si pu� sapere che accidenti ti prende?�. Quando diceva cos� sembrava un po� arrabbiata, per la verit�. Quel coso, scoprii presto, si chiamava computer, e faceva luce certe volte, ed emetteva anche un piacevole tepore. A me piaceva starci vicino quando Mamma Bipede lavorava (ora non pi� perch� ho scoperto posti molto pi� comodi), e di tanto in tanto mi divertivo a pestare con le zampette quegli stessi tasti che schiacciava lei. La prima cosa in assoluto che ho scritto � stata questa: �ghdjshdgyrdtvaajiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii�. Capii che avevo ancora molto da imparare!
Una mattina, mentre ero intento in questa attivit�, qualcuno buss� alla porta. Mamma Bipede and� ad aprire con me in braccio perch�, diceva, mi doveva presentare. Era una signorina, dall�aspetto gentile. Ma io non mi feci ingannare, perch� aveva un odore orrendo. Decisi subito che mi stava molto antipatica, e quando cerc� di accarezzarmi le morsicai un dito.
Mamma Bipede ci rimase male. �Non fare cos�!�, mi disse, �Questa signorina � la tua veterinaria, e si occuper� della tua salute!�
Qualunque cosa fosse a me non piaceva. E mica solo per quella puzzaccia di medicine che le aleggiava intorno. Se solo sapeste cosa os� farmi subito dopo essere entrata... quasi mi vergogno a raccontarlo. Ma comunque lo far�, per amor di verit�!
Be�, questa creatura mi prese in mano, nonostante io non volessi, mi poggi� sul tavolo della cucina e poi cominci� a ispezionarmi e spaciugarmi tutto. Prima mi sollev� la coda e disse: �E� un maschio!� bella forza, pensai io, lo sapevo gi�, grazie! Poi mi guard� nelle orecchie: �Ha gli acari!�, disse, e cominci� a pulirmi i padiglioni auricolari in maniera veramente rozza infilandoci dentro un Liquido Schifoso. La povera Mamma Gatta non avrebbe mai fatto cos�! Io ero indignato e glielo dissi soffiando a pieni polmoni, ma lei invece di arrendersi continu�: mi perlustr� tutto il pelo e aggiunse: �Questo signorino � pieno di pulci!�, poi mi palp� il pancino: �E ha anche i vermi!�, aggiunse. E infine mi sollev� per il coppino (ma non bene come le mie mamme) e mi spalanc� l�occhietto malato. �Eh, s�!�, disse, �E� messo male! Mi sa che dovrai continuare con la pomata ancora per un bel po�!� La famosa Pomata Puzzolente che sia la Signora Gentile che Mamma Bipede mi stavano dando da secoli. Che bella notizia! E oltre a questo, la signorina non aveva fatto altro che criticarmi tutto il tempo, che nervi! �Non sembra neanche un gatto!�, disse alla fine. E cosa le sembravo, allora, una talpa? Decisi che si meritava un altro morso!
Comunque, a rigor di cronaca, la vidi solo un�altra volta, poi cambiai vet. Quella di adesso � molto pi� gentile, anche se io la detesto lo stesso. Nulla di personale, per carit�, � solo una questione di principio. Ma questa � un�altra storia, e forse ve la racconter� un�altra volta.
Dopo la camera da letto scoprii la cucina e il bagno, dove erano state spostate rispettivamente pappa e acqua e cassettina per i bisognini. Io di bagni ne avevo gi� visti, e mi ricordo che mi divertivo un mucchio a nascondermi nei buchi dietro i lavandini. Una volta avevo fatto prendere uno spaventone maiuscolo alla Signora Gentile perch� mi ero nascosto in uno di questi buchi e lei non riusciva pi� a trovarmi. Qui invece Mamma Bipede aveva tappato tutti i buchi con degli stracci, perch� la Signora Gentile le aveva raccontato cosa facevo io con quei buchi. Cos� io scoprii che, in fondo, anche gli umani bipedi comunicano tra loro, e per questo fui costretto a trovarmi un altro passatempo.
Il giorno dopo aver conosciuto e salutato (speravo per sempre) la signorina veterinaria, feci un�altra conoscenza: lo Zio Marco. Lui venne a trovare la Mamma Bipede e quando mi vide si squagli� in complimenti: �Che ciccio!�, disse. Io sperai che non decidesse di chiamarmi cos� definitivamente. In effetti aveva ragione a rimanere affascinato da me: ero veramente carino (alla faccia di �quella� che diceva che non somigliavo a un gatto). Ma non avevo ancora un nome. Mica potevano continuare a chiamarmi �ehi, tu!� vita natural durante, vero?
Quella sera Mamma Bipede e Zio Marco discussero proprio di questo. �Come lo chiamiamo?�, diceva lei, �Ci vorrebbe un nome bello! Breve, cos� lui imparerebbe prima a rispondere!� �Anche facile da pronunciare!�, aggiungeva lui, �Cos� anche i nostri parenti non avranno difficolt�!� Pensa che ti ripensa, Zio Marco propose un �Elvin�, ma la Mamma non parve molto soddisfatta. �Allora Jazz!�, disse lui (proprio in quel momento stavano ascoltando un disco), �E� breve e facile da pronunciare!� Mamma si illumin� :�Ci avevo pensato anch�io!�, disse, e poi: �Jazz!�, mi chiam�. Io risposi: �Beeeee!� (all�epoca i miei miagolii erano piuttosto strani!). �Gli piace, gli piace!�, cantarono tutti e due contenti. Cos� da quel momento avevo un nome: mi chiamavo (addirittura!) Jazz! Detto fra noi, ancora adesso Mamma e Zio Marco discutono su chi abbia avuto per primo questa idea, e ognuno di loro cerca di attribuirsi il merito. Ma la verit� � che questo nome me lo scelsi io, ecco!
Il tempo passava e io diventavo sempre pi� bravo. Mi allenavo moltissimo tutti i giorni e ben presto imparai a fare piccoli salti, per esempio fino al bracciolo del divano. Quel bel bracciolo rivestito di stoffa robusta che grattarlo � un piacere per il corpo e per lo spirito! Vicino al divano poi c�era la tavola, sulla quale mangiavano Mamma e Zio Marco e dalla quale venivano sempre odorini buoni e invitanti. Io avevo deciso che doveva esserci assolutamente un modo per raggiungerla, cos� studiai per bene le distanze. Raggiungerla con un balzo dal divano per� era cosa impossibile: troppo distante. Per�... be�, una sera Mamma e Zio Marco avevano appena finito di mangiare. Zio Marco era andato via perch� doveva fare nonsoche, e Mamma stava sparecchiando. Per� il telefono aveva suonato e lei... s�, insomma, si era distratta. Dalla tavola venivano aromi deliziosi, e per di pi� c�era su una bella tovaglia che scendeva gi� gi�. Potevo raggiungerla! Mi concentrai! Spiccai un balzo e.... TA-CRASH-BUM-SBENG. Che suoni spaventosi, che... che cosa era successo? Non ci capii pi� nulla, il momento prima mi stavo arrampicando con grazia sulla tovaglia e il momento dopo ero in terra, la tovaglia in testa e cocci di piatti e bicchieri intorno. Spaventato, schizzai via a nascondermi dietro i piedi di Mamma, che era ancora al telefono. �Co-cosa?�, la sentii balbettare, alquanto spaventata, �Quel rumore? Nulla... pi� o meno... era solo Jazz che ha spaccato i suoi primi piatti!�
Pensate che questo incidente mi abbia fatto desistere dalla mia attivit� di esploratore? Sbagliate di grosso e si vede che non mi conoscete ancora bene! Il giorno dopo ero di nuovo pronto a passare in azione, pi� vivace e vispo che mai. La Mamma mi aveva preso dei bei giochini: delle palline che rotolavano in terra e che io potevo spingere con la zampetta. Lei le lanciava e io le inseguivo. Che bello! Potevo giocare cos� per interi quarti d�ora (poi mi veniva sonno e mi addormentavo)! Ma avevo notato che c�era un problemino. Tante volte quelle stupide palline andavano a infilarsi sotto il divano. �Evidentemente�, pensai, �l� sotto c�� una grande tana di giochi. Chiss� che bello se riuscissi a raggiungerla e a prenderli tutti! Anche Mamma sarebbe contenta se le portassi qualche giochino nuovo!� Cos� decisi di tentare l�impresa.
Era una domenica pomeriggio, e Mamma e Zio Marco stavano per uscire. Erano gi� pronti, quando... �Dov�� Jazz? Non riesco a trovarlo!�, chiese lei. �Non so!�, rispose lui, �Un attimo fa era in salotto a giocare con una pallina!� Cominciarono a chiamarmi: Jazz! Jazz! Io, da bravo gattino, risposi: �Sono qui!�, strillai, �Sto per raggiungere la Tana dei Giocattoli!�, ma loro capirono solo �Miaooooo! Miaoooooooo!�, probabilmente, perch� non parlano il gattese. Mamma strill�: �Oddio! Si � infilato sotto il divano!� �Ma come ha fatto?�, diceva Zio Marco, �E� troppo stretto!� �No, guarda, qui c�� uno spiraglio!�
Cominciarono a trafficare, spostare cuscini, teli... �Piano! Piano!�, dicevano, �Potrebbe rimanere schiacciato!�. �Resisti, Jazz!�, strillava Mamma, e aveva la voce delle Grandi Preoccupazioni. Alla fine mi prese e mi strinse forte forte al petto: come batteva veloce il suo cuore. Poi sigill� il divano e mi disse: �Non farlo mai pi�!�. E questa, a quanto pare, fu la nostra Prima Grande Avventura!"




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