Yaaaawwwnnn! Non c'� nulla di meglio, dopo un lunghissimo sonnellino diurno, che stendere per bene tutti i muscoletti e lasciarsi andare a un bello sbadiglio. Subito dopo, naturalmente, bisogna correre alla ciotola per vedere se per caso sono arrivati croccantini nuovi. Se non ci fossero, non dovrei far altro che miagolare pietosamente e rotolarmi con fare estremamente aggraziato davanti ai piedi della mia Mamma Bipede. Sicuro come due pi� due uguale quattro, immediatamente la ciotola si riempir� di nuovo e quei deliziosi, piccoli, profumatissimi croccantini andranno a saziare il mio stomaco gorgogliante.
Be', a questo punto lo avrete capito perfino voi bipedi, io sono un gatto. E mica un gatto qualsiasi, no. Io sono (addirittura!) il Gatto Jazz! Come dite? Mai sentito prima? S�, in effetti pu� darsi che voi non mi conosciate, del resto non sono uno che fa molta vita mondana, nonostante il nome. Poco male, per�: vuol dire che imparerete a conoscermi (e ad apprezzarmi) adesso.
Dunque sono un gatto, come vi dicevo prima, un giovane, splendido, simpaticissimo gatto. D'accordo, magari alla prima occhiata non vi direi granch�. E vi concedo pure questa. Sono piccoletto, "banalmente" tigrato e con un occhio (quello sinistro) un po'� strano. Non ho un pedigree, anzi, non sono neppure di razza. Ma la Mamma Bipede dice che sono bellissimo e di nobile aspetto lo stesso, e tanto mi basta.
S�, perch� la Mamma Bipede mi capisce sempre. Per� anche io con lei non sono da meno. In fondo viviamo insieme da miliardi di anni ci vogliamo tantissimo bene. Noi due, poi, facciamo un sacco di cose insieme, dalle piccole faccende quitidiane (io le sono sempre d'aiuto, in questo) alle grandi avventure di cui vi parler� pi� avanti.
Volete un esempio? Io e lei dormiamo sempre insieme, sul suo letto. Lei sotto le coperte e io� anche, ma solo quando fa molto molto freddo. Altrimenti preferisco stare sopra, ben riparato nell'incavo del suo ginocchio. Certo per me non � facile, visto che lei ogni tanto si muove nel sonno. E allora a me tocca spostarmi, trovarmi una nuova posizione, rilavarmi tutto (non riesco ad addormentarmi se prima non mi lavo) e finalmente posso tornare a dormire. Per� si sta comodi lo stesso e poi, diciamolo, mi dispiacerebbe un po' lasciarla dormire da sola.
La notte, prima di andare a dormire, abbiamo un rituale speciale tutto nostro. Per esempio, andiamo in bagno insieme. Mentre lei si lava i denti, io bevo l'acqua dal rubinetto del bidet (anche se questo non rende molto felice la Mamma, devo dire). Quando va a letto Mamma si porta sempre un libro da leggere, invece io vado a piluccare un po' di croccantini (la notte le mie ciotole si spostano in camera da letto) perch� mi fa sempre piacere mangiare in compagnia, e poi il suono di un gatto che mangia concilia il sonno, pare. Una volta sazio balzo sul letto, ai piedi di mamma. Non faccio proprio nulla, ma alla fine lei si accorge che la sto fissando, e cos�, piano piano, comincia a muovere i piedi sotto le coperte. Io mi scateno, non riesco a resistere, devo acchiapparli. Questo gioco dura un po', finch� entrambi ci stanchiamo e crolliamo addormentati.
Il rituale del mattino � un po' diverso, e io qui l'aiuto davvero (anzi, se non fosse per me, cosa combinerebbe lei, mi chiedo?). Succede cos�: quando suona la sveglia (bruttissimo suono) lei la spegne e poi comincia a lamentarsi che ha ancora sonno e vorrebbe dormire altri-dieci-minuti-solo-altri-dieci. Ma io sono implacabile e comincio a mordicchiarle polsi e caviglie finch� lei si decide ad alzarsi. Allora io, molto elegantemente, balzo a terra mentre lei si trascina gi� dal letto, sempre continuando a borbottare. Non � gentile dirlo, ma in questi momenti lei non � carina per niente, anzi, sembra uno zombi. Io penso che magari faccia fatica a trovare la strada per la cucina, visto che non pare molto in s�, e allora la porto nella direzione giusta strusciandomi contro i suoi polpacci e passandole tra i piedi, finch� non riusciamo a raggiungere la meta. In cucina a questo punto capitano cose bellissime: la mia Mamma Bipede mi riempie la ciotola di croccantini fragranti, e lei si fa un caff� "per tirarsi su", anche se pare che questo caff� ci metta una vita a fare effetto. Per� se non funziona con lei, funziona con me. Io adoro il profumo del caff�, anche se non me lo da mai. Secondo me dev'essere buonissimo. Spesso io cerco di approfittare del suo stato di confusione mentale per rubarne un assaggino, anche solo della polvere. E sempre lei riesce a beccarmi appena in tempo per impedirmelo, mentre cerco di leccare il contenitore. Finito questo momento denso di profumi buoni, lei decide puntualmente di rovinare tutto accendendosi una puzzolentissima sigaretta, e poi comincia a lambiccarsi il cervello per riordinare i programmi della giornata.
Io invece non mi lambicco proprio niente, perch� so (quasi) sempre cosa fare. La mattina non pu� chiamarsi tale senza la sua dose di notizie giornaliere. Il mio interesse si limita al condominio in cui viviamo, e per sapere che cosa accade c'� un solo modo: appostarmi alla finestra. Da l� riesco pi� o meno a seguire tutto quello che capita in cortile e di fronte. E se non riesco io a vedere bene, c'� sempre il gatto dirimpettaio che riesce a osservare tutto pi� di me. Mamma Bipede pensa che io non riesca a comunicare con lui, ma si sbaglia. Per� questo � un segreto, e poi mi ero ripromesso di parlarne pi� avanti. Fuori dalla finestra riesco a tenere tutto sotto controllo, perfino quegli sfacciatissimi piccioni che volano tra i tetti e il balcone e che mi fanno tanto d'occhi perch� sanno che non arrivo a prenderli.
Di solito in casa ci siamo solo noi due, ma non sempre. Ogni tanto viene un altro bipede, lo Zio Marco. Lui � il fidanzato della Mamma e viene spesso a trovarla. � abbastanza bravo, per� ogni tanto si mette in testa che deve prendermi in braccio. Siccome io non voglio, allora scappo. Qualche volta funziona, ma certe altre lui insiste e io mi arrabbio, gli soffio e cerco di graffiarlo. Cos� lui pure si innervosisce e va a finire che litighiamo, e che magari non ci parliamo pi� addirittura per qualche ora. Poi per� facciamo sempre la pace. S�, alla fine � un bravo bipede, e poi mi ha fatto tanti regali bellissimi!
Un altro bipede che vedo abbastanza spesso � la Nonna Bipede, cio� le mamma di mia Mamma (non era difficile da capire, no?). Lei in realt� viene a trovarci di rado, ma quando arriva si ferma qui per giorni e giorni, e certe volte mi da anche la pappa lei invece di Mamma, e addirittura pulisce la mia cassettina. La Nonna Bipede capisce i gatti un po' meglio dello Zio Marco, per� mi chiama sempre "Micio", e invece io ho un bellissimo nome che ha un grande significato: mi chiamo (addirittura) Jazz! Da lei mi faccio accarezzare pi� spesso, ma non prendere in braccio. No, quello lo pu� fare solo ed esclusivamente la Mamma, e nessun altro. S�, debbo proprio dirlo: la Mamma � in assoluto il mio bipede preferito.
Ora per�, a furia di sentirmi dire "mamma", "zio", "nonna"� chiss� che vi siete messi in testa (vi conosco, voi umani duezampe che arrivate subito a conclusioni affrettate)! Guardate, che so benissimo che la mia Mamma Bipede non � davvero la mia mamma, che la mia mamma vera era un gatto e tutte queste cose qui. E se avrete la bont� di continuare a seguirmi, potr� spiegarvi tutto, ma proprio tutto.
![]()