Nascere voglio, col bimbo che nasce,
morire col vecchio morente.

Consumarmi respirando l'aria
d'infiniti ambienti e ridere
senza controllo, bevendo liquori,
nutrendo la gioia dei folli;

voglio infilzarmi con ogni pugnale
abbia servito un delitto
e piangere tutti i dolori
brucianti nel cuore del mondo.

Mai pi� una mandata di chiave
rotei nella mia porta.
Se potessi accompagnarti
tenendoti per mano, a ritroso
lungo le mie sponde frastagliate,
forse cosa intendo all'improvviso
ti sarebbe chiaro, quando dico:
"non sar� il letto vuoto la mia vita
d'un fiume sino a ieri ancora in piena".
Volano pensieri
tremendi nella calma sera
e sorrido.
Ma il cuore s'annera, si duole
d'essere stato zelante e ama,
ama soltanto ricordi:
il perpetuo adagiarsi del mare
sulla battigia.
Vorrei tornare a bearmi del sole
come l'immobile, immemore pianta
e dalla lucertola apprendere
come aggirare le ombre.
Percorre
lungo la mia guancia
una lacrima
una via infinita:
in grembo
ha il ricordo immane
dei momenti
forse i pi� belli
di una vita.
Fuoco verde,
fiamma di cipresso:
spenta speranza di chi giace
sotto la terra ombreggiata
a meridiana.
Verso il tramonto
accorrono alberi,
come aquiloni di prato;
stemperano le chiome
all'orizzonte.

Pari a comete
sciolgono code
rosse di foglie,
e gialle e verdi.
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