-nuove-
Nessuno sa del canto mio segreto
che danza lungo ripidi crinali,
che imporpora le nuvole di cieli
immaginari; nessuno pu� sentire
le mute note dentro il mio silenzio
accarezzare ai primi cedimenti il cuore.
Lascio alle spalle l'indaco mare,
il turchese, il verde chiaro;
un lambire d'acque
fianchi a promontori;

lascio alle spalle l'olivo
onnipresente e il pino immenso;
il fico indiano
che sciama lungo i bordi delle strade;

lascio alle spalle sirene
dal canto di carne, dal passo d'aurora,
dal sole negli occhi e dovunque,
lascio la brezza
che porta messaggi d'amore.
Lasciamo dire agli altri
che amore non � amore
oppure che � altre cento,
mille cose strane;
che l'uomo non � uomo,
n� la donna � donna...

A noi di quelle chiacchiere
non importa nulla.

Noi sappiamo dell'amore
che di bacio in bacio
ci � giunto immutato dalla storia;
sappiamo, nel giro d'uno sguardo,
che nostri sono gli occhi
degli amanti di ogni tempo,
e in ogni nostra coccola e carezza
vivono sospiri millenari.
Donna mia, sorriso della vita,
in te la vita nutre le speranze
e fa progetti; tu, nella chiusa stanza,
fremi, ti dibatti, una bambina sembri
che vuol scendere a giocare. Tu,
nella chiusa stanza, unica finestra,
cielo luminoso, firmamento.
Tu, nella chiusa stanza ove dimora
un'anima sfinita.
Giorno dopo giorno
me ne accorgo
amico mio fraterno,
la fresa della vita
ci ha subito sbozzati;
noi trucioli da niente,
noi siamo l'errore calcolato
o come tu dicesti (poeta!),
siamo fiori finti
lasciati sul prato.
Giorno dopo giorno
me ne accorgo, la vita
inaridisce, il sogno impera;
noi col cuore gonfio di ricordi
e tutto muore, intorno,
tutto � gi� passato.
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