| Paese dove limita il tramonto la vita, e giocano fanciulli nelle strade e danzano, primi negli applausi, gli sposi ai banchetti in loro onore; paese dove a sera passa una bara sulle teste, fredda nel dolore (la morte s'intende nel pianto dei vivi); paese dove cade la notte sui volti arati delle vedove che vegliano lente gli usci delle case. Io conosco una vita pi� discreta e vaga. Nasco lontano dove vetri di palazzi specchiano il sole. Nessun luogo mi somiglia e sono incapace di radici. Forse � per questo, paese, che invidio i tuoi ulivi grigioazzurri che crescono sereni e saldamente nella tua terra. |
| E' l'ora pi� scura. Taglia improvviso lo sguardo la notte, il palazzo a specchio rivela una luna. Questa strada � la mia luna. Questo silenzio violato da rari motori, l'eco soffusa d'una sirena lontana. Nella penombra tremante, sotto il lampione malato, fruscia la pagina sconcia al soffio del vento, mentre una donna bellissima, guarda con occhi stellati ogni passante. |
| Autunno, faccio passi sulla morte appena sparsa. nel turbinio di foglie ripiegate, giunte una ad una nel vento, il macabro messaggio del tempo. |
| Arido inverno, solo sul manto di neve gela il mio sangue. O brucia d'amore fraterno. Un'ultima volta v'incontro simulacri di amicizie che affollate il mio cammino. Un'ultima volta, passo tra voi sul mio sentiero: il cielo stanotte avr� lune di ghiaccio. |
| Piccole gemme, teneri boccioli, fioritura improvvisa, primavera. Fra i limpidi colori, nei bagliori, carezzata dagli umidi tepori, dirai: -Ma era cos� tetro, freddo e desolante!- Quando la natura far� il suo carnevale, tu aggiusta le maschere al tuo viso e fammi male. |
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