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| Ho un passato fitto di avarie e un incerto futuro dove innalzare castelli di carte; la precariet� della vita, nell'eternit� come goccia nell'oceano, m'insegna a morire. |
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| Nei campi ebbri di sole alberi radi m'ignorano, vivono immobili: appena me ne accorgo e che io viva o muoia, ci� non li riguarda. Forse � pi� vicino lo scheletro di ferro che tesse trame di luci con tre braccia: quando � notte illumina il vuoto dove lacrime bagnano tutto il suolo. |
| Il riso che un tempo ci sembrava amaro, ora nel ricordo tanto caro appare e al contempo, m'accorgo, il continuare � soltanto una discesa che allontana da ogni luce e da ogni dio: ricorda, amico mio, solamente � il sarcasmo che ci induce a contrarre in una smorfia, brevemente, le primissime rughe del viso. |
| - incipit - |
| prime liriche, di vita o di morte e alcuni versi d'amore |
| Non amo il limpido cielo di questa mattina, n� il riverbero del sole.Questa brina che fa di cristallo rami di salici e betulle non � spettacolo lieto. Che filtra al cuore la vita solo lo sfondo incolore degli occhi: fuori dall'iride. |
| Amo la strada che non patisce passo non mio e le coltri di neve incerte al chiaro di luna, quando nell'aria pungono rose d'aghi le guance e il freddo forgia silenzi. |
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| *dal web |
| **foto di nicoletta bocale |
| Ne sono trascorsi di anni, e tu sei ancora l�, calcarea perla di cielo. Io ti amo un po' meno, perch� sono pi� vecchio e non ti credo pi�; non credo al tuo manto d'argento n� alle ombre misteriose: sei solo un enorme sasso lanciato nel posto sbagliato da una mano distratta. Sei un lampione di troppo, in questa citt� buia di fantasmi. |