I miei strumenti



Il mio primo strumento è stato un Newton da 25 cm. Focale 1200 dunque è un F 4,8..Gli specchi , ambedue in pyrex, li acquistai da un noto artigiano veneziano , mentre la montatura me la sono costruita. Si tratta di una montatura a forcella, molto robusta, calettata su di un albero di 80 mm.di diametro. Il trascinamento avviene attraverso vite senza fine e ruota elicoidale con 144 denti e diametro 24 cm. La centralina del moto orario che avevo acquistato all’inizio , l’ho sostituita con una autocostruita, più spartana ma più affidabile e potente, dato che l’altra talvolta si “piantava ”, durante le pose fotografiche ; forse anche a causa della mole della montatura. L’ottica ,di ottima qualità, mi ha dato notevoli soddisfazioni. Una quindicina di anni fa ,dove abito , il cielo era veramente buio ,bei tempi! Allora potevo esporre anche fino a dieci minuti, a fuoco diretto, con la leggendaria TP 24 15 ipersensibilizzata , vedi foto di B33 nell’ home page del mio sito.

il mio primo telescopio

Col tempo mi è venuta anche la passione per l’autocostruzione delle ottiche, così mi sono costruito un dobsoniano smontabile, di 30 cm.di diametro . La parte superiore del tubo ottico è costituito da 8 tubi in struttura Serrurier, essi partono dalla cella porta specchio di forma quadrata,in legno. Su due fianchi opposti della cella sono fissati due cilindri in alluminio che vanno a poggiare su due cave semicircolari dello stesso diametro ricavate in una struttura ad “U”, in legno compensato. Attraverso il centro della parte inferiore di questa struttura ,passa un perno in acciaio , che va a conficcarsi nel centro della base fissa, questa è la parte che poggia per terra e va messa possibilmente orizzontale. In questo modo si possono inseguire manualmente gli oggetti in modo altazimutale.



Per eseguire lo specchio da 30 cm, mi sono costruito una macchina tipo tornio verticale, con base girevole su cui lavora un braccio meccanico a cui si possono applicare diversi attrezzi adatti sia alla sbozzatura che alla finitura: lucidatura e correzione degli specchi.Per eseguire le misurazini col sistema della Caustica, mi sono procurato un CCD d’occasione: una Starlight Xpress SXR. Con questa attrezzatura ho eseguito e corretto una ventina di specchi parabolici, tanto che se non ne metto continuamente in cantiere, mi viene una specie di crisi d’astinenza. Ultimamente, raggiunto il possesso delle capacità tecniche e di calcolo necessarie, ho deciso di costruire dei Ritchey Cretienne, per la loro qualità superiore, ed il minore ingombro. Prima di ultimare il R.C. da 450 mm, ne ho fatti un paio da 200mm:uno servirà da guida per le foto sul 450, e l’altro per portarmelo in montagna o in ferie.Il tubo ottico è in lamiera di acciaio ,zincata e verniciata. Ho scelto la lamiera di acciaio rispetto a quella in alluminio, anche per la minore dilatazione termica della prima. In questi telescopi, lo specchio primario poggia su una cella a 18 appoggi, e la posizione e inclinazione di detta cella si può regolare dall’esterno per mezzo di tre robuste viti che tengono in tensione altrettante molle.



Attraverso il foro centrale dello specchio primario, passa un tubo sottile di alluminio anodizzato nero opaco che funge da parariflessi. Lo specchietto secondario iperbolico ha un diametro di 72 mm ed è installato in una celletta rotonda, aggrappato a questa da tre graffe in alluminio annerito. La cella è regolabile in inclinazione tramite il classico sistema delle tre viti che comprimono tre molle, inoltre si può allontanare o avvicinare allo specchio principale, e fermare nella esatta posizione prevista dal progetto ottico.



Per evitare la diffrazione, quel disturbo che provoca ad esempio l’apparire di una crocera luminosa specie nelle stelle più splendenti , il ragno porta secondario è costituito da tre bracci curvi, aventi lo stesso raggio di curvatura del tubo ottico. Con questo tipo di supporto mi sono sempre trovato bene e lo applico abitualmente ai miei telescopi.

ragno portaspecchio

Per provare direttamente sul campo le ottiche dei miei Ritchey, C. da 200 mm, li ho montati in parallelo al Newton da 250 mm, così da poter sfruttare la robusta montatura di questo. Il mio Newton è un buono strumento, ma ha un difetto, come tutti i telescopi in questa configurazione : il coma. Passando l’occhio all’oculare del mio R.C. sulla groppa del Newton, il campo inquadrato comprende Arturo in Bootes, in una zona periferica del campo stesso: la stella mi appare puntiforme, nitida e, quello che più conta, senza il fastidioso pennacchio: il coma!

tubi ottici
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