The Infernal Desire Machines of Doctor Hoffman

"Dove siete diretto?" chiesi.Il conte rispose "Solo il viaggio è reale,non l'avvistamento della meta..Il mio percorso è stabilito dal capriccio del fato, e ne percepisco le indicazioni casuali unicamente attraverso la fiamma inesauribile dei miei desideri." Con quella frase mi fece ammutolire. Le ruote della carrozza sembravano avvolgere la strada..mi sentii attraversare da un brivido quando vidi i suoi denti curiosamente affilati, come le zanne che la tradizione attribuisce ai vampiri. Ciò nondimeno mi attraeva. Conversare con lui era impossibile, perchè si interessava solo a se stesso il suo egoismo infernale gli faceva pronunciare sempre la parola"IO". Ci fermammo e dopo la colazione il conte sospirò e ruttò e ghermì il valletto "Guardami! Guardami!" gridò..Ma nella chiesa in rovina era troppo buio. Udii i grugniti e i lamenti del valletto e i ruggiti strabilianti che accompagnarono il lungo procedere del conte verso l'orgasmo. L'estasi sembrò annientare il libertino,..nel fulgore dell'oscurità vellutata, il conte parlò.."Ho dedicato la mia vita all'umiliazione e all'esaltazione della carne. Io sono un artista; la mia materia è la carne, il mio mezzo è la distruzione, la mia ispirazione è la natura.

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