The Infernal Desire Machines of Doctor Hoffman

Il conte e io rimanemmo difronte alla Casa dell'Anonimato, la cui porta era sempre aperta a chi aveva un portafoglio abbastanza gonfio. Era un edificio massiccio, dall'architettura disordinata, nello stile gotico..Tutte le finestre visibili avevano le persiane serrate. La portinaia, imperiosa, chiamò una cameriera...che ci condusse a un piccolo spogliatoio..prese due calzamaglie nere fatte in modo che, una volta indossate, lasciassero in bella vista i nostri genitali, testicoli e tutto il resto..Fremendo per l'entusiasmo, il conte cominciò a mormorare a bassa voce; il suo pene, già di dimensioni mostruose, si drizzò in erezione, deciso. Subito dopo la cameriera ci porse maschere a cappuccio da infilare sul capo per nasconderlo completando i nostri costumi fallici e antiestetici, cancellando i nostri volti e la nostra dignità in modo assoluto; il costume enfatizzava la nostra virilità in modo indecente, e nello stesso tempo negava la nostra umanità.

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