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Il trattato delle carezzeAl di là della carezzaLe carezze dell'animaUn atto di fiduciaGérard Leleu |
Masters e Johnson sostengono: «L'ostacolo principale che si oppone al piacere è la paura in tutte le sue manifestazioni: paura di essere feriti fisicamente o affettivamente, di avere torto, di commettere un errore, di essere castigato, di apparire brutto, maldestro, ridicolo, incompetente, insensibile, indesiderato... La lista può prolungarsi all'infinito, comprendendo tutte le impressioni sgradevoli che ogni essere umano ha di se stesso». Occorre perciò un'enorme fiducia per affidarsi a qualcuno, anima e corpo, perché ci si espone. Amare è un atto di fede. I primi a essere giudicati sono il corpo e il viso. Il pudore affonda le sue radici più nell'estetica che nell'etica. Anche le capacità sessuali vengono messe in conto. In questo caso la paura diventa terrore di essere incapaci, impotenti, frigidi, inadeguati... Infine si arriva ai tratti del carattere, alle debolezze, alla fragilità, ai bisogni sensuali, alle richieste affettive.
La relazione amorosa rende talmente vulnerabili, che è indispensabile che l'altro si dimostri un alleato incondizionato, comprensivo, che accetti l'amato per quello che è. Più si instaura questa accettazione, più gli amanti si sentono attratti; più confessano la propria fragilità, più si avvicinano; più si conoscono, più risultano uniti.
Confidarsi, non significa dirsi soltanto quelle che si è, ma anche quello che ci si aspetta, quello che si spera: la sicurezza, la tenerezza, la soddisfazione sessuale. Confidarsi vuol dire avere fiducia di essere compensati. Per la donna avere fiducia, nella maggior parte dei casi (e per l'uomo sempre di più), significa sperare di essere scelti e non soltanto per il sesso. Le donne hanno sempre temuto fobicamente di essere viste soltanto come un bel seno o dei bei glutei; oggi gli uomini temono di essere soltanto un pene. In comune hanno il timore di essere degli oggetti da buttare dopo l'uso.