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Il trattato delle carezzeLa carezza internaLa carezza più profondaIl piacere dell'uomoGérard Leleu |
Comincio a parlare di lui solo perché ritengo che sia proprio l'uomo che ha maggiore necessità di essere ricondotto alla carezza interna; le donne, invece, sembrano avere a questo riguardo una predisposizione naturale. Si tratta comunque di accertare se la carezza interna provochi in lui un piacere soddisfacente oppure no.
Si può affermare che, quando l'uomo riesce a sottrarsi al modello sessuale tradizionale, è in grado di ampliare il suo campo erotico. L'eiaculazione è un punto culminante del piacere, ma non l'unico; l'orgasmo è stato sopravvalutato e ha messo così in ombra tutti gli altri piaceri. Il suo imperativo trasforma l'amore in una corsa, mentre dovrebbe essere un gioco. Per raggiungere l'orgasmo, l'uomo si scatena come se volesse liberarsene. Con la carezza interna invece impara l'arte del buongustaio.
Il piacere maschile si articola in 3 fasi successive: il desiderio, la fase preorgasmica e l'orgasmo.
Il piacere-desiderio si manifesta durante la fase di eccitazione ed è crescente. Si possono individuare 4 aspetti: il piacere dovuto allo sfregamento della mucosa del glande contro la guaina vaginale (sensibilità superficiale); quello della tensione del pene, dovuto alla congestione dei vasi (sensibilità propriocettiva); quello per la tensione che si irradia in tutto il corpo e a cui partecipano certi muscoli, mentre il sistema vascolare è sotto pressione; infine l'ebbrezza del cervello, il fascino indiscreto del desiderio.
La voluttà nasce dal desiderio-piacere della fase di eccitazione, prolungando la durata della quale se ne intensifica e se ne prolunga l'intensità. Il piacere serve ad aumentare l'eccitazione e mantenerne alto il livello, a controllarne l'evolversi per impedire di accorciarlo con un orgasmo conclusivo. Godere significa mantenere la tensione meravigliosa del desiderio, farla crescere senza ridurla con una non necessaria eiaculazione. Arrivare al confine dell'orgasmo è un piacere gustoso che può essere prolungato e apprezzato se non interviene l'imperiosa necessità di eiaculare. Le delizie di una simile voluttà sono ben più preziose, infinitamente più varie di una fugace esplosione eiaculatoria. Il piacere porta con sé una distensione psicosomatica soddisfacente e non è affatto seguita da fenomeni patologici, come ha sostenuto Wilhem Reich.
Riguardo alla fase di eccitazione egli scrive: «Uomini e donne orgasticamente potenti, sostengono all'unanimità che le sensazioni di piacere sono più intense quanto più sono dolci e lenti gli sfregamenti e quando sono in perfetta armonia con la compagna. Questo presuppone una notevole capacità di identificarsi con l'altro. Gli uomini che considerano l'abbandono come una caratteristica femminile, soffrono sempre dal punto di vista orgastico. In questa fase l'arresto dello sfregamento è di per sé un piacere. Si deve alle sensazioni particolari del piacere che si provano riposando. L'interruzione può attuarsi senza alcuno sforzo mentale. Prolunga l'atto sessuale. Quando si riposa, l'eccitazione si spegne un po' , ma non sparisce... L'interruzione dell'atto sessuale con la ritrazione del pene, non è sgradevole da un punto di vista funzionale».
Definisco 'preorgasmo' un piacere acuto, molto simile per intensità e qualità all'orgasmo, che l'uomo prova nella fase superiore dell'eccitazione. Corrisponde, nel diagramma del piacere, alla fase ancora reversibile della contrazione involontaria di tutti i muscoli dell'orgasmo, in particolare delle vescicole seminali.
Si tratta di una vetta del piacere pre-eiaculatorio; al contrario dell'orgasmo, può rinnovarsi più volte. Non è seguito da fase refrattarie, ossia di minor sensibilità degli organi genitali e della perdita del desiderio..E' un orgasmo senza eiaculazione. Nel caso dei bambini e dei vasectomizzati questo è possibile. Ma, secondo me, non si può definire la fase di 'preorgasmo' un orgasmo senza eiaculazione, perché è in effetti un'altra cosa.