Serenità
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Il trattato delle carezze

La carezza interna

La carezza più profonda

Le pause

Gérard Leleu

La pausa è la continuazione della carezza senza movimento. Le sensazioni sono altrettanto valide, ma di un'altra qualità, più interiore. Il dialogo, tacito ma intenso, commovente, continua fra i corpi avvinghiati; è un'esperienza irrinunciabile. Talvolta, senza muovere i corpi, gli amanti comunicano: piccole contrazioni dell'orifizio vaginale, del pene, tenere e maliziose manifestazioni di una connivenza in atto. Bisogna approfittare delle pause per contemplare, per ammirare il viso e il corpo del partner. E' un modo per esprimere i propri umori, le proprie sensazioni.

Le pause serviranno inoltre per accarezzarsi il corpo, il viso, le mani, i piedi. Le mani sono quasi sempre libere e la loro sensibilità è sempre crescente. Il prolungare in questo modo l'eccitazione genitale erotizza la pelle in maniera stupefacente, ne esaspera la ricettività, il magnetismo, il potere erotico.

Il partner, la cui pelle è altrettanto ipersensibile, risente degli stessi effetti. L'eroticità dei corpi raggiunge punte altissime; i 2 corpi in questo momento costituiscono un'unità. Vi è qualcosa di sovrannaturale. Gli antichi e gli orientali in particolare hanno associato all'erotismo il misticismo. Ai giorni nostri, autori come George Bataille hanno messo in parallelo erotismo e misticismo.

Si deve raggiungere per forza l'eiaculazione? Non è sempre indispensabile, perché la carezza interna offre piaceri altrettanto grandi. Non è augurabile ogni volta in quanto provoca un riflesso condizionato (coito uguale eiaculazione) che la rende ineluttabile e automatica. Astenersi inoltre migliora la qualità del 'dopo'. Ma quando l'orgasmo viene raggiunto, ne deriva un piacere incomparabile; e se la donna lo richiede, bisogna concederglielo.

A seconda dell'età e delle circostanze, la frequenza eiaculatoria ottimale varia; 1 ogni 4 rapporti a 20 anni, 1 ogni 7 a 30, 1 ogni 9 a 40, 1 ogni 12 a 50. Tali frequenze devono adattarsi a seconda degli individui e delle circostanze (stanchezza, malattia, lunghe separazioni e così via).

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