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Il trattato delle carezzeLa carezza internaVerso l'armonia dell'unioneUna conferma confortanteGérard Leleu |
E' confortante sapere che i moderni sessuologi si rifanno ai precetti di civiltà ormai lontane. Non si capisce infatti perché si dovrebbero ignorare pratiche che nel lontano oriente hanno soddisfatto migliaia di coppie.
E forse, grazie alle carezze, in particolare alla carezza interna, non saremo più costretti a leggere, come nell'AnangaRanga, che: «Gli europei, che ignorano l'arte e la pratica del sesso, vengono paragonati dalle donne indù a galli in un pollaio: per questa ragione sembra che nessuna donna indigena abbia mai accettato di fare all'amore con uno straniero».
Oltre la carezza, l'erotismo orientale ci insegna ancora una volta il valore spirituale dell'unione fra uomo e donna. E' fuori discussione che tale unione provochi uno sconvolgimento delle loro coscienze; si tratta di un fenomeno universale e permanente.
Le civiltà orientali e occidentali l'hanno avuto in eredità attraverso la loro sensibilità e l'hanno fatto proprio attraverso le loro filosofie e le loro religioni. Noi occidentali, scienziati, materialisti, possiamo sorridere di fronte a questa ingenuità e ribellarci all'esoterismo, che bolleremo di oscurantismo. Nessuno però ci chiede di convertirci al taoismo e tanto meno di diventare trovatori; non si tratta qui di giudicare tale credenze, ma di considerarle come l'espressione simbolo della trascendenza universale della coppia. Abbiamo tutti prima o poi incontrato questo tipo di amore psichico, che conduce a questa tendenza verso l'altro, a questa espansione verso il mondo.
Siamo modesti, il nostro progresso è essenzialmente di natura tecnologica, per nulla etico, né politico e ancor meno spirituale, è solo... tecnico. Preferisco i taoisti o i trovatori di qui tempi andati, agli assassini moderni, con o senza uniformi.