Serenità
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Il trattato delle carezze

La carezza interna

Verso l'armonia dell'unione

Animus e anima

Gérard Leleu

C. G. Jung afferma che ognuno deve accettare il proprio animus o la propria anima, anzi svilupparli, farli evolvere. La nevrosi sarebbe la conseguenza della loro repressione.

Per raggiungere l'equilibrio dell'individuo, e di conseguenza quello della coppia, occorre che la donna accetti il suo polo maschile e l'uomo quello femminile. Questo li opporrà nella pulsione sessuale. Se nell'uomo si atrofizza il polo femminile, compare l'erotomania; se si ipertrofizza, può seguire l'omosessualità. Lo stesso dicasi per le donne e il loro polo maschile.

La coppia servirà loro per sviluppare un poco in ciascuno: in lui l'anima e in lei l'animus. Facendo leva sul proprio sesso opposto interiore, il tantrico diventa così il suo specchio interiore. Per il tantrismo la coppia si costituisce a imitazione della dualità divina, di Shiva che unisce in sé l'immutabile maschile all'eterno femminile.

L'atto sessuale deve essere lento perché riguarda un metabolismo che è di per sé lento, lo scambio fra anima e donna e animus e uomo. Attraverso questo progressivo gemellaggio, il tantrico pensa che la coppia costituirà poco per volta il Tulku, la forza cosmica suprema che scaturisce dalla coppia unita. In realtà questa unità è costituita da 4 elementi, è un brano eseguito a 4 mani, fra l'uomo e la sua anima, la donna e il suo animus.

Il tantrismo non prevede quasi mai l'eiaculazione o l'orgasmo fisilolgico. Attraverso l'interiorizzazione del desiderio, l'energia non utilizzata per l'orgasmo torna nell'essere.

Se l'introversione rende l'uomo femminile e la donna maschile, questo non contrasta con la loro natura. L'uomo, maschile per i suoi genitali, diventa femminile nel suo spirito e così, viceversa, la donna.

In occidente, fare all'amore ha, il più delle volte, come obiettivo l'orgasmo; l'atto pertanto incentrato sull'egoismo e imposto con la volontà ; si tratta della giustapposizione di 2 ricerche egoistiche e volontarie, del massimo piacere. L'estasi si riduce a pochi istanti di rapimento, solitario e fugace. In nessun momento, nel corso della ricerca la coscienza cede la presa e l'energia sessuale di si blocca. Nell'atto d'amore orientale, l'uomo e la donna abbandonano ogni volontà di orgasmo, astraendosi dal proprio Io e lasciandosi andare alla realizzazione dell'unione. Allora tutti gli scambi di energia magnetica avvengono liberamente e l'energia sessuale può trasformarsi. Gli esseri, liberati dalla volontà, accedono a una sfera contemplativa, dove le sensazioni non riguardano più soltanto gli organi sessuali, ma interessano tutto il corpo e, ancora al di là, l'intero spazio. Gli esseri diventano i contenitori del movimento universale, nel quale i corpi stanno per sciogliersi; diventano una manifestazione della totalità attraverso 2 strumenti cosmici, i loro corpi. Allora l'amore non si limita più al solo corpo e all'Io, ma diventa una vibrazione all'unisono con il mondo. L'essere si sintonizza al movimento fondamentale del mondo. Si giunge all'ebbrezza, alla felicità, all'estasi infinita, con o senza l'orgasmo.

Gli iniziati possono raggiungere la fusione sessuale cosmica unendosi secondo la postura Mahituna: l'uomo e la donna si siedono l'uno di fronte all'altra, con l'uomo dentro la donna; non fanno nessun movimento volontario; la felicità viene da sola.

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