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Il trattato delle carezzeGeografia SensualeIl primo cerchio dell'uomoLe tenerezze della boccaGérard Leleu |
E' il massimo in quanto a carezze e dà un piacere supremo. La bocca è quanto di più dotato e adatto esista allo scopo. Le labbra, la lingua, il palato sono dolci, vellutati, caldi, sottili.
Questo piacere fisico è reso ancora più grande dalla gioia mentale che si prova di fronte all'amante che farà diventare il sogno realtà: il sogno di vedere una donna intenerirsi di fronte al proprio organo, che è per lei luogo il desiderio come per lui la vulva. Quel desiderio che sottende alla sua esistenza, che è al centro dei suoi pensieri, che anima le sue azioni, che la rende donna seducente e seduttrice. Quel desiderio, copia di quello dell'uomo, che dà un senso alla sua esistenza, che la spinge verso di lui, sua meta, suo completamento.
La bocca dell'amante accarezza il pene come farebbe con un'altra bocca o con un capezzolo. La lingua inizia con piccole leccatine sulla punta del glande, poco sensibile. Scivola poi verso le zone più esplosive. Con piccoli colpi stuzzica la corona e poi le gira intorno, mantenendo sempre il contatto. Si ferma infine sul frenulo, con leccatine e solleticamenti. Con il coito questo è il piacere più grande che un uomo conosca. A questo punto si può procedere a una leccata di tutto il glande, come fanno i gatti con il proprio pelo.
Si passa poi alla guaina che verrà leccata su tutta la sua superficie, per arrivare nella parte inferiore, la più sensibile. Il movimento sarà dall'alto verso il basso e viceversa. L'uomo vibra tutto. Il punto di maggior piacere in questa zona si trova nel prolungamento del frenulo. Le labbra strette e umide depongono un malizioso morsetto sulla punta del glande. Poi, lateralmente, da una commessura all'altra scivolano lungo il glande come se fosse un rossetto. Il glande viene allora afferrato e fatto scivolare fra le 2 labbra che lo succhieranno come un bastoncino di liquirizia.
Alla fine la bocca bulimica si impossessa del glande e l'inghiotte più o meno in profondità, talvolta fino alla gola, facendolo scorrere in un andirivieni ritmico fra la lingua e il palato. La lingua gira intorno al glande prigioniero, lo lecca, lo succhia, lo aspira. I denti vengono tenuti adesso debitamente lontani per non provocare dolore: in fase di riposo potranno di nuovo mordicchiare delicatamente.
La bocca poi, liberato il pene, procederà lungo la linea del perineo e la coprirà di baci rumorosi. Si dedicherà quindi alla parte inferiore, la più sensibile. Con le labbra strette e umide scenderà del frenulo fino allo scroto. Qui la lingua imprimerà un succhiotto.
La bocca scende poi sullo scroto raccolto teneramente in una mano, lo bacia, lo lecca e gli sussurra dolci parole.
All'uomo, al colmo della tenerezza e dell'ardore, rimane solo di adorare questa donna adorante.