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Il trattato delle carezzeGeografia SensualeIl primo cerchio della donnaUn omaggio ai genitali della donnaGérard Leleu |
Tenera e attenta con la mano, ammirante con gli occhi, generosa e calorosa con la bocca, la carezza dei genitali femminili valorizza una zona che, paradossalmente, è al tempo stesso oggetto di desiderio e di disprezzo.
L'arte ha sempre riservato un trattamento diverso all'uomo e alla donna. Nella scultura egiziana, cretese e greco-latina, i genitali maschili sono sempre scoperti, senza veli.
Presso queste civiltà, come in molte popolazioni primitive, il fallo è stato l'oggetto di un vero e proprio culto e il membro virile ha assunto proporzioni notevoli. Talvolta l'intera statua rappresenta un gigantesco fallo. In questi casi, naturalmente, non si tratta di una rappresentazione del pene, organo del piacere, ma del fallo, simbolo del potere e della fertilità.
Al contrario la scultura mediterranea si astiene persino dal rappresentare le parti visibili dei genitali femminili, il bel rigonfiamento del monte di Venere e il profilo della vulva. Per quanto mi risulta, la vulva e le sue linee più intime non sono mai state scolpite, cosa che spesso invece è stata fatta per il fallo.