Serenità
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Il trattato delle carezze

Geografia Sensuale

Il terzo cerchio

Le carezze del viso

Gérard Leleu

Come gli organi genitali attirano su di sé le carezze, privandone il resto del corpo, così le labbra sono l'unico bersaglio del mio desiderio e della tenerezza a scapito del viso. Eppure potrebbe essere l'oggetto di molte attenzioni, tanto più che è sempre scoperto e alla portata di tutti. Occorre precisare che, a parte le orecchie, non ha in sé zone particolarmente erogene, può pertanto essere soltanto il bersaglio della tenerezza, che, a quanto pare, non sembra tanto invitante al genere umano. Eppure accarezzare il viso dell'amato suscita un enorme piacere. E' un'esperienza molto erotica sfiorare con poche dita la fronte, le tempie, le guance; ridisegnare con un dito l'arco sopraccigliare, la curva del naso, il contorno delle labbra, l'ovale del viso fino ad arrivare alla punta del mento. E' emozionante tenere stretto fra le mani il viso dell'amato; farlo scivolare all'indietro, afferrarne la nuca; infine baciare dolcemente la fronte, il naso, le guance, le labbra.

Le carezze del viso hanno un che di materno, di protettivo; tutte cose percepite dal partner, che si sente così accattato e valorizzato.

Mentre le dita accarezzano, gli occhi ammirano. Leggono negli occhi dell'altro la fiducia o la malattia, la gratitudine o il desiderio; penetrano nell'anima e colgono tormenti che la calma del momento sembra aver fugati.

Si potrebbe essere tentati di invidiare i ciechi e le loro amanti, ma vorrebbe dire dimenticarsi dell'importanza della carezza degli occhi e dell'insostituibile comunicazione che avviene attraverso gli sguardi. Probabilmente è proprio per evitare di guardarsi intensamente e di essere a propria volta guardati, che molti evitano di accarezzare il viso. E le donne sospirano: «Non mi guardi più».

Chi, invece, prova un grande affetto per l'altro e cerca di stargli il più vicino possibile, si perde nel suo sguardo. Bacia le palpebre, la fronte, le tempie, le guance. Che dolcezza questa pelle vellutata! Poi, preso dal trasporto, solletica le stesse parti: la punta del naso, gli zigomi, il mento. Sfiorando le labbra con un bacio, si arriva all'orecchio. Zona erotica per eccellenza, stimolarlo è come gettare altra legna sul fuoco del desiderio. Si evita di baciarlo per non irritare il timpano. L'orecchio è il regno della lingua, un labirinto tutto da esplorare. La punta ne percorre i contorni coscienziosamente. Poi scivola sotto la sporgenza del lobo, si insinua nel condotto. Ritorna nella conca e ridiscende sul lobo. Al suo passaggio, nel tratto fra l'orecchio e il collo, provoca nel partner brividi di piacere; allora la bocca non resiste più, le labbra lo afferrano, lo succhiano, avide. I denti mordicchiano, devono trattenersi dallo sgranocchiare.

Esaltato dall'ingordigia dell'uno, il desiderio dell'altra è a questo punto al colmo. Le labbra puntano alla bocca che geme; non è più tempo di romanticherie, ma di un aspro e tenero duello.

La sensibilità auricolare nelle donne è tale da far loro provare un piacere simile all'estasi. Quelle che, per le carezze genitali, fossero vicine all'orgasmo, lo raggiungono improvvisamente, se vengono stimolate nell'orecchio.

Si può accarezzare l'orecchio anche con l'indice e il medio che percorreranno lo stesso cammino della lingua. Raggiunto il lobo, verrà dolcemente stretto fra l'indice e il pollice. Le dita poi eccitano dolcemente la parte sottostante del lobo e percorrono il solco dietro l'orecchio fino a ritrovarsi dietro il padiglione, una zona 'tirabaci' per eccellenza. Dopo qualche sfioramento, le dita tornano dietro l'orecchio.
Le carezze del viso

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