Serenità
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Il trattato delle carezze

La carezza un'arte

I tre cerchi

...e l'uomo il peccato

Gérard Leleu

Gli uomini, da secoli, sembrano caparbiamente impegnati a distruggere quello che Dio ha creato: la sensualità femminile.

Le donne, in epoca preistorica, dovevano avere un comportamento simile a quello dei primati superiori, antenati degli ominidi. Le scimmie femmine di allora avevano un'eroticità così sviluppata, da esigere da parte dei maschi fino a 40 rapporti nel periodo di calore. Al 3° giorno cadevano, sfinite, in una sorta di letargo. In tutte le specie animali l'esigenza erotica della femmina è superiore a quella dei maschi.

I nostri antenati presentavano una pulsione sessuale altrettanto intensa e aggressiva. Si rilevò però incompatibile con l'organizzazione sociale e familiare e insopportabile per l'uomo. Essi pertanto approfittarono della propria superiorità muscolare e della loro autonomia per imporre la loro legge, accompagnandola a una vera propria repressione sessuale. Attraverso una selezione darwiniana avvenne l'eliminazione delle donne troppo sensuali.

Nel corso della storia le donne e le sensualità continuarono a essere l'oggetto di una repressione e di una svalutazione da parte dell'uomo, attraverso la società e la religione che egli stesso andava man mano imponendo. Tutte le religioni e le filosofie occidentali sono misogine. Tutte le posizioni contro la donna e contro il sesso hanno per obiettivo il controllo e la sottomissione della donna e della sua sessualità. Sono finalizzate al dominio sociale e della famiglia da parte dell'uomo; a proteggerlo dalla sua incapacità di avere molteplici e prolungati rapporti sessuali.

Aristotele, il filosofo greco ancor oggi attuale, relegava la donna a una totale condizione di inferiorità. I padri della Chiesa hanno introdotto il 'peccato di carne', che perpetua quello 'originale'. Sant'Agostino, teologo e filosofo, dichiarò che la donna era «la porta dell'inferno, alleata di Satana». Se viveva la propria sessualità veniva considerata una peccatrice. Poteva riscattarsi solo se vergine o madre.

Alla donna era vietato provare piacere, doveva invece limitarsi a essere il ricettacolo del seme maschile, al fine di procreare. La salvezza risiedeva nell'ascetismo. Era d'altro canto fatto obbligo di astenersi dai rapporti sessuali la domenica e i giorni festivi, durante la quaresima e la gravidanza. Salvezza era anche la completa sottomissione all'uomo, padre o sposo, di cui la donna era serva. Veniva addirittura messa in discussione l'esistenza della sua anima.

Nel XIX secolo, durante l'epoca vittoriana, il puritanesimo rilanciò la repressione sessuale femminile. Un celebre medico dell'epoca affermava: «La sessualità della donna è monca; quando si risveglia, essa appare debole rispetto a quella maschile. La donna onesta si augura raramente una gratificazione sessuale».

Freud pose le basi della liberazione sessuale... ma non della donna! Fallocrate e misogino ha descritto la donna come un uomo castrato! E' stato il femminismo, con una delle sue voci più significative, Simone de Beauvoir, che ha liberato la donna dalla vergogna per il proprio piacere e dal disgusto per il sesso.

Oggi ritroviamo in certi uomini lo stesso panico dei loro antenati preistorici di fronte alla rinascente sessualità femminile. La donna viene ancora una volta considerata pericolosa per sé e per gli altri... La clitoridectomia e la cintura di castità , retaggio di epoche trascorse, sembrano affacciarsi nei fantasmi dei maschi moderni.

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