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Il trattato delle carezzeLa carezza un'arteIl piacere della carezzaIntroduzioneGérard Leleu |
Sul piano psicologico, così come per il benessere edonistico, colui che accarezza riceve e chiede esattamente quello che trasmette. Esiste sempre una speranza di reciprocità. Accarezzare è anche bussare a una porta, scivolare sotto un ombrello, infilarsi nella pelle. Alcuni psicanalisti arrivano a sostenere che accarezzando si accarezza il fanciullo che è dentro di noi. Ma che importa, se questo servirà a renderci migliori? Il valore intrinseco della carezza come dispensatrice di piacere è piuttosto sconosciuto. Si pensa che sia una perdita di tempo, un ostacolo che procrastina la penetrazione; al massimo viene usata nei preliminari, fermo restando lo scopo finale, ossia la penetrazione.
Accarezzare procura a sé e al partner. Il piacere dell'altro ritorna con manifestazioni talvolta impercettibili, altre volte molto vivaci. Questo piacere riflesso amplifica quello di chi accarezza e ritorna al partner ancora più carico di eroticità. Il piacere fra i 2 si decuplica come in un gioco di specchi: il piacere di uno compensa e stimola quello dell'altro. Seguono allora carezze sempre più gratificanti.