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Il trattato delle carezzeLa carezza un'arteGli strumenti della carezzaGli odori del corpoGérard Leleu |
La vicinanza del naso, organo dell'olfatto e del gusto, rinforza le caratteristiche di zona erogena della bocca. Gli odori, che talvolta il soggetto percepisce baciando, esaltano il piacere. Gli odori emanati dal corpo del partner (pelle, capelli, alito...) possono talvolta evocare quelli della madre, facendo rivivere nel soggetto i lontani piaceri della poppata (sazietà, calore, benessere...).
Il partner ha un particolare odore in grado di attirare e di infervorare l'amante che bacia: il sapore di miele o di fieno dell'alito; l'odore piccante delle brune, quello deciso delle bionde e selvaggio delle rosse, tutti veramente accattivanti. I cosmetici, poi, completano l'opera. Infine giungono alle narici dell'amante gli odori di muschio secreti dalle ghiandole. Le ghiandole interessate sono situate nella sfera perineo-genitale dove le molecole aromatiche esercitano una carica di attrazione più o meno selettiva (costituirebbero uno degli elementi di attrazione fra gli individui).
La bocca è una zona molto erogena, la prima dove il desiderio si insedia (e molto precocemente, visto che il feto, nel grembo materno, si succhia già il pollice). La poppata rivela il piacere estremo dell'oralità , che va sviluppandosi nel neonato. La potente capacità erogena della bocca si esplica in quanto sede della pulsione orale, una delle fondamentali dell'essere vivente: in un parola, si tratta di un istinto.
In più, la bocca ha più volte trovato una complicità nel rapporto madre-figlio e nell'ambiente, che l'hanno assecondata. Va aggiunto il comportamento delle madri, che spesso confondono i segnali: ogni volta che il piccolo manifesta ansia (pianto, grida, agitazione) indipendentemente dalle cause (fame, dolore, coliche, incubi) la madre ha rassicurato il piccolo porgendogli cibo o succhiotti.
Non è quindi affatto sorprendente che, oltre al ruolo legato all'alimentazione, la bocca sia anche strumento di piacere: il bambino succhia il pollice e tutto quello che ha alla sua portata, si diverte a far vibrare le labbra soffiando. L'adulto continuerà a mangiare e a bere, al di là dell'istinto della fame e della sete, e allo stesso modo... mangerà e berrà il suo amante.
La bocca, infine, è uno strumento di conoscenza e di prensione. Se il bambino avvicina ogni cosa alla sua bocca, non è solo per il piacere, ma anche per conoscere o riconoscere il mondo esterno. In generale riconosce qualcosa di gradevole o di desiderabile, in grado di soddisfare più o meno il suo erotismo. Nessun dubbio, dunque, che la bocca, nell'attività amorosa, conservi assieme alla funzione erotica e affettiva anche una connotazione conoscitiva.