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Il trattato delle carezzeLa carezza un'arteI tre cerchiIl linguaggio del respiroGérard Leleu |
L'attività respiratoria è caratteristica: sarà nasale quando il piacere è medio; orale quando è grande. Qualsiasi mutazione del ritmo respiratorio scandisce il piacere: talvolta si tratta di profonde o ampie ispirazioni o del trattenimento dell'inspirazione, che alla fine della sua corsa si libera con un'espirazione repentina e piena di slancio. Il passaggio dell'aria nella glottide può provocare un suono dolcissimo, mormorii, rantoli o altri suoni suggestivi.
Quando lo stimolo cessa e il piacere ha raggiunto il suo acne, possono verificarsi una o più espirazioni ampie, che esprimono il ritorno del partner alla distensione (sospiri di benessere).
I suoni vocali si confondono con quelli della respirazione. Si tratta di un linguaggio quasi impossibile a scriversi, ma che risulta intelleggibile a chiunque, perché dall'orecchio va direttamente al cuore.
Le manifestazioni di motricità variano. La regione interessata può immobilizzarsi, come per abbandonarsi, oppure può tendere verso la mano dispensatrice per offrirsi, per richiedere, ancora e sempre, un maggior piacere.
Anche le zone più lontane da quelle interessate possono diventare mobili; la testa per esempio può girarsi da una parte all'altra, abbandonarsi o raddrizzarsi; la mano battere contro il materasso, oppure aggrapparsi al partner; le gambe possono vibrare contro il materasso, piegandosi o distendendosi alternativamente; il corpo intero può arcuarsi. Le parole, invece, accompagnano le mani nell'indicare le zone del piacere più intenso: «Più su, più giù, dentro, fuori, continua così, bene, così va bene, no, più piano, più veloce e così via».
Anche se l'amante fosse cieco o sordo, le zone erogene non potrebbero sfuggirgli, così come il graduale raggiungimento del piacere da parte dell'altro e la sua intensità. La zona che egli stimola si carica di una sensibilità elettrizzata, magnetica.
Non si riesce forse, anche a occhi chiusi, a percepire le qualità tattili più sottili, meno sensibili di un oggetto: il grado di calore e tutte le sfumature della sua consistenza? Da un punto di vista scientifico, i recettori cutanei sono in grado di percepire una scala di sfumature sensoriali, molto maggiore dell'orecchio, della vista e del gusto. E allora perché non il piacere?