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Il trattato delle carezzeLa carezza un'arteLe possibilità della carezzaIl desiderioGérard Leleu |
Può salire progressivamente come una marea, o galoppare come il mare in una baia, o anche sopraggiungere come un maremoto. La voce dell'amata può essere sufficiente a provocarlo, anche attraverso il telefono; può provocare scompigli squisiti, ben definiti. La vista dell'amata scatena una bella fiammata di desiderio. La sua sagoma, il suo profumo lo fanno aumentare. Le carezze e i baci restano comunque i principali scatenatori dell'emozione sessuale.
Questa eccitazione può considerarsi già un preliminare al coito. Il piacere si risente nella testa, al pari di un'esaltazione psichica, per certi versi simile a uno stato di ebbrezza; si tratta soprattutto di sensazioni voluttuose che si concentrano nelle zone genitali.
Di fatto, le zone genitali, per effetto della vasodilatazione, si riempiono di sangue; l'intumescenza provoca il loro rigonfiamento, l'erezione l'arrossamento e una sensazione di calore. Nella donna la clitoride diventa vermiglia e il suo volume triplica per la congestione dei corpi cavernosi. Le grandi labbra si fanno scarlatte e il loro spessore raddoppia. Le parti più intime, a livello dell'orifizio vaginale, si gonfiano per la congestione dei bulbi.
L'intera superficie della vagina si arrossa. La metà inferiore della guaina si rigonfia formando un anello (congestione del plesso vaginale). E' quell'anello con cui la donna cinge il pene dell'uomo alla base, stimolando le zone erogene, voluttuosamente e teneramente, aumentando l'erezione e massaggiando il pene che scorre, tenendo e trattenendo l'uomo, attaccandosi e fondendosi a lui. La parte superiore della vagina si dilata, mettendo a proprio agio il glande in erezione. Tutti gli organi pelvici si congestionano: utero, ovaie, ano, vescica, peritoneo, intestino.
Nell'uomo, il glande si gonfia e si imporpora. Il pene si erige per il riempimento dei corpi cavernosi e spugnosi. La congestione raggiunge i testicoli, lo scroto e la vescica.
La vasodilatazione si estende a tutta la pelle del corpo che si arrossa a macchie o sull'intera superficie e scotta, come se fosse ricoperta da una polvere incandescente. Il desiderio si sente e si vede. Le labbra e i capezzoli si arrossano anch'essi.
Parallelamente allo scompiglio dei vasi sanguigni, il desiderio si manifesta con un altro fenomeno, la contrazione dei muscoli volontari e involontari delle regioni genitali. I muscoli perineali si contraggono (il perineo è l'insieme dei fasci muscolari che chiudono il fondo del bacino e che sfociano nell'ano) e si contraggono anche i muscoli che circondano i 3 orifizi perineali (utero, vagina, ano). Nella donna si contraggono anche i muscoli che ancorano la clitoride e quelli che avvolgono la guaina vaginale. Nell'uomo si tendono i muscoli del pene. Il piacere deriva da questa gradevole congestione, che gonfia e riscalda le zone genitali e dalla piacevole tensione dei muscoli corrispondenti; a tutto questo si aggiungono gli sfregamenti dei recettori cutanei.
Infine a livello degli organi sessuali si produce una secrezione liquida destinata alla lubrificazione. Nella donna la mucosa si irrora di un liquido trasparente, leggermente filamentoso, secreto dalla vagina e dalla ghiandola di Bartolini. Sgorga dalla vagina, bagna la vulva e le piccole labbra arrivando, quando l'eccitazione è al massimo, fino al pube e in mezzo alle cosce. Anche il glande dell'uomo si ricopre di liquido.
Durante questa fase dell'eccitazione, il cuore batte più rapido e più forte, la tensione arteriosa aumenta, la pupilla, il cerchio centrale dell'iride, si dilata. Questa midriasi conferisce allo sguardo degli innamorati il caratteristico aspetto ipnotico, primitivo segnale sessuale, che stimola nel cervello la sede delle pulsioni. Dopo la fase ascendente, l'eccitazione raggiunge il culmine e si mantiene così. Quando si tratta soltanto di carezze le cose restano così; nel caso invece di carezze destinate a provocare l'orgasmo, l'eccitazione si scatena fino al parossismo.