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Il trattato delle carezzeLa carezza un'arteGli strumenti della carezza...e i dentiGérard Leleu |
Anche i denti sono utilizzati in un certo tipo di carezza
erotica. A seconda della pressione e degli spostamenti, si distinguono vari
movimenti.
- Il 'mordicchiare': una piccola porzione di pelle è
afferrata dalla punta dei denti, con tratti leggeri e rapidi.
- Il 'mordicchiare a tratto di penna': i denti seguono il
contorno del corpo imprimendo su di esso delle immagini.
- Il 'mordicchiare punteggiando': il tratto diventa
più incisivo che nel movimento precedente.
- Il 'mordicchiare al passo giapponese': i morsi diventano
più netti.
- Il 'morso': interessa una porzione maggiore di pelle, che
viene serrata fra i denti con più o meno forza e per un tempo variabile.
La pressione non deve superare la soglia del dolore. Eccezionalmente può
essere dolorosa, non va comunque intesa come un'espressione di sadismo. Le zone
interessate dal 'morso' sono quelle più carnose: le braccia o le cosce.
Non si devono morsicare le zone più sensibili, la lingua, le labbra, il
viso, il seno.
- La 'scia': i denti stringono leggermente, con movimenti
alternati, come per tagliare un filo.
- I denti 'trincianti': con gli incisivi aperti, senza
toccare la pelle, si sfiora la superficie, lasciandovi impresse 2 tracce
parallele.
Gli orientali erano dei cesellatori nell'arte dei morsi. Li hanno elencati a
seconda dell'impronta lasciata dai denti.
- La 'punta': è l'impronta lasciata dagli
incisivi.
- La 'fila di perle': è l'impronta lasciata da tutti i
denti.
- La 'nuvola': è l'impronta lasciata dagli incisivi
aperti.
- Il 'morso del cinghiale': i morsi sono di tipo diverso e
numerosi.
- Il 'kola charcha': è l'impronta profonda e
duratura, che l'amato imprime prima della partenza, perché l'innamorata
pensi a lui.