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Il trattato delle carezzeChi ha bisogno di carezze?La donna, l'uomo e la carezzaL'uomo deve essere insensibileGérard Leleu |
La società , infine, ha enfatizzato oltre al naturale la differenza fra i sessi. L'uomo deve essere virile, ossia poco sensibile alla sofferenza, al freddo, alla fatica e... alla carezza. Non deve manifestare il dolore, la fatica, il benessere. Un uomo non si abbandona, non piange, non accarezza.
Anche nell'intimità l'uomo non si sottrae a queste imposizioni, in modo particolare non si abbandona a giochi sessuali infantili, indegni della sua condizione maschile. E baci e carezze non sono virili.
Al ragazzo viene impartita un'educazione 'virile' per farne un 'vero uomo': pochi baci, niente carezze, nessun atteggiamento da 'femminuccia'.
In Inghilterra e negli Stati Uniti, patrie del puritanesimo, del self-control e degli sport virili, è stata esasperata questa cultura del 'non toccare'. Negli ambienti calvinisti e aristocratici dell'occidente si ritrovano atteggiamenti simili. L'educazione dei maschi ha come obiettivo la desensibilizzazione, con l'eliminazione quasi totale del contatto cutaneo e la soppressione dell'affettività: l'accudimento dei piccoli è affidato a balie, quando il reddito lo consenta.
L'allattamento al seno viene allora sostituito dal biberon, le cure fisiche ridotte al minimo, i giochi con il corpo soppressi, la nudità eliminata; i neonati trascorrono la maggior parte del tempo isolati da qualsiasi contatto carnale, nelle culle o nelle carrozzine.
Durante l'adolescenza i ragazzi vengono messi in collegi o affidati a educatori di sesso maschile. Le pratiche sportive diventano violente e gli indumenti vengono scelti con stoffe atte a temprare il corpo.
La religione, la cultura, la società concorrono alla creazione di un uomo freddo, rigido, frustrato, che a sua volta frusterà la moglie e i figli. Non si possono infatti restituire carezze mai ricevute. «In casa mia non ci si baciava, i contatti fisici erano rari. Ora mi costa molto dare un bacio alle persone e i contatti mi mettono a disagio.»
Provo un senso di rivolta quando osservo che, nonostante la liberalizzazione dei costumi, ancora molte persone vengono educate secondo il principio del 'non toccare'. I bambini tendono a ritrarre le mani, che istintivamente allungherebbero verso altri bambini, maschi o femmine. Hanno tutti imparato che i sentimenti che li spingerebbero a toccarsi sono riprovevoli. Toccare un corpo vestito è indecente, guardarne uno nudo è peccato.
Provo un senso di desolazione nel constatare che molte madri smettono di lavare e di coccolare i propri figli; che i padri si rifiutano di prenderli sulle ginocchia e di baciarli; che i genitori, fra loro, hanno scambi freddi, poco spontanei, assolutamente formali.
Queste repressioni si radicano profondamente nell'essere umano e durano tutta la vita. La vergogna e il senso di colpa minano i contatti umani.