Serenità
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Il trattato delle carezze

Chi ha bisogno di carezze?

La donna, l'uomo e la carezza

E' l'uomo!

Gérard Leleu

Le mani, di solito, si mettono in movimento per un impulso irresistibile che attiene più all'aggressività che alla dolcezza. E' una forma maschile, maldestra di tenerezza, oppure è soltanto egoismo? Dipende. In ogni caso le loro mani non se ne stanno facilmente al loro posto e tendono ad andare un po' troppo in giro. Ogni tanto le donne sono costrette a porre un freno, siano contadine o contesse: non bisogna fidarsi di certi pruriti degli uomini. Cercano molto spesso di far solletico, di corteggiare, di palpeggiare, di dare pizzicotti, di tirar su le gonne. Tutti, senza esclusione, amano saltare addosso, sdraiarsi sull'erba o su un divano.

Questo non impedisce loro, quando sono poeti, di cantare con delicatezza e raffinatezza, in versi o in prosa, le bocche coralline, i seni vellutati, i bei ventri, i piedi spiritosi: hanno più carezze le loro penne che non le dita.

Fra di loro poi, non esprimono maggiore tenerezza: vigore strette di mano, pacche sulla schiena, calci nel sedere: così si trattano.

Il loro comportamento è del tutto diverso quando non devono recitare con una donna. Con le gheisce ai tempi della guerra e con le amanti dalle 5 alle 7 si dimostrano ghiotti di giochi amorosi.

Cosa inibisce un uomo? Sono mille le ragioni che portano a un atteggiamento poco propenso alle carezze. La religione e la cultura reprimono la sensualità dell'uomo, mentre il maschilismo e le nevrosi opprimono una natura di per sé poco incline alle carezze.

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