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Il trattato delle carezzeChi ha bisogno di carezze?La donna, l'uomo e la carezzaD... come donnaGérard Leleu |
E' evidente nella donna, tradizionalmente considerata dolce, tenera e generosa, la predisposizione alla carezza.
Nella scelta del ruolo o della professione ha sempre optato per attività in cui queste qualità sono indispensabili: vestale, religiosa, insegnante, infermiera, gheiscia, massaggiatrice e così via. Siano state mogli o amanti, si sono sempre assunte la cura del 'riposo del guerriero'. In quanto madri hanno adempiuto alla propria missione con calore, devozione e abnegazione.
Nell'amore le donne, il più delle volte, dimostrano prodigalità e ricettività. Sono molto generose e desiderose di baci e di carezze.
Talvolta le loro manifestazioni sono vivaci e persino violente. Segnare la pelle con succhiotti, divorare di baci, mordere, pizzicare, graffiare, abbracciare sono tutte manifestazioni dei loro sentimenti e della loro passione.
In amore esigono forti stimolazioni: «Stringimi forte», «Prendimi», «Fai di me quello che vuoi», «Uccidimi». Questi accessi affascinano e spaventano gli uomini. Conferiscono una dimensione straordinaria al rapporto uomo-donna e lo trascendono. Non si tratta di sadismo o di masochismo, ma di voglia di comunicare, di fusione totale; della speranza di comunicare, attraverso il corpo, con l'amore infinito della 'creazione' e le forze cosmiche della vita. Cerchiamo di chiarire cosa disponga, o predisponga, la donna a una sessualità tanto vivida quanto altruista. Alcuni fattori sono di ordine naturale, genetici o biologici, altri sono socio-culturali.