Serenità
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Il trattato delle carezze

Dalla madre all'amante

Il bisogno di carezze

La mancanza di carezze nell'animale

Gérard Leleu

La maggior parte degli animali amano le carezze. Gli animali domestici, cani e gatti in particolare, le pretendono. Gli animali selvatici si ammansiscono sotto l'effetto di una mano dolce. I delfini amano farsi grattare il dorso.

Fra di loro, gli animali si concedono incessanti giochi con la pelle: si fiutano, si mordono, lottano. Per non parlare dei loro giochi amorosi... Le scimmie, le nostre cugine, hanno comportamenti molto simili all'uomo. Si baciano, si annusano, si palpano, si abbracciano, si lavano reciprocamente, si spidocchiano, tutti giochi che 'scimmiottano' le nostre comunicazioni tattili.

La stimolazione più importante fra gli animali è il leccarsi o leccare i piccoli.

Il leccare non ha come esclusivo obiettivo la pulizia del pelo, degli orifizi naturali e delle zampe, ma rappresenta un'autostimolazione degli apparati vitali: digestivo, urinario, respiratorio, circolatorio, genitale e nervoso. Un esperimento su una topolina gravida ha dimostrato come il leccarsi costituisca una preparazione alla maternità: se le viene messa una collana, che le impedisce di leccarsi intorno al collo, si dimostra incapace a provvedere alla costruzione del nido così come a nutrire i suoi piccoli (infatti le sue mammelle troppo ridotte la spingeranno ad allontanare i piccoli al momento della poppata).

La leccatura amorosa è anch'essa, come ha dimostrato Ashley Montagau, una stimolazione vitale di diverse funzioni e non un semplice accudimento. Il piccolo, in mancanze di leccate, muore per il blocco delle vie urinarie e intestinali.

Lo sanno bene i responsabili degli zoo e degli allevamenti di cavie che, per soppravvivere i piccoli allontanati dalla madre, devono solleticare le loro zone genitali e anali con ripetute carezze.

Gli esperimenti condotti da Harlow sulle scimmie sono fra i più interessanti. Lo studioso ha posto in una gabbia, a un'estremità, un fantoccio di scimmia, vestito con panni di lana e scaldato da una lampada. All'estremità ne ha messo un altro, nudo e freddo. Ha quindi messo una piccola scimmia all'interno.

In un primo tempo si fornisce il fantoccio caldo di un biberon a distribuzione automatica e si osserva che il piccolo vi resta attaccato 18 ore su 24, mentre ignora completamente il fantoccio freddo. In un secondo tempo si inverte la posizione del biberon e si osserva che il piccolo vi si attacca un'ora sola, mentre resta vicino al fantoccio caldo da 7 a 16 ore.

La funzione materna non si limita pertanto all'alimentazione, ma anche a un contatto fisico gradevole. La poppata garantisce non solo una funzione nutrizionale, ma anche affettiva, come sottolinea Harlow riferendosi anche agli uomini: «E' certo che gli uomini non vivono soltanto di latte». Si vive di contatti caldi, calorosi, teneri.

In un secondo esperimento, Harlow ha sostituito i fantocci vestiti con degli altri nudi. I piccoli in questo caso si accovacciano su se stessi e, in uno stato di totale prostrazione, si limitano a succhiarsi freneticamente le zampe. Diventano aggressivi e ammutoliscono.

Più avanti, questi orfanelli dimostrano comportamenti sociali perturbati: riuniti ai loro simili non partecipano ai giochi ed evitano i contatti; le scimmiette poste davanti a un maschio, non assumono la tipica posizione copulatoria. Se incinte, non dimostrano alcun senso della maternità e, quando nascono i piccoli, li trascurano.

Queste turbe sarebbero state ridotte al minimo se ci si fosse limitati a introdurre nella gabbia i piccoli orfani per non più di un'ora al giorno. «La leccatura, o i suoi surrogati, rappresenta uno degli elementi che concorrono alla formazione della capacità di amare» sostiene Ashley Montagau.

Altri esperimenti hanno dimostrato che, se accarezzati, gli animali si dimostrano distesi, tranquilli, mansueti, fiduciosi e persino audaci; la loro capacità di apprendimento è migliore, la crescita più rapida, la resistenza alle infezioni maggiore, il cervello più pesante. Se invece ricevono scarse cure, risultano tesi, agitati, rigidi, timorosi, aggressivi.

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