La
Beata Elena Guerra e papa Leone XIII
Il
pentecostalismo protestante classico
Verso il
neo-pentecostalismo
Il "week-end
Duquesne" e la nascita del Rinnovamento
Carismatico Cattolico (RCC)
Il Rinnovamento Carismatico
Cattolico (RCC)
Il Rinnovamento nello Spirito
Santo (RnS) in Italia
Il RnS e le altre realtà
carismatiche
La nascita del RnS in Piemonte e
nella
Diocesi di Ivrea
Dimostrerebbe
come minimo di essere affetto da miopia chi
si accontentasse di conoscere un gruppo del
RnS, senza preoccuparsi di conoscere la
corrente spirituale a cui il gruppo
appartiene.
"La nuova
Pentecoste, o meglio, il risveglio
carismatico, come fenomeno di massa, per il
rinnovamento della chiesa nel clima di
Pentecoste, nacque in America, e fuori della
Chiesa cattolica. [...]
Perchè fuori della Chiesa Cattolica?
A questa domanda possiamo solo rispondere
dicendo che le vie del Signore sono
misteriose e imperscrutabili."[1]
Lo
Spirito è libero e spira dove vuole (Gv
3,8)!
Il
Rinnovamento nello Spirito Santo (che non a
caso veniva originariamente - tra l'altro -
chiamato "neo-pentecostalismo
cattolico") ha in effetti le sue radici
storiche nel pentecostalismo classico
protestante e nel neo-pentecostalismo
di matrice specialmente statunitense, con cui
ci sono un buon numero di punti in comune,
come anche profonde differenze. Dunque, pur
intendendo soffermarci maggiormente sul
movimento carismatico cattolico, non possiamo
però non fare un cenno al pentecostalismo di
origine e ispirazione protestante.
Chi
però, da un punto di vista cattolico, cerca
di leggere gli straordinari avvenimenti che
hanno segnato la nascita del movimento
pentecostale, non può non ricordare dapprima
la figura della beata lucchese Elena
Guerra
(1835-1914), maestra di S. Gemma Galgani,
fondatrice (1882) della Congregazione
religiosa delle "Suore Oblate dello
Spirito Santo", chiamata
"l'apostola dello Spirito Santo" e
"la donna della Pentecoste e del
Cenacolo", che non a caso fu la prima
persona beatificata da Giovanni XXIII.

"Il mistero della
Pentecoste è un mistero permanente; lo
Spirito seguita a venire in tutte le anime
che davvero lo desiderano", B. Elena
Guerra
La vita di Elena
Guerra è un vero canto allo Spirito Santo.
Sin dall'infanzia,
senza che nessuno la guidasse, e poi
progressivamente crescendo negli anni, capiva
sempre più che lo Spirito Santo, del quale Cristo
ci ha detto: "Egli vi guiderà
alla verità tutta intera" (Gv 16,13),
doveva essere da lei invocato e fatto
invocare: «Lo Spirito Santo
vuole continuare in noi quell’opera di
amore che incominciò nel Cenacolo». E ancora: «... il Cuore di
Gesù, finché visse sulla terra dispensò
doni preziosi ed innumerevoli benedizioni, ma
il Dono dei Doni, la benedizione più feconda
di effetti salutari, ce la mandò dal cielo,
e questa è il suo Divino Eterno Amore, lo
Spirito Santo, che è quel legame che
congiunge al Cuore di Gesù il cuore dei
fedeli, (...) è la virtù
misteriosa con cui Gesù, il Maestro,
guarisce le miserie umane e consola le
tristezze dell’uomo».
Il Cristo, la Chiesa, la propria stessa
chiamata sono lette in questa chiave: «L’incarnazione
è opera del Divino Amore, l’immolazione
di Gesù sul Calvario è opera del Divino
Amore, l’istituzione dell’adorabile
Eucarestia (chi può dubitarne?) è opera del
Divino Amore».
Suor Elena diviene
così il profeta che vuole provocare «il
ritorno allo Spirito Santo», perché
constata, con la tristezza propria dei santi,
che «i cattolici moderni» hanno dimenticato
lo Spirito Santo: nessuno lo conosce, lo ama,
lo prega, nessuno più ne parla. Neppure i
predicatori, che dovrebbero contribuire alla
formazione delle coscienze cristiane: «Ah, lo preghiamo poco, e
poco lo conosciamo l'Eterno Sostanziale Amore
di Dio! I primi cristiani facevano prodigi di
fortezza perché risentivano più che noi i
divini ardori del Cenacolo!». L’annuncio
coraggioso del Vangelo, la conquista
spirituale del mondo romano: un’unica
azione dirompente, frutto del clima ardente
della Pentecoste, frutto di Colui che «rinnova la
faccia della terra».
Elena non esita ad indicare come sorgente di
rinnovamento alla Chiesa del suo tempo (ed
alla Chiesa di ogni tempo) la riscoperta ed
il ritorno a Colui che silenziosamente dirige
i fedeli nella storia, nel nome di Cristo; a
Colui che «dal nulla ci ha chiamati
all’esistenza» e nel quale «viviamo, ci
muoviamo e siamo»; a Colui che in
definitiva «fa i santi».
Diceva tra l'altro: «Se il clero coltivasse
nelle anime la devozione allo Spirito Santo,
se il mondo si ravvivasse in questa
devozione, un'ondata di grazia potrebbe
rinnovare i prodigi del Cenacolo di
Gerusalemme, nell'efficacia dell'apostolato
tra gl'infedeli, gli eretici, gli erranti!».
Ma Elena Guerra vede nella sua Chiesa
l’oblio dell’Amore Spirito Santo e
coglie la freddezza nel cuore dei fratelli:
«L’Amore
non è conosciuto, l’Amore non è amato,
l’Amore è disprezzato!». Profondamente
rattristata al pensiero che la maggior parte
dei cristiani trascura la devozione allo
Spirito Santo, avverte
l'esigenza di pubblicare
articoli per sensibilizzare l'opinione
pubblica, ricondurre
tutti i fedeli verso la conoscenza e
l’amore per lo Spirito Santo e
invitare i cattolici a pregarlo perché la
fede fosse conservata e propagata; fin dal
1865 diffonde una pagella dal titolo "Pia
Unione di preghiere allo Spirito Santo"
per ottenere la conversione degl'increduli e,
l'anno successivo, diffonde la pratica della novena
di Pentecoste, tra l'Ascensione e la
Pentecoste, a proposito della quale scriveva:
«La solennità di
Pentecoste (...) è il vero rinnovamento,
poiché lo Spirito che visibilmente discese
sulla Chiesa nascente, continua a discendere
invisibilmente sui fedeli».
Personalmente
sempre docilissima alle ispirazioni della
grazia, raccomanda alle «Suore Oblate
dello Spirito Santo», fondate a Lucca
nel 1882, di essere «anime in ascolto
sempre docili ad ogni soffio della Grazia» e scrive
nelle regole dell'Istituto: «Le suore lascino allo
Spirito Santo la direzione del pensiero e
delle opere e opereranno la loro
santificazione».
Per attirare
l'attenzione dei fedeli sulla necessità
della devozione al divino Paraclito escogita
sempre nuove forme di apostolato e nuovi
scritti. Nel 1889 scrive e fa stampare la
novena intitolata "Nuovo Cenacolo"
per suscitare "un generale ritorno dei
fedeli allo Spirito Santo".
Molti l'accolgono con gioia, ma non passano
ai fatti.
Suor Elena pensa
allora di indirizzarsi direttamente a papa Leone
XIII, chiedendogli «di riaccendere
in questo freddo mondo il Divin Fuoco dello
Spirito Santo», di «aprire ai fedeli
un nuovo Cenacolo, unendoli in una preghiera
unanime e universale allo Spirito Santo» e di
indurre tutti i vescovi della Chiesa a
raccomandare ai parroci di preparare i fedeli
alla festa di Pentecoste con una novena,
possibilmente predicata. Il suo desiderio è
esaudito. Il 5 giugno 1895 il
papa, che non per
nulla è anche ricordato come «il Papa dello
Spirito Santo», manda ai vescovi
di tutto il mondo il Breve
"Provida Matris Charitate"
per raccomandare a tutti i cattolici la
novena allo Spirito Santo, in preparazione
alla festa di Pentecoste.
Traboccante di
gioia, la beata scrive in questa occasione il
manuale intitolato "Ossequi e
preghiere allo Spirito Santo".
Questo
primo successo a gloria dello Spirito Santo,
Suor Elena lo aveva ottenuto a costo di molte
preghiere e con l'offerta di tanti dolori.
Non rimase tuttavia soddisfatta del modo con
cui i cattolici corrisposero allo spirito di
quella esortazione. Tutto era finito con la
novena di Pentecoste.
Istituì
allora l'associazione del "Cenacolo
Permanente", gruppi di preghiera
composti di sette persone che si radunavano
per pregare, in un giorno assegnato, lo
Spirito Santo impegnandosi a diffonderne la
devozione: «Oh se il
"Vieni Santo Spirito" che dal
Cenacolo in poi la Chiesa non ha mai smesso
di ripetere, potesse divenire popolarre come
l'Ave Maria!».
Nel 1896, in una
delle dodici (!) lettere indirizzatigli,
suggerì al papa di rendere concreto
l'impegno del Breve emanato: «Padre Santo,
fate presto a chiamare nel Cenacolo i
fedeli...».
Anche questa volta il suo desiderio fu
esaudito perché con l'enciclica "Divinum
Illud Munus"
del 9 maggio 1897, una vera
"summa theologica" sullo Spirito
Santo, il papa ne raccomandò esplicitamente
a tutti i fedeli la devozione. Cinque mesi
più tardi ricevette in udienza privata
l'ispiratrice di quei suoi documenti.
Poichè
però il clero poco sembrava interessarsi a
quanto il papa nella sua enciclica aveva
raccomandato, gli scrisse un'altra lettera
perché richiamasse vescovi e fedeli al
dovere di mettere in pratica le sue
esortazioni ed egli la esaudì nuovamente
mandando ai vescovi, in data 18 aprile 1902,
la lettera "Ad
fovendum in Christiano populo"
in cui ricordava loro che la novena
di Pentecoste, con la speciale intenzione del
ritorno all'unità di tutti i credenti,
doveva essere obbligatoriamente celebrata
tutti gli anni. A conclusione di questo nuovo
successo la beata annotò nel suo Diario:
"Mio
Dio, fate che il santo Padre sia davvero
ubbidito!"..
Dietro
suggerimento di Suor Elena, papa Leone XIII
decise anche di dedicare il secolo nascente
allo Spirito e lo fece cantando solennemente,
il 1 gennaio 1901, a nome
della Chiesa intera, l'inno del
"Veni Creator Spiritus".
Lo stesso giorno, dalla parte opposta del
globo terrestre, a Topeka nel Kansas (USA),
accadde un fatto che segnò l'inizio di
uno dei fenomeni religiosi più importanti
del secolo XX e che si configurò sin dai
primi momenti come una grande
riscoperta della potenza dei doni dello
Spirito, destinata a estendersi rapidamente a
tutti gli Stati Uniti e al mondo intero: il pentecostalismo[2].
Certamente, se
osserviamo il rigoglio di movimenti
carismatici e di chiese pentecostali che,
proprio a partire dal 1901 si sono diffusi
nel mondo come autentica risposta dell'unico
Spirito alle preghiere dei papi per il
rinnovamento spirituale di questo nuovo
secolo, non possiamo non constatare come la
voce di Leone XIII abbia veramente
"bucato il cielo".

A Topeka (Kansas,
USA), al n° 3717 della 17a strada,
all'incrocio con l'attuale Stone Avenue (dove
ora sorge la chiesa del Cuore Immacolato di
Maria), sorgeva all'inizio del secolo scorso
una imponente casa di trenta stanze
distribuite su tre piani. Costruita negli
anni '80 del XIX secolo da Erastus Stone,
questa grande casa era stata sarcasticamente
soprannominata The Stone's Folly (la Follia di Stone) dopo che il suo
costruttore si era reso conto che non porteva
permettersi di abitarvi ed aveva fatto
bancarotta.

The Stone's Folly a
Topeka, Kansas (USA)
Nel settembre del
1900 un giovane pastore di origine caucasica,
il rev. Charles Fox Parham
(1873-1929), metodista della
corrente "holiness"
(foto sotto), si stabilì con una quarantina
di suoi allievi nell'edificio, ormai
abbandonato, ove aprì un collegio e una
scuola biblica, la "Bethel Bible School".
Leggendo
gli Atti degli Apostoli, Parham si rese conto
della scarsa efficacia del suo ministero in
confronto a ciò che accadeva nella Chiesa
dei tempi apostolici. Deluso della sua
condizione spirituale, l'allora ventottenne
pastore intuì che solo una "vita più
profonda in Cristo", una vera rinascita
e una riscoperta dei doni dello Spirito
avrebbero potuto vivificare il suo ministero.
Per questa ragione intraprese, insieme ai
suoi allievi, uno studio metodico del Nuovo
Testamento con l'obiettivo dichiarato di
scoprire se fosse esistito uno specifico
elemento comune a tutti coloro che, nei tempi
apostolici, avevano ricevuto "il
battesimo dello Spirito". Questa unzione
speciale dello Spirito - manifestatasi per la
prima volta il giorno di Pentecoste nel
Cenacolo - parve loro infatti la causa
immediata della straordinaria potenza della
predicazione e della testimonianza dei primi
cristiani che leggiamo negli Atti.
La preghiera e lo studio della piccola
comunità di giovani che si radunava nella
"Bethel
Bible School" si
concentrò quindi sull'esperienza della Pentecoste e
sul battesimo
nello Spirito Santo
promesso da Gesù.
Nel
mese di dicembre 1900, dovendosi assentare
per qualche giorno per un viaggio, Parham
assegnò ai suoi allievi, come programma di
studio, la ricerca, nel libro degli Atti, di
un eventuale "comune denominatore"
a tutte le esperienze di "battesimo
dello Spirito Santo" citate: qual era il
segno che si era stati davvero battezzati
nello Spirito?
Come risultato di una meticolosa analisi
sinottica dei passaggi in questione, i suoi
allievi giunsero alla conclusione che vi era
stata una stretta corrispondenza tra la
discesa dello Spirito Santo e il fenomeno,
fisicamente evidente, del "parlare in lingue"
sconosciute (cfr. At 2,1-2; 10,44-48;
19,1-7). Tornato tre giorni dopo, anche
Parham si convinse così che il solo segno
certo indicato dalla Bibbia, la sola reale
evidenza biblica riguardo a questa profonda
esperienza religiosa, fosse il "parlare
in altre lingue"[3].
Decisi a "testare" la validità del
racconto biblico anche per i tempi moderni,
la più alta delle tre torri della casa fu
destinata a "torre della preghiera"
e lì ebbe inizio una veglia di preghiera
incessante e ininterrotta. Ventiquattro ore
al giorni, sette giorni su sette, questi
giovani chiedevano al Signore che mandasse il
suo Santo Spirito su di loro, ed elargisse
loro gli stessi doni che gli apostoli avevano
ricevuto nel Cenacolo.
Ecco realizzato uno dei "cenacoli
permanenti" che Elena Guerra
ardentemente desiderava.
Il
1 gennaio 1901, tra le 7 e
le 11 di sera, nel corso di una prolungata
veglia di preghiera, una giovane studentessa,
Agnes N. Ozman (1870-1937) -
qui a lato ritratta in età avanzata -
ricordò come nei passi studiati il battesimo
dello Spirito fosse sempre stato ricevuto in
seguito ad una preghiera "tramite
imposizione delle mani". Avvertì quindi
la mozione interiore di chiedere al pastore
di imporle le mani come si legge in Atti 2 e
di pregare per lei affinchè ricevesse il
battesimo nello Spirito. Dopo un momento di
esitazione, il pastore acconsentì.
Subito dopo Agnes provò una sensazione
intensissima di trasformazione interiore e
iniziò a parlare in una lingua sconosciuta:
"in
quel momento mi sentii come travolta da un
fiume in piena, e come se un fuoco ardesse in
tutta la persona, mentre parole strane di una
lingua che non avevo mai studiata mi venivano
spontanee sulle labbra e mi riempivano
l'anima di una gioia indescrivibile ... era
come se fiumi di acqua viva zampillassero dal
mio essere più profondo"
(cfr. Gv 7,38-39).
Successivamente tutto il gruppo, compreso il
rev. Parham, fece la stessa esperienza,
chiamata "battesimo
nello Spirito",
con manifestazioni analoghe a quelle del
giorno di
Pentecoste e con evidenti segni di
rinnovamento spirituale.
La
notizia fece ben presto il giro dell'America.
Abbandonata Topeka, Parham fondò un
movimento chiamato "Apostolic Faith"
("Fede
Apostolica") e iniziò
con alcuni dei suoi studenti un "revival
tour" nel Midwest statunitense per
promuovere questa sua nuova esaltante
esperienza. Nonostante l'opposizione delle
chiese protestanti tradizionali, si calcola
che entro il 1907 circa 13.000 persone
abbiano accolto il messaggio
"pentecostale" di Parham.

Alcuni membri
dell'"Apostolic Faith Group"
fondato da
Charles Parham
(terzo da destra)
Questi
avvenimenti sono generalmente considerati
come l'inizio del pentecostalismo[4].

Note
[1] [torna] - Così
P. Serafino Falvo iniziava a raccontare la
storia della nascita del Rinnovamento nel suo
ormai celebre testo "L'ora dello
Spirito Santo. L'aurora di un Rinnovamento
Carismatico nella Chiesa Cattolica" (Ed.
Paoline, Roma 1973).
[2] [torna] - Secondo
la ricostruzione di Massimo Introvigne (Id., La scelta
pentecostale,
ElleDiCi, Leumann (TO) 1996), il
PENTECOSTALISMO protestante rappreserebbe una
quarta forma di protestantesimo dopo:
- Il primo
protestantesimo, costituito dalle
comunità nate dalla Riforma nel
corso del XVI secolo: luterani,
calvinisti presbiteriani e
- per alcuni aspetti - anglicani
episcopaliani.
- Il secondo
protestantesimo, costituito dai
movimento di "risveglio" (revival),
che, insistono sull'incontro con
Gesù Cristo come
"esperienza" personale, che
deve spingere all'attività
missionaria: ad essi appartengono, in
particolare, i metodisti
fondati da John Wesley (1703-1791) e
i battisti.
- Il terzo
protestantesimo, costituito dai
movimenti che consideravano troppo
fredde e istituzionali le comunità
nate dal "risveglio" nel
corso del XVIII secolo: nascono così
alla fine del XIX secolo i movimenti
di "santità"
(holiness),
le correnti perfezioniste (caratterizzate
dalla ricerca di una
"perfezione" (holiness) da
conseguire qui in terra) e, in
opposizione al "liberalismo
teologico e morale" delle
correnti protestanti più antiche, il
"fondamentalismo".
- Il quarto
protestantesimo, cioè appunto il pentecostalismo
o corrente carismatico-pentecostale:
secondo molte stime sarebbe divenuto
alla fine del XX secolo, con oltre
200 milioni di pentecostali
"denominazionali", la più
grande "famiglia"
protestante al mondo.
In Italia sono
generalmente note le "Assemblies of
God" ("Assemblee
di Dio") che sono state importate
da immigrati dagli Stati Uniti.
[3] [torna] - Come
dono che si esercita comunitariamente, il
"dono delle lingue"
o "canto in lingue" è una forma di
giubilo attraverso cui il cuore si apre alla
lode spontanea, non mediata dalle parole, e
alla preghiera carismatica. Il "dono
delle lingue", come tanti altri doni
profetici, può essere una conseguenza della
preghiera per una nuova "Effusione dello
Spirito" o "battesimo nello
Spirito". È tuttavia azzardato
affermare, come sostenuto da Parham e ancora
oggi da alcune denominazioni pentecostali,
che la mancanza della manifestazione del
"canto in lingue" denoti
l'inefficacia della preghiera di effusione.
Il carisma delle
lingue potrebbe essere concesso da Dio
durante la preghiera di effusione, o subito
dopo, o anche con notevole ritardo; ma a
volte qualcuno può anche non sperimentare
mai questo carisma. La concessione di questo
dono rimane una libera iniziativa dello
Spirito, che noi invochiamo, ma di cui non ci
è dato condizionare i tempi e i modi.
Relativamente ai carismi è inoltre sempre
bene tenere presente che a ciascuno è data
"una
particolare manifestazione dello Spirito" (1 Cor 12,
4). Facendo parte dei doni di grazia che
provengono da canali straordinari e non da
quelli ordinari, cioè sacramentali, il canto
in lingue potrebbe dunque anche non
caratterizzare la vita spirituale di un
cristiano.
[4] [torna] - Vista
l'importanza dei fatti di Topeka, si è
preferito riportare integralmente l'estratto
del famoso testo diJohn L. Sherrill - un
classico della tradizione pentecostale -
"They Speak With Other Tongues" ( A Spire
Book, p. 38 - Edizione italiana: Essi parlano in
altre lingue -
Edizioni Uomini Nuovi, Marchirolo (VA)
relativo a quest'episodio:
"Study every
account in Acts where the baptism of the
Spirit is received," he charged them,
"and find out whether there was a common
denominator." Returning three days
later, he found his school buzzing with
excitement, for "on five occasions where
the Holy Ghost was received," he was
told, "it was followed by the phenomenon
of speaking in tongues. Could this perhaps be
what we’re looking for?" A
methodical comparison of the texts showed
that there had indeed been a connection
between the Holy Spirit and tongues,
and in order to test its validity in modern
times, they decided upon a marathon prayer
session. Beginning at daybreak the following
morning, they sent up prayers for the
outpouring of the Holy Spirit. The morning
passed, and so did the afternoon, yet the
Spirit did not come. Early that evening, at
about 7:00, one of the students, Agnes N.
Ozman remembered something important.
"Wasn’t
it true that many of the baptisms described
in Acts were accompanied by an action, as
well as prayer? Didn’t the person
offering the prayer often put his hands on
the one who wished to receive the baptism? In
the Bible she found the reference she
remembered. There it was: at Samaria, at
Damascus, at Ephesus, always the word
‘hands.’ ‘Putting his hands on
him.’‘Then laid they their hands on
them.’
"Miss Ozman
went to find Charles Parham and told him
about her new thought.
"‘Would
you pray for me this way?’ she asked.
"Parham
hesitated just long enough to utter a short
prayer about the rightness of what they were
doing. Then, gently he placed his two hands
on Miss Ozman’s head. Immediately,
quietly, there came from her lips a flow of
syllables which neither of them could
understand.
"The
Pentecostals look back on this hour - 7:00
p.m, New Year’s Eve, 1900, as one of the
key dates in their history. They point to it
as the first time since the days of the early
church that the baptism of the Holy Spirit
had been sought, where speaking in
tongues was expected as the initial evidence."
HOME