ASSOCIAZIONE
Il battesimo ci
inserisce come membra vive nella Chiesa,
Corpo di Cristo e, in Cristo, siamo partecipi
del suo triplice ministero: sacerdotale,
profetico e regale. Quando un gruppo di
cristiani decide di mettersi insieme per
raggiungere un determinato fine spirituale,
costituisce un'associazione ecclesiale che
può essere: pubblica, se è promossa
direttamente dall'autorità ecclesiastica; o privata,
se nasce dalla libera volontà degli
associati.
La nostra, a norma
del CDC (cfr. can 299, ß 2), si
configura come Associazione privata di
fedeli.
Da quanto si è
detto, ne deriva che l'Associazione è
costituita da singoli cristiani che decidono,
in prima persona, di farne parte, ne
accettano le finalità e la normativa.
Un'associazione ecclesiale riconosciuta (a
norma del CDC, can 304, ß 1) ha il
diritto di darsi tutte quelle strutture che
sono necessarie alla sua esistenza e al suo
sviluppo (cfr. CDC, can 309).
L'Associazione
"Rinnovamento nello Spirito Santo",
secondo l'ordinamento della CEI, fa parte di
diritto della Consulta Nazionale delle
Associazioni Laicali (CNAL), che viene
convocata periodicamente dall'ufficio
competente.
NATURA
La natura
dell'Associazione è specificata dalla sua
appartenenza alla grande corrente spirituale
mondiale di Rinnovamento nello Spirito Santo
o Rinnovamento Carismatico Cattolico.
Questa corrente
spirituale è stata suscitata dallo Spirito
Santo per il rinnovamento dei cristiani e
della Chiesa, secondo il piano di Dio e le
linee profetiche del Concilio Vaticano II. Sorta
trent'anni fa, questa corrente
spirituale si è diffusa nel mondo intero e
in tutte le Chiese cristiane. I circa 80
milioni di cattolici che attualmente vi
partecipano condividono tutti la stessa
esperienza e spiritualità, pur nella
diversità di gruppi, comunità e
fraternità.
FINE
Sono cinque le
finalità che, secondo l'art. 2 dello
Statuto, l'Associazione si propone. Esse
abbracciano settori distinti e complementari:
1) la
crescita della persona verso la sua
santificazione: dalla conversione a
Cristo alla presa di coscienza della sua
identità cristiana attraverso una rinnovata
effusione dello Spirito Santo, alla sua
partecipazione attiva al triplice ministero
di Gesù Cristo: sacerdotale, profetico e
regale;
2) la
partecipazione al rinnovamento delle
comunità cristiane, attraverso la
costituzione di gruppi e comunità rinnovate
secondo la spiritualità del Rinnovamento
nello Spirito Santo;
3) l'impegno
dei singoli e delle aggregazioni del
RnS nel campo sociale, politico e
culturale per l'attazione di una
società più giusta e per l'edificazione di
ambienti in cui sia possibile vivere nella
sua integralità la vita cristiana. Va notato
che nell'identità cristiana (cfr. Statuto
art. 2.a) rientra in pieno l'impegno per la
nuova evangelizzazione e per l'ecumenismo:
finalità che appartengono all'essenza del
RnS e che sono sempre state in primo piano
fin dagli inizi.
PREGHIERA PER
UNA RINNOVATA EFFUSIONE DELLO SPIRITO SANTO
La preghiera per
una rinnovata effusione dello Spirito Santo
è preparata da un insieme di incontri
settimanali che costituiscono il "Seminario
di Vita nuova nello Spirito"
e che sono svolti con una metodologia
particolare.
Lo scopo primario
del Seminario è quello di aiutare i fratelli
e le sorelle a cercare e a trovare il
Signore, attraverso una conversione personale
e profonda della loro vita. La durata del
seminario si estende almeno per SETTE
SETTIMANE, in riferimento al
tempo che intercorre tra la Pasqua e la
Pentecoste: il tempo, cioè, tra la
celebrazione della Risurrezione di Gesù,
vincitore del peccato e della morte, e il
dono dello Spirito Santo alla Chiesa per la
sua missione.
Gli insegnamenti
che vengono dati durante il Seminario
trattano le verità fondamentali della fede.
Ma più importante di tutto è il metodo che
non si limita a comunicare delle nozioni
dottrinali, ma si preoccupa di toccare e
convertire il cuore e di far sperimentare
ciò che si insegna. Si suggerisce di
premettere al corpo degli insegnamenti
tradizionali alcune nozioni sulla storia e le
finalità del RnS e, dopo la preghiera per
l'effusione, dare alcuni insegnamenti che
illustrino il cammino normale della vita
cristiana, vissuta secondo la spiritualità
del RnS.
Per quanto
riguarda le modalità della preghiera per
l'effusione, l'esperienza ha dimostrato che i
frutti più copiosi si hanno quando si
coinvolge ogni singola persona attraverso
l'intercessione e l'accompagnamento di un
piccolo gruppo di fratelli anziani nel
cammino del RnS.
La
preghiera per l'effusione non è un
sacramento e neppure un sacramentale.
Perciò non esiste nessuna difficoltà alla
sua ripetizione. Si deve però fare
attenzione che la ripetizione non porti alla
svalutazione.
FORMAZIONE
La formazione del
cristiano, come la conversione, va perseguita
lungo tutta la vita, perchè non è mai
perfetta e finita. Quando qualcuno pensasse
di aver già fatto abbastanza e, quindi,
smettesse di progredire nella via dello
Spirito, cadrebbe nell'insignificanza e
nell'appiattimento. Nessuno può dirsi
"rinnovato" una volta per sempre,
ma lo Spirito Santo indica e sostiene una
conversione e un rinnovamento sempre in atto.
Nessuno, quindi,
può trascurare tutte quelle opportunità
formative che vengono proposte lungo l'anno,
a livello locale, regionale e nazionale
(ritiri, fine settimana, settimane di
spiritualità e di formazione
all'evangelizzazione, corsi per le varie
categorie di persone e di ministeri, ecc.).
È soprattutto nel Gruppo di appartenenza che
i membri del RnS trovano la possibilità di
sviluppare la propria vita spirituale. Qui si
apprende gradualmente il valore e la
collocazione delle varie componenti della
vita cristiana: Parola di Dio, sacramenti
(specialmente l'eucaristia e la penitenza),
la preghiera personale e liturgica, l'uso dei
carismi e l'impegno nei ministeri, i rapporti
intraecclesiali, ecc.
LITURGIA
Nei nostri
incontri, la liturgia deve essere curata con
il massimo impegno. è bene che ci siano gli
incaricati della liturgia, ma tutti devono
apprendere a partecipare attivamente e
secondo la propria ministerialità. Un segno,
infatti, che in un gruppo si è compresa la
primarietà del culto divino è la promozione
di scelte ministeriali istituite (lettori,
accoliti) e "di fatto"
(accoglienza, canto, musica, catechesi,
ordine, ecc.). Da questo amore alla
liturgia nascono spesso anche le vocazioni al
sacerdozio, al diaconato e di speciale
consacrazione. Segni di
trascuratezza sono l'improvvisazione del
canto e delle letture o l'assenza degli
accoliti accanto al celebrante. Se non ci
sono lettori e accoliti istituiti, si
suggerisce che in ogni Gruppo siano designate
delle persone adulte che coprano
dignitosamente queste funzioni.
È necessario, ad
esempio, che i canti siano appropriati alle
letture del giorno, che la Parola di Dio sia
"proclamata" e che accanto al
celebrante non manchino gli accoliti e gli
altri ministri.
APPARTENENZA
Lo Statuto ed il
Regolamento precisano dettagliatamente i
criteri e le norme di appartenenza
all'Associazione che qui trova praticamente
configurata la sua dimensione sociale e
aggregativa.
Ma non sono gli
ordinamenti giuridici, pur necessari, a
tenere unita l'Associazione.
Ciò che conta e
che va messo in evidenza è soprattutto il
"senso di appartenenza". Esso
deriva spontaneamente dal vincolo spirituale
che sorge dalla comune esperienza
dell'effusione dello Spirito e dalla
condivisione della medesima spiritualità.
Nasce da qui,
sotto l'azione dello Spirito Santo, quella
libera aggregazione in gruppi, in comunità o
in fraternità di alleanza che, nel loro
insieme, formano la corrente spirituale o il
movimento ecclesiale di Rinnovamento nello
Spirito Santo, a livello nazionale e
mondiale. L'appartenenza, quindi, ha la sua
radice e la sua ragione in una chiamata e in
un dono cui corrisponde la dedizione e il
servizio. Perciò si serve l'Associazione, se
si vuole che l'Associazione serva. Si deve
precisare che l'appartenenza all'Associazione
è una scelta personale esplicita, che
inserisce in una realtà che ha la sua
precisa evidenza ecclesiale e sociale.
Perciò, questa
appartenenza deve essere verificata e
documentata. Tutti i gruppi, in genere, hanno
l'abitudine di tenere un elenco dei
membri di coloro che hanno ricevuto
l'effusione e che partecipano alla vita del
Gruppo. Basta questo, aggiornato ogni anno.
Con il riconoscimento dell'Associazione
"Rinnovamento nello Spirito Santo"
si stabilisce un elemento di chiarezza.
Infatti, la grazia dell'effusione dello
Spirito non è data in esclusiva a nessuno,
ma anzi, in linea di principio, è destinata
a tutti i battezzati. All'Associazione,
invece, appartengono solo quelli che lo
vogliono e che sono stati accettati.
Esistono, quindi,
molti cristiani che hanno ricevuto
l'effusione e vivono da soli, oppure fanno
parte di altre aggregazioni ecclesiali,
riconosciute o meno, ma non fanno parte della
nostra Associazione, anche se tutti ci
riconosciamo nella medesima corrente
spirituale.
SERVIZIO
PASTORALE
In ogni
aggregazione sociale è necessaria la
funzione dell'autorità che, secondo il
Vangelo (cfr. Mt 20,24-28), preferiamo
chiamare servizio. Parliamo
anche, più semplicemente, di "servizio
pastorale", per indicare la funzione di
tutti coloro che, a livello locale, regionale
o nazionale, sono chiamati a compiti di
responsabilità e di guida.
L'aggettivo
"pastorale" può essere confuso con
il ministero pastorale che è svolto nella
Chiesa dai Pastori (vescovi, sacerdoti e
diaconi), in forza del sacramento
dell'ordine.
Se usiamo questa
parola, è perchè non ne abbiamo trovata
un'altra per indicare un servizio che non
può essere puramente formale o solo
organizzativo, ma comprende tutte quelle
attività che aiutano e sostengono le persone
a raggiungere le finalità spirituali ed
ecclesiali dell'Associazione. Ci si domanda
spesso quale autorità abbiano coloro che
sono chiamati a svolgere il servizio
pastorale.
Al di fuori del
sacramento dell'ordine, non esiste autorità
gerarchica.
Quindi si deve
parlare di un'autorità sociale che deriva
dal fatto che il loro ruolo e i loro compiti
sono previsti statutariamente e sono stati
approvati con l'Associazione dall'Autorità
ecclesiastica. Ma non va trascurato anche un
altro aspetto, che per noi è primario:
quello carismatico. Se il criterio primario
nella scelta delle persone per un determinato
servizio è il riconoscimento di un carisma,
allora, prima dell'investitura sociale, vi è
l'unzione dello Spirito Santo.
La logica, quindi, è quella descritta da San
Paolo: "Non può l'occhio dire
alla mano: non ho bisogno di te; nè la testa
ai piedi: non ho bisogno di voi... Ma Dio ha
composto il corpo, conferendo maggior onore a
ciò che ne mancava, perchè non vi fosse
disunione nel corpo, ma anzi le varie membra
avessero cura le une delle altre"
(1 Cor 12,21.24b-25).
Perciò, i compiti
pastorali, che sono definiti per i singoli
livelli nello Statuto e nel Regolamento,
implicano necessariamente un'autorità, che
non è gerarchica, ma carismatica e sociale.
Pertanto, i rapporti con chi detiene un
servizio di autorità sono regolati dalla
virtù dell'obbedienza.
COORDINATORI
Il raggio di
azione del Coordinatore, a tutti i livelli,
è vastissimo, ma comprende, innanzi tutto,
gli adempimenti associativi che gli sono
assegnati dallo Statuto e dal Regolamento.
Quindi, la sua funzione esce fuori dai
contorni vaghi, per conseguire un ruolo
preciso e determinato.
La sua figura
carismatica lo pone nell'ascolto
dello Spirito; il suo compito
ecclesiale esige una spiritualità di
dedizione e di servizio; l'appartenenza al
RnS gli chiede di operare, non da autocrate
solitario, ma nella collegialità
con gli altri membri del "Pastorale di
Servizio" e in sintonia con le altre
istanze del RnS.
Il Coordinatore,
in particolare, deve sapere bene verso
dove e in quale modo deve condurre il
gruppo. Non dimentichi mai che il gruppo non
è una sua proprietà, ma mete, metodo e
stile di conduzione sono segnati dalla Chiesa
e dal RnS.
MINISTERI DI
FATTO E COMMISSIONI
I ministeri
hanno ormai raggiunto una loro chiara
configurazione, in quanto rispondono a
precise esigenze di funzionamento e di
attività del RnS ai vari livelli.
Qui si
raccomandano due cose:
a)
chi è chiamato a svolgere un ministero o un
servizio si preoccupi di conoscere
esattamente l'ambito della sua attività e di
acquisire la conoscenza della spiritualità
con cui deve essere svolto;
b)
faccia attenzione a non cedere a spinte
autonomiste, ma, pur nella piena
responsabilità nel suo campo, rispetti le
direttive ricevute e rimanga sempre in
collegamento con il suo coordinatore e con il
"Pastorale di Servizio".
Le commissioni
possono essere istituite per lo studio o per
l'esecuzione di un compito particolare.
Perchè funzionino efficacemente devono
essere composte da poche persone che siano
competenti nel settore che viene loro
affidato.
Molti problemi di
non facile soluzione possono essere affidati
a una commissione che riferisca le sue
documentate conclusioni. In questo modo, la
discussione assembleare viene semplificata e
si evitano inutili lungaggini.
CONSIGLIERI
SPIRITUALI
In questo
paragrafo cogliamo l'occasione per precisare
quanto riguarda la presenza dei sacerdoti nei
gruppi:
Ogni sacerdote,
in forza del sacramento dell'ordine che ha
ricevuto, rappresenta il vescovo e la Chiesa
in cui è incardinato. La sua appartenenza e
la sua responsabilità è sempre più ampia
del Gruppo in cui può essere inserito a
pieno titolo. Egli, in qualche modo, è
sempre garante dell'ortodossia e
dell'ortoprassi del Gruppo.
Ma deve ben
guardarsi dall'invadere il campo della guida
del Gruppo, che spetta unicamente al
"Pastorale di Servizio";
Consigliere
spirituale
è quel sacerdote che, con designazione
dell'organo pastorale, è chiamato a offrire
un'assistenza spirituale al "Pastorale
di Servizio" e al gruppo intero.
Non fa parte del "Pastorale", in
senso stretto, ma partecipa a tutte
le riunioni, avendo cura di
attenersi strettamente al suo ambito che è,
appunto, quello spirituale. Valgono le stesse
norme per i consiglieri spirituali a livello
diocesano, regionale e nazionale.
Una figura
d'importanza eccezionale è il Consigliere spirituale
dell'Associazione,
che potrebbe essere liberamente scelto
dall'Associazione stessa, a norma del CDC,
can 324, ß 2;
Delegato
diocesano è l'incaricato del vescovo a
svolgere il compito di tramite tra i gruppi
del RnS e il vescovo, e viceversa. Non deve
intromettersi nelle questioni interne dei
gruppi, e neppure impedire il collegamento
diretto con il vescovo. Oltre ad essere
portavoce, svolge anche opera di
sensibilizzazione sui programmi diocesani e
di inserimento del RnS nelle strutture
diocesane.
PROGRAMMAZIONE
Due possono essere
gli eccessi opposti riguardanti la
programmazione: o non se ne fa nessuna,
oppure si mette in cantiere una
programmazione eccessiva che non lascia
respiro.
Nel primo caso, i
responsabili dimostrano di non avere delle
idee e di non sapere dove condurre il gruppo
o la regione o la nazione; nel secondo caso,
ben presto si faranno sentire la stanchezza e
la saturazione. Si deve fare attenzione anche
ad un altro inconveniente, che è quello di
non tener conto della programmazione delle
istanze superiori con il risultato di andare
per proprio conto e di provocare la
disarticolazione dell'itinerario formativo.
PRASSI
OPERATIVA DEGLI ORGANI DI SERVIZIO
Le prescrizioni
che cadono in questo paragrafo derivano dalla
legislazione civile ed ecclesiale a riguardo
delle associazioni. Tali procedure vanno
osservate fedelmente, prevedendo anche i
tempi necessari.
ELEZIONI
Questo termine per
noi deve assumere un significato
molto diverso da quello usato in
ambito civile:
- Innanzi tutto,
occorre essere consapevoli dell'importanza
delle scelte che si fanno: dalla
qualità delle guide dipende la vitalità e
il futuro dell'Associazione. Perciò
i componenti degli organi pastorali di
servizio, al di fuori degli interessi umani,
devono essere chiesti in preghiera e
ricevuti come un dono di Dio.
- In secondo
luogo, le modalità indicate per conferire
questi incarichi se, da una parte, devono
obbedire a norme precise, dall'altra, non si
deve dimenticare mai che si tratta di un
discernimento, da attuare secondo i criteri
evangelici.
- In terzo luogo,
nell'avvicendamento negli incarichi, si tenga
conto di salvaguardare due valori importanti:
la continuità e la
novità. È necessaria una duplice
attenzione: che la continuità, quando è
troppo prolungata, crea facilmente dei
potentati, mentre la novità, assunta a
criterio assoluto, minaccerebbe di far
perdere le radici da cui deriva la linfa
originaria e di distruggere i punti di
riferimento.
DIRITTO DI VOTO
Questo diritto
appartiene ai membri a pieno titolo; quelli,
cioè, che rispondono alle condizioni
previste. Non si tratta di un privilegio, ma
di una responsabilità nei
confronti del Signore, del RnS e della
Chiesa.
REQUISITI PER
LE CANDIDATURE
Alla luce
dell'esperienza, oltre i requisiti di
idoneità umana, spirituale e carismatica, si
dovrebbe insistere sul fattore tempo.
Molto spesso, infatti, gli organi non
funzionano o i programmi rimangono sulla
carta, proprio perchè gli incaricati non
sono in grado di dare il tempo necessario.
La voglia di fare non basta. Chi si rendesse
conto che attualmente non può disporre del
tempo necessario, deve sentirsi obbligato in
coscienza a non assumere impegni che poi non
riuscirebbe a mantenere. A proposito di
candidature, tante clausole e tanti dettagli
numerici potrebbero urtare o risultare
incomprensibili. In realtà, sono cose
risultate necessarie per salvaguardare le
giuste scelte e per dare il giusto peso alla
composizione numerica dei gruppi. Quando si
era in pochi, la prassi era molto più
semplice, ma con l'aumentare dei membri e dei
Gruppi, si sono amplificate le esigenze e le
attenzioni. Ciò che conta è che tutto sia
fatto nella retta intenzione, nell'ordine e
nella pace.
DURATA IN
CARICA
Si dovrebbero
ripetere le osservazioni, già dette, circa
la continuità e la novità (cfr. più sopra
circa le elezioni). Qui aggiungiamo
un'osservazione importante. La grande
difficoltà che si oppone all'avvicendamento
nelle responsabilità dipende spesso dal
fatto che non ci sono alternative
e perciò si finisce per confermare sempre le
stesse persone.
Questa
constatazione denuncia una grave carenza da
parte degli organi pastorali uscenti: quella
di non prevedere la preparazione di persone
che siano in grado di subentrare e
sostituire.
INCOMPATIBILITÀ
Questo punto
dell'incompatibilità è molto delicato e
richiede una particolare sensibilità
psicologica e spirituale.
Da una parte, c'è
il problema dei legami di parentela.
Per quanto disinteressati si possa essere,
con i propri congiunti è difficile essere
neutri. Sicuramente si deve tener conto, in
certi casi, dell'unità sacramentale della
coppia coniugale. Essa costituisce una forza,
ma indubbiamente comporta anche un peso.
Perciò si richiede prudenza.
D'altra parte, vi
è il cumulo degli incarichi.
Con una certa superficialità, si finisce per
chiamare in campo sempre le stesse persone
che sono disponibili. In questo modo, ci si
mette in un imbuto. L'arte del governo
consiste nel saper scoprire le capacità e i
carismi delle persone e farne dei
collaboratori.
PROCEDIMENTO
NELLE ELEZIONI
Anche qui i
dettagli abbondano, ma sono necessari. Quello
che non si finirebbe mai di raccomandare è
che, nei meandri dei procedimenti, non
si perdano lo spirito e il clima di fede e di
preghiera che devono caratterizzare le nostre
assemblee. Nulla di più deleterio
che lasciare insinuarsi qualche personalismo
o qualche interesse. Si parla di
preparazione, ed è necessaria. Ma
bando ad ogni forma di propaganda, di giochi
politici, di autocandidature. Da
notare che l'espressione "di norma"
(al punto 4.15.g del Regolamento) va intesa
come "generalmente", vale a dire
che ci possono essere motivate eccezioni.
CESSAZIONE
DELLA FUNZIONE PASTORALE
Una cosa deve
essere chiara: l'incarico che abbiamo può e
deve finire, ma non deve finire mai il nostro
impegno negli ambiti del RnS. È
doloroso vedere che persone valide e stimate,
una volta cessato un incarico pastorale,
siano messe o si mettano da parte o
addirittura spariscano dal loro Gruppo.
I carismi non devono essere sotterrati, ma
sono dati per essere messi in circolazione,
tenendo presente che l'esercizio dei carismi
non va in una direzione sola, in un settore
solo, ma ci sono svariate possibilità
d'impiego. In ascolto dello Spirito Santo,
ciascuno vedrà dove è chiamato a lavorare,
sempre in comunione con i relativi organi
pastorali.
RAPPORTI
CON I VESCOVI
Per grazia di Dio,
il RnS in Italia non è mai stato in
contrasto con i vescovi, fatta eccezione per
qualche difficoltà in casi singoli e
isolati. Oggi, con il riconoscimento
ufficiale e con una normativa approvata,
difficoltà del genere non dovrebbero più
accadere.
I Coordinatori, ai
vari livelli, curano i rapporti con il
parroco e con il vescovo locale. Il nostro
stile è quello dell'obbedienza che nasce
dalla fede e dalla fiducia che lo Spirito
Santo conduce gli eventi in modo tale che
tornino a vantaggio del Corpo ecclesiale e
del Regno di Dio. A volte può sorgere il
pericolo di essere strumentalizzati a
finalità che non sono proprie del RnS. In
questi casi, è necessario e doveroso
salvaguardare la propria identità. Sul piano
pastorale, il giudizio sul valore delle
nostre iniziative e sull'autenticità dei
carismi e del loro uso spetta, in ultima
istanza, al vescovo.
DISSOCIAZIONE
All'Associazione
si accede liberamente, e altrettanto
liberamente si può uscirne.
Può accadere che
singoli fratelli/sorelle o Gruppi
manifestino, attraverso parole o
atteggiamenti, la loro volontà di non voler
più far parte dell'Associazione. Se non si
decidono a rendere esplicita questa loro
volontà, le istanze competenti dichiarino la
loro dissociazione. Si tratta di un atto
doloroso, ma va fatto per impedire il
prolungarsi di equivoci e di conseguenze
negative.
Quali sono gli
atteggiamenti che dimostrano la volontà di
dissociazione? Possiamo dare qualche esempio:
si possono riscontrare persistenti assenze
dalle attività comunitarie a livello
regionale o nazionale, oppure comportamenti
in evidente dissonanza con le finalità, la
spiritualità o la linea tracciata dallo
Statuto e dal Regolamento. In tutti questi
casi, come già si è detto, è necessario
prendere atto della situazione e assumere le
decisioni conseguenti.
SOSTENTAMENTO
L'Associazione
"Rinnovamento nello Spirito Santo"
non ha fini di lucro, ma solo spirituali.
Perciò, in quanto tale, non possiede nulla,
ma vive nella libertà evangelica. Vale a
dire che essa, in quanto tale, è sostenuta
essenzialmente in forza dell'impegno libero,
volontario e disinteressato dei soci. è
evidente, tuttavia, che non potrebbe né
esistere né operare senza i mezzi e gli
strumenti che sono necessari per il
raggiungimento delle finalità spirituali che
le sono proprie.
Per superare
questa apparente contraddizione e,
soprattutto, per poter operare legalmente
secondo le leggi dello Stato italiano, è
stato necessario istituire
l'"Associazione Alleanza",
attraverso la quale si possono compiere tutte
le operazioni economico-finanziarie
dell'Associazione. Da quanto si è detto,
appare evidente che al sostentamento
dell'Associazione "Rinnovamento nello
Spirito Santo" devono provvedere gli
associati stessi. Essi, infatti, nella misura
in cui credono alle finalità della loro
Associazione e sentono il loro legame di
appartenenza, provvedono spontaneamente e
generosamente, secondo le loro possibilità,
alle necessità dell'Associazione stessa.
È auspicabile che
la raccomandazione biblica della decima,
già applicata in diversi gruppi e comunità,
possa essere introdotta, come fanno altri
movimenti ecclesiali, in tutte le realtà
associative del RnS.
DISPOSIZIONI
TRANSITORIE
Si possono
verificare delle situazioni che pongono dei
problemi nuovi, oppure possono sorgere delle
incertezze sull'interpretazione di qualche
norma dello Statuto o del Regolamento. Le
norme transitorie predispongono che cosa si
debba fare in questi casi. Si dicono
transitorie perchè, più che il presente,
riguardano possibili eventualità future.
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