Il "Pastorale
di Servizio" è il cuore e il motore di
ogni gruppo del RnS; a tale organo è
affidato il discernimento immediato, la cura
dei fratelli e la responsabilità davanti ad
essi e a Dio della loro salute spirituale.
Il
compito principale di un Pastorale è quello
di guidare il gruppo secondo la volontà di
Dio, difenderlo dai pericoli, farlo crescere
nella vita cristiana, cercando così,
di seguire l'esempio di Gesù, Buon Pastore,
che conosce le sue pecore e offre la vita per
loro.
I membri del Pastorale, fratelli scelti dal
Signore e dalla comunità perchè si è
riconosciuto in loro un carisma di
"governo" e di pastoralità,
s'incontrano essenzialmente per pregare: è
questo il loro primo dovere, il confronto
sereno e fruttuoso nasce dal clima di
preghiera, che smussa gli angoli umani per
avvicinare al divino. Quindi, i membri del
Pastorale quando s'incontrano fanno
essenzialmente un cammino comunitario di
preghiera, anche per se stessi ma sopratutto
per il gruppo.
Inoltre, attraverso carismi di profezia e di
discernimento, cercano di comprendere quale
sia il percorso che il Signore vuole che il
gruppo faccia. Compito primario risulta
quindi la programmazione di tutte le
attività spirituali del gruppo, dai seminari
per la preparazione all'effusione, alla
catechesi degli effusionati, dall'attività
ministeriale, con la sua specifica
formazione, alla realizzazione dei ritiri e
delle giornate comunitarie, dagli eventuali
interventi nella vita della parrocchia , alle
attività esterne.
Per
l'importanza e la delicatezza del ruolo del
Pastorale, si riportano qui di seguito alcuni
degli articoli dello Statuto (con il relativo
commento) riguardanti la sua composizione e
funzione.
Estratto
dello STATUTO
dell'Associazione "Rinnovamento nello
Spirito Santo", approvato il 18 marzo
1999 dalla CEI, parte III,
"Organi di Servizio", artt. 7, 8.
ART.
7
§
1 Il "Pastorale di Servizio"
del Gruppo è composto da un numero di membri
non inferiore a 3 (tre) ed è eletto dai
membri dell'Associazione appartenenti al
Gruppo locale.
§
2 Il
"Pastorale di Servizio" del Gruppo
locale o delle Comunità:
a) riconosce i
membri che compongono il Gruppo in quanto
realizzano le condizioni previste
dall'art. 4;
b) discerne e guida il cammino spirituale
e comunitario del Gruppo;
c) favorisce l'esercizio dei carismi e la
promozione dei "ministeri di
fatto";
d) persegue, in armonica collaborazione
con la propria Chiesa locale, le
finalità espresse negli artt. 2 e 3 del
presente Statuto.
ART.
8
§
1 Il Coordinatore
del Gruppo locale:
a) convoca e
presiede il "Pastorale di
Servizio" del Gruppo coordinandone
l'attività di servizio;
b) promuove l'attuazione degli indirizzi
e delle decisioni comunicate dagli organi
nazionali e regionali;
c) svolge una costante azione di
comunione all'interno del Gruppo
di "Rinnovamento nello Spirito
Santo" e con le altre realtà di
ispirazione carismatica e promuove la
collaborazione con le realtà ecclesiali
locali.
§
2 Il Coordinatore viene eletto dai membri
del Gruppo locale, in seno ai membri del
"Pastorale di Servizio" del Gruppo.
Estratto
del COMMENTO allo
Statuto , punti "Servizio
Pastorale", "Il Coordinatore"
In
ogni aggregazione sociale è necessaria la
funzione dell'autorità che, secondo il
Vangelo (cfr. Mt 20,24-28), preferiamo
chiamare servizio. Parliamo anche, più
semplicemente, di "servizio
pastorale", per indicare la funzione di
tutti coloro che, a livello locale, regionale
o nazionale, sono chiamati a compiti di
responsabilità e di guida.
L'aggettivo
"pastorale" può essere confuso con
il ministero pastorale che è svolto nella
Chiesa dai Pastori (vescovi, sacerdoti e
diaconi), in forza del sacramento
dell'ordine.
Se
usiamo questa parola, è perchè non ne
abbiamo trovata un'altra per indicare un
servizio che non può essere puramente
formale o solo organizzativo, ma comprende
tutte quelle attività che aiutano e
sostengono le persone a raggiungere le
finalità spirituali ed ecclesiali
dell'Associazione. Ci si domanda spesso quale
autorità abbiano coloro che sono chiamati a
svolgere il servizio pastorale.
Al
di fuori del sacramento dell'ordine, non
esiste autorità gerarchica. Quindi
si deve parlare di un'autorità sociale che
deriva dal fatto che il loro ruolo e i loro
compiti sono previsti statutariamente e sono
stati approvati con l'Associazione
dall'Autorità ecclesiastica. Ma non va
trascurato anche un altro aspetto, che per
noi è primario: quello carismatico. Se il
criterio primario nella scelta delle persone
per un determinato servizio è il
riconoscimento di un carisma, allora, prima
dell'investitura sociale, vi è l'unzione
dello Spirito Santo. La logica,
quindi, è quella descritta da San Paolo: "Non può l'occhio dire
alla mano: non ho bisogno di te; nè la testa
ai piedi: non ho bisogno di voi... Ma Dio ha
composto il corpo, conferendo maggior onore a
ciò che ne mancava, perchè non vi fosse
disunione nel corpo, ma anzi le varie membra
avessero cura le une delle altre"
(1 Cor 12,21.24b-25).
Perciò,
i compiti pastorali, che sono definiti per i
singoli livelli nello Statuto e nel
Regolamento, implicano necessariamente un'autorità,
che non è gerarchica, ma carismatica
e sociale. Pertanto, i rapporti con
chi detiene un servizio di autorità sono
regolati dalla virtù dell'obbedienza.
Il
raggio di azione del Coordinatore, a tutti i
livelli, è vastissimo, ma comprende, innanzi
tutto, gli adempimenti associativi che gli
sono assegnati dallo Statuto e dal
Regolamento. Quindi, la sua funzione esce
fuori dai contorni vaghi, per conseguire un
ruolo preciso e determinato.
La
sua figura carismatica lo pone nell'ascolto
dello Spirito; il suo compito ecclesiale
esige una spiritualità di dedizione e di
servizio; l'appartenenza al RnS gli chiede di
operare, non da autocrate solitario, ma nella
collegialità con gli altri membri
del "Pastorale di Servizio" e in
sintonia con le altre istanze del RnS. Il
Coordinatore, in particolare, deve sapere
bene verso
dove e
in quale modo deve condurre il gruppo.
Non dimentichi mai che il gruppo non è una
sua proprietà, ma mete, metodo e stile di
conduzione sono segnati dalla Chiesa e dal
RnS.
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