IL
FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA GIOVENTU' -
ESSEN

In quanto membri
del nostro movimento avevamo innanzitutto
accolto con entusiasmo la proposta, avanzata
da Salvatore Martinez e dai responsabili
nazionali del RnS, di partecipare,
dall’11 al 15 agosto, allo Youth
Arise International Festival
(Festival Mondiale della Gioventù) di Essen,
un appuntamento che, come di consueto, dal
1995 precede le Giornate Mondiali della
Gioventù.
E' stata questa
un'esperienza veramente eccezionale che ci ha
innanzitutto permesso di sperimentare in modo
inusuale quanto inatteso l'universalità - la
cattolicità - della Chiesa.
Alle diverse
sessioni del Festival, svoltesi nel segno
della comunione presso le strutture
fieristiche del Grugahalle di Essen, hanno
infatti partecipato circa 2000 giovani che
condividono una spiritualità di tipo
carismatico provenienti da 27 paesi del
mondo. Il gruppo più numeroso (circa 800
giovani) era ovviamente quello italiano,
subito seguito da quelli indiano e
statunitense, ma ricordo ancora i giovani del
Rinnovamento Carismatico provenienti dal
Canada, dalla Cina, dall’Australia,
dallo Sri Lanka, dal Messico e dai paesi
caraibici, dal Brasile, dal Libano, dal
Pakistan e da diversi paesi del Golfo, dal
Belgio e dall’Olanda, dalla Germania e
dalla Polonia, dalla Croazia, dalla Spagna,
da Malta, da Gibilterra e dalle Canarie.
Alcune sessioni in
particolare prevedevano momenti di
condivisione in piccoli gruppi in cui si
poteva approfondire l'amicizia e la
fraternità attraverso un incontro che
andasse al di là delle differenze e uno
scambio delle reciproche esperienze di fede
vissute in contesti socio-culturali così
diversi. In particolare serbo nel mio cuore
la commovente testimonianza di alcuni giovani
provenienti da paesi in cui la Chiesa è
tuttora apertamente perseguitata o almeno
fortemente condizionata e nei quali non
esiste la libertà di culto (come al esempio
i paesi del Golfo).
Particolarmente
arricchente il confronto con i giovani
provenienti dalla regiona indiana - ma a
maggioranza cristiana - del Kerala, figli di
una chiesa certo molto diversa dalla nostra
per tradizioni culturali e liturgiche ma
unita a noi nel professare, in unione con
Roma, la fede in Gesù figlio di Dio.

Ed è proprio
ricordando: “Siete venuti qui
per cercarlo, e state certi che lo troverete!”, che
Henry Cappello, Presidente di YAI
International, ci ha accolto con gioia nella
serata inaugurale del Festival.
L'incoraggiamento ad aprire il nostro cuore
ad un'esperienza personale di incontro vero,
profondo, con Gesù vivo è stato al centro
degli interventi e delle catechesi tenute da
personalità di primissimo piano, come
Salvatore Martinez che ci ha invitati a “dilatare il nostro
cuore per accogliere l’amore di Cristo”, o
P. Tom Forrest, uno dei maggiori
leader del Rinnovamento carismatico
internazionale, già primo presidente
dell'ICCRO (attuale ICCRS) e fondatore di
Evangelizzazione 2000, che ci ha ricordato,
con l'abituale impeto, come “nessuno ha mai
fatto quello che Cristo ha fatto per te”.
E sono stati
proprio gli intensi momenti di adorazione
eucaristica vissuti sia singolarmente,
nell'intimità di un rapporto privilegiato
col Signore, magari nelle veglie notturne in
cappella dove il Santissimo Sacramento era
sempre esposto, o comunitariamente, come in
occasione del "Roveto ardente"
animato dal RnS sabato 13 sera - un momento
molto intenso e toccante, di guarigioni
spirituali e conferme per molti di noi - che
ci hanno preparato ai giorni della XX GMG di
Colonia.
La
fantastica esperienza di gioia e di comunione
vissuta ad Essen è per me riassunta in una
frase pronunciata durante la messa di
venerdì 12 agosto da Mons. Valerian
D’Souza, Vescovo di Poona in India
soprannominato "the Singing
Bishop", che ci ha esortato a
tenere sempre presente nel nostro cuore
l'evidenza dell'esperienza che stavamo
vivendo in quei giorni, la certezza cioè che
“Gesù è vivo e la Chiesa è viva”.

COLONIA!
SIAMO VENUTI PER ADORARLO!
I momenti belli e
significativi vissuti nei giorni passati a
Colonia sono stati numerosi e risulta dunque
arduo sceglierne in particolare qualcuno.
Anche a Colonia, la presenza stessa per le
vie della città di una chiesa viva e
giovane, felice di poter testimoniare
liberamente la propria fede è un qualcosa
che ha colpito in modo particolare gli stessi
abitanti della città, che dal 16 al 21
agosto si è vista "invasa" da
un'armata pacifica e festante.
L'incontro
con il Santo Padre Benedetto XVI sulle rive
del Reno è poi qualcosa che rimarrà
indelebilmente impresso nella mia memoria per
sempre, così come l'entusiastica accoglienza
riservatagli dalle migliaia di giovani
riuniti sulle banchine del Poller Wiesen. Le
sue parole in quell'occasione ha dato un
senso al nostro essere pellegrini sulle orme
dei Magi venuti dall'Oriente: come loro,
anche noi eravamo "venuti per
adorarLo", per adorare lo stesso
Gesù presente sotto le specie del pane e del
vino anzichè nelle membra fragili di un
bambino disteso in una mangiatoia. E il Papa
era là con noi per questo, per indicarci la
strada che ci avrebbe condotto a Lui: quella
stessa strada indicata dalla stella della
nostra coscienza, e non certo quella
suggerita dal mondo e dalle sue sirene.
Il culmine della
GMG, peraltro ricca di molti momenti belli ed
arricchenti, come i momenti di preghiera
comunitaria carismatica vissuti come
Rinnovamento a Frechen, dove centinaia di
mani alzate continuavano ad acclamare il
Signore e a lodare il suo Nome, o le
catechesi dei vescovi venuti in mezzo a noi
per spezzare il pane della Parola, è stata
sicuramente la veglia del 20 e il 21 agosto
vissuta a Marienfeld, il "campo di
Maria" in cui eravamo convenuti - dopo
qualche ora di cammino - nella giornata di
sabato 20.
In questa enorme
spianata di Marienfeld, sulla "Collina
delle 70 Nazioni” costruita con la terra
proveniente da moltissimi paesi del mondo, si
ergeva il palco papale, coperto da una sorta
di grandissimo pallone gonfiabile illuminato
internamente, durante la notte, da tantissime
lampade al neon. Il richiamo era "alla
nube luminosa, all’ardente colonna di
fuoco della presenza di Dio" che
accompagnò il popolo di Israele nell'Esodo
verso la Terra Promessa, proteggendoli dal
sole di giorno e illuminandoli di notte. Mai
riferimento mi è sembrato più riuscito.
Camminando di notte per le vie e le corsie di
scorrimento tra i settori del nostro
"accampamento" si aveva veramente
la sensazione, vivissima, di essere come
catapultati in mezzo alle tende del popolo
scelto dal Signore, che anche a tarda notte
non si stancava di innalzare il suo Nome e di
danzare in suo onore con i cuori colmi di
gratitudine.
Durante la veglia
del sabato sera il Santo Padre ci ha svelato
in modo molto profondo il significato stesso
del "pellegrinaggio interiore" compiuto
dai Magi e che noi siamo chiamati a
ripercorrere, come loro, anche noi siamo
invitati ad abbandonare il "Dio
privato" costruito a nostra
immagine e somiglianza, il "Gesù
privato" che più ci fa comodo, per
adorare lo stesso Signore, presente ora come
allora:
"Cari
amici -
ci ha detto allora il Papa - questa
non è una storia lontana, avvenuta tanto
tempo fa. Questa è presenza. Qui nell'Ostia
sacra Egli è davanti a noi e in mezzo a noi.
Come allora, si vela misteriosamente in un
santo silenzio e, come allora, proprio così
svela il vero volto di Dio. (...) Egli è
presente come allora in Betlemme. Ci invita a
quel pellegrinaggio interiore che si chiama
adorazione."
L'adorazione,
tutt'altro che un gesto puramente rituale, è "ad-oratio,
contatto bocca a bocca, bacio,
abbraccio", un trovarsi faccia
a faccia con Dio, in un incontro personale,
in un dialogo d'amore in cui possiamo
parlargli di tutto, donargli tutto - anche
quella preoccupazione, quel dolore, quella
ferita nascosta nel cuore - ma anche ricevere
tutto il Suo Amore.
Ma "l'adorazione, continuava B16, ha un
contenuto e comporta anche un dono", un dono
che non può essere che TUTTO NOI
STESSI, perchè "un dono
minore di questo non basta per questo Re". Come i
Magi, come i Santi e i Beati che nei secoli,
raggiunti dalla luce di Cristo, si sono
donati a Lui completamente.
Come i Magi
offriamoGli allora senza timore, come ci
invitava a fare Giovanni Paolo II, l’oro,
cioè la libertà di seguirlo con amore e di
rispondere alla chiamata che ci ha fatto,
facciamo salire a Lui l’incenso
della nostra preghiera ardente, portiamoGli
la mirra, ovvero
l’affetto pieno di gratitudine.
Veniamo
a Lui, come il Santo Padre ci additava
durante la Santa Messa la mattina del 21
agosto, anche mediante la partecipazione alla
Santa Eucaristia, quando l'adorazione diviene
UNIONE. Lasciamoci trasformare da Lui dentro
di noi, particolarmente in questo anno
eucaristico, e diventiamo una cosa sola coi
fratelli che mangiano il nostro stesso Pane.
UNIONE con Lui e UNIONE coi fratelli, Suo
corpo mistico! E impegnamoci a portare a Lui
chi ancora non lo conosce, perchè è proprio
vero: "Una
grande gioia non si può tenere per sè.
Bisogna trasmetterla".
Alleluia! Lode al Signore!
| Emanuele |
 |
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TESTIMONIANZE:
Maria
R., Davide,
Laura...
Non
ci sono aggettivi per descrivere i dieci
giorni trascorsi a stretto contatto con Gesù
ad Essen e Colonia.
E' giusto così: ciò dimostra la Sua
grandezza e la Sua potenza.
In quei dieci giorni ho sperimentato in varie
forme ciò che il Signore ha sempre voluto
donarmi, ma che io con il mio comportamento
mi ostinavo a rifiutare: il Suo immenso
amore.
La potenza del Signore è talmente grande che
non è descrivibile; ho capito quanto Lui mi
conosca profondamente e intimamente e sappia
esattamente ciò di cui ho bisogno.
Prima di partire per la Germania non riuscivo
ad abbandonarmi a Lui a causa del mio
carattere; il Signore però, conoscendomi a
fondo, sapeva di cosa avevo bisogno: del SUO
AMORE. Ed ecco che in quei dieci giorni,
d'amore del Signore ne è arrivato talmente
tanto da far cadere tutte le mie insicurezze,
le mie paure, le ansie sedimentate nel cuore.
Gesù, nella Sua straordinaria generosità,
questo amore me l'ha elargito in vari modi:
purificandomi con il pianto, donandomi la
pace e la gioia nel cuore, dimostrandomi la
sua presenza concreta e tangibile accanto a
me nella quotidianità di quei dieci giorni.
Ringrazio Gesù perchè mi ama talmente, e ha
voluto legarmi ancora più a Sé, da dar
risposta a tutte le domande, i dubbi che lo
riguardavano e che Satana aveva astutamente
disseminato nel mio cuore e nei miei pensieri
per allontanarmi da Lui.
Che felicità scoprire che non ero solo io ad
amare Gesù, ma che ad Essen c'erano altre
duemila persone a lodarLo! Persone che
provenivano da ogni parte del globo! Che
gioia immensa nel recitare il Padre Nostro,
io in lingua italiana e il fratello accanto a
me in lingua hindi. E' stato fantastico
sperimentare come tutti i pregiudizi legati
alla nazionalità con l'aiuto di Gesù
svanivano miseramente.
La gioia che ho nel cuore è incontenibile,
per dimostrala fisicamente vorrei urlare:
"Grazie all'amore di Gesù sono
felicissima. Lui è vivo e non aspetta altro
che cullarci e tenerci
amorevolmente tra le sue braccia!"
A voi fratelli e sorelle che non avete preso
parte all'esperienza di Essen e Colonia posso
semplicemente dire: rinnovate quotidianamente
il vostro sì a Gesù e lasciatevi amare
totalmente da Lui. Camminate in Cristo e
pregate affinchè tutti gli uomini della
terra vivano del Suo immenso amore.
Alleluia! Lode, Lode, Lode al Signore!
| Maria R. |
 |
 |
Cari
fratelli e care sorelle,
inizio la mia testimonianza lodando il
Signore per tutto ciò che di meraviglioso mi
ha donato durante l'intero periodo della GMG;
per ogni piccolo sacrificio fatto durante il
viaggio, Lui mi ha ricompensato con grazie
10.000.000 volte superiori!
Lode e gloria a te, Gesù!!!
La mia avventura è iniziata allo Youth Arise
International ad Essen, ovvero
l’incontro tra i gruppi di giovani
carismatici di tutto il mondo. 2000 giovani
provenienti da tutti gli angoli del pianeta
hanno condiviso il dono più prezioso della
loro vita, la FEDE; ad Essen le nostre
giornate erano fatte di preghiera, canti,
balli, catechesi, messe e adorazione
continua, resa possibile dalla continua
esposizione del Santissimo in
un’apposita cappellina.
La nostra vita era quindi scandita da
quell'immenso e favoloso connubio che è preghiera-gioia,
due cose tanto belle quanto indissolubili e
imprescindibili nella nostra vita di
cristiani. La preghiera è infatti fonte di
consolazione e di felicità in quanto dialogo
diretto con il Signore, e in particolare la
lode ci permette di ringraziare Gesù
riconoscendo la nostra umile condizione di
peccatori, accettando il fatto che senza di
Lui siamo persi e non possiamo far nulla: e
poi, quando lodiamo il Signore Lui è
contento, e se Lui è contento noi possiamo
non esserlo? Possiamo forse pensare che tiene
la gioia per Sè?
A me succede sempre così: inizio lodando e
benedicendo il Signore, e man mano che lo
faccio il mio cuore si riempie di grande
felicità e finisco puntualmente ri-lodando
Gesù che oltre a tutto mi ha anche donato
questa ulteriore felicità!!!
Prima d’ora in preghiera chiedevo a
Gesù un mare di cose per me, al punto da
ritrovarmi a fare degli elenchi degni delle
più sontuose liste della spesa; e anche
quando Lo lodavo, in sottofondo continuavo le
mie richieste sottolineando ogni cosa che non
mi andasse bene, in particolar modo la mia
salute, che da più di tre anni mi tormenta
con dolori fortissimi alla schiena e al
bacino, rendendomi difficoltosa ogni
attività.
Durante il periodo della GMG posso dire di
aver davvero incontrato il Signore e lo
Spirito Santo mi ha parlato come forse mai
prima; è entrato davvero nel mio cuore,
aiutandomi a capire tante cose e riempiendo
il mio cuore di grande gioia; ora infatti
vedo nel mio dolore un potente mezzo per
lodare il Signore e per offrirgli
continuamente intercessioni, non più per me
ma per il mio prossimo!! Al mondo persone
soffrono mille volte quello che soffro io,
per cui mi sembra il minimo ringraziare per
quello che ho anzichè guardare sempre cosa
non va; la mia vita deve essere utile agli
altri e il minimo che possa fare è pregare e
aiutare sia i vivi sia le anime dei defunti,
in particolare quelle del purgatorio!!!
Credo infatti che la vera realizzazione della
vita sia vedere felici le persone che ci
stanno accanto, anche se questo non è sempre
facile e può costarci sacrificio e rinunce.
La grazia vissuta a Colonia di poter
condividere la mia gioia in Gesù con oltre
un milione di giovani è qualcosa di unico e
indescrivibile: mi sono davvero reso conto di
come andrebbe il mondo se l’uomo aprisse
il proprio cuore allo Spirito di Dio, al suo
amore e alla sua gioia. In quei giorni,
ovunque attorno a noi vibrava ed echeggiava
lo spirito di fratellanza e d’amore,
grazie al Signore che ci ha donato momenti
davvero unici. E quando il cielo plumbeo e
minaccioso si è aperto al nostro arrivo a
Marienfield, ho davvero capito che se
l’uomo è unito in preghiera, nulla gli
è impossibile: tutti nel nostro cuore
pregavamo affinché non piovesse e così è
stato; e non dimentichiamo soprattutto i
meriti della nostra Mamma Celeste, la dolce
Vergine Maria che intercede continuamente per
noi davanti all’Altissimo e ci ama
teneramente !!!
Pertanto torno dalla GMG con la
consapevolezza che se ci impegniamo e ci
sforziamo di portare con gioia la nostra
croce, e anzi, non ci limitiamo a portare la
nostra ma cerchiamo anche di aiutare gli
altri a portare la loro, nessuna difficoltà
graverà più su di noi; Dio ci da tutta la
forza per non farci più prendere a calci dai
problemi ma per prenderli a calci noi e per
farlo è sufficiente rivolgersi a Lui con
cuore umile, sincero e - perchè no - anche
gioioso!!!
Per cui lode e gloria al Signore, ora e
sempre!!! Amen.
Un abbraccio nel Signore!
| Davide |
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Colonia
15-22 Agosto 2005: Una settimana veramente
intensa all’insegna dell’amicizia e
del buon umore.
Il clima tra le persone è completamente
diverso rispetto alla vita quotidiana che
ognuno di noi conduceva prima di recarsi in
Pellegrinaggio. L’affiatamento, il
calore, il fatto stesso di venire ad Adorare
il Signore che è sempre al centro di tutte
le nostre esperienze, ci ha portati verso la
conoscenza profonda di noi stessi e del
nostro Io.
Migliaia di giovani con il cuore aperto verso
l’unico vero Amore: Dio. Fraternità,
pace e calore umano erano all’ordine del
giorno. E’ raro trovare moltissime
persone tutte insieme che si rispettano a
vicenda, pregano, cantano, ballano sempre
nella gioia e nella serenità del Signore
Gesù.
Come Cristo ha ripetuto più volte ai suoi
apostoli paurosi e trepidanti: “Non temere, non aver
paura, io sono con te”,
così il Papa Benedetto XVI ha incoraggiato i
giovani di tutto il mondo ad essere sempre
disponibili verso i più bisognosi e non
temere mai nulla perché chi ha fede e crede
in Dio è protetto.
| Laura |
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