6. Il metodo dei gruppi di recuperoLe Leghe AntialcolicheBibl.: Il magico potere della mente di W.M.GermainL’alcolismo e le dipendenze in generale denotano immaturità emotiva, poiché trovano la loro normalità nell’alcool, dove si crea uno stato di fuga dalla realtà e dalla vita evitando la propria responsabilità. L’alcool aiuta a trovare un buon concetto di se stessi e toglie ogni stato di inferiorità sociale. L’alcolizzato vive di autocommiserazione, si consuma nel risentimento, può essere fermato da un improvviso successo o da una disgrazia, perché non sopporta né la prosperità, né la disgrazia. Gli Alcolisti Anonimi, una delle più antiche associazioni per il recupero dall’alcool ha formulato un programma che si discute durante le riunioni in 12 passi: 8 passi sono di resa e 4 di catarsi. La resa equivale al rilassamento, ma il rilassamento è resa. In effetti, avviene la cessazione della tensione sia fisica sia psichica. La catarsi rappresenta il sollievo che deriva dalla rimozione del peso dei guai e del senso di colpa condividendo con un altro. Chi sia l’altro non ha importanza, ma è qualcosa o qualcuno in cui il soggetto ha fiducia completa e verso il quale rinuncia volontariamente alla supremazia del proprio Io. Questo processo è chiamato in psichiatria “trasferimento”, quando si manifesta aumenta la speranza di guarigione e solo allora può essere esplorata l’autostima del paziente. Il soggetto deve essere aiutato a vedere se stesso come una parte di mondo più vasto, invece di stare al centro del mondo deve diventarne parte, deve quindi guardarsi come realmente è, con un’introspettiva che gli consenta di cambiare i suoi scopi e le sue emozioni ridistribuirli e riorganizzarli modificandone l’intensità.
Per avere forza catalitica dell’emozione umana, la fede deve essere soggettiva, non basta accettare l’idea solo nel conscio, che è lo stato oggettivo, dove l’idea è solo un’opinione, ma deve essere accettata al livello superconscio della mente, che è lo stato soggettivo, e a questo livello viene assorbita dal cervello, così le abitudini del pensare e del fare mutano. La fede può cambiare un disastro in un successo. Un’affermazione valida per questo è: “posso ottenere successo e felicità con la fiducia umile, ma ragionevole, nelle mie forze.” Gli ACAT (Associazione Club Alcolisti in Trattamento) sono gruppi antialcool che si avvalgono della collaborazione del gruppo famigliare e suggeriscono l'uso di medicinali atti ad aiutare psicologicamente l'alcolista durante l'astinenza. Puntano sul supporto dell'intera famiglia per aiutare l'alcolizzato e offrono anche un sostegno medico di psicologi che appartengono normalmente ai NOA (Nuclei Operativi Antialcool). I NOA collaborano anche con gli A.A. (Alcolisti Anonimi) così chiamati perché offrono la riservatezza all'alcolizzato, che non è tenuto a dare il proprio cognome e che riceve tutela anche nei confronti dei famigliari, che invece si riuniscono in gruppi separati come 'Amici degli Alcolisti' e che sono stati toccati dal problema indirettamente, ma molto profondamente. Tutti sanno quanto sia difficile la convivenza con un alcolizzato. La caratteristica che accomuna le leghe antialcoliche è quella di far capire all'alcolizzato che non è unico e non è solo ed esiste il modo di smettere per bere. Il RebirthingIl Rebirthing è una tecnica di respiro che fa affiorare tutte le emozioni represse comprese quelle della nascita. L’alcool reprime la paura e con l’alcool si affrontano tutte le situazioni incresciose che si prospettano. Con il respiro consapevole, cioè il respiro ampio, profondo e connesso si permette al proprio corpo di sentire nel corpo stesso l’emozione affiorata e integrarla. Durante l’esperienza personale si scopre la propria straordinarietà e la si accetta scoprendo di essere o poter diventare delle persone eccezionali. Si inizia a lavorare sull’accettazione della normalità e a convincersi che i vincoli sociali, neurologici e individuali possono essere modificati portando a manifestare le differenze in ogni gruppo e per ogni persona con la giusta considerazione per ognuno, senza giudicare e nella consapevolezza di essere diversi anche nell’ugualità. Nel contesto della dipendenza dall’alcool, si è uguali a tanti altri e diversi da altrettanti, e da qui la differenza di contenuto: quando si entra nel gruppo di A.A. si è uguale agli altri, mentre quando si entra nei gruppi di Rebirthing si è individui con grandi capacità spirituali fra cui l’alcolismo che dà la possibilità di differenziarsi per poi accettarsi per quelli che si è con tutti i limiti della dipendenza che si inizia ad accettare per liberarsi dalla compulsione. L’esercizio costante del Rebirthing permette di affrontare la dipendenza in un modo diverso, prima si ha la presunzione di poterla controllare, poi ci si arrende ad essa. Per questo si tollera di avere il desiderio alcolico che viene riconosciuto dalla consapevolezza di essere un’alcolista (che l’alcool crea disagio fisico), quindi facente parte di un gruppo di molti che hanno la stessa dipendenza e che si riuniscono per parlarne al fine di non esserne più schiavi. Il Rebirthing insegna a lasciar andare la paura di bere e ad abbandonare la resistenza all’alcool. Quando arriva la compulsione si reprime qualcosa che si vuole fare e si preferisce perdere la consapevolezza per rinviare o nascondersi alla responsabilità. La paura di bere ancora porta la mente conscia a dimostrare che l’alcool fa male al fisico e allo spirito e tanto farà da portare a bere ancora. Ma se si lascia andare la compulsione riconoscendola e accettandola, la mente non avrà bisogno di fare sforzi per dimostrare nulla, perché‚ la situazione così com’è va bene e il contesto diventa quello della presa di responsabilità della propria vita e del proprio corpo, della propria mente e del proprio spirito nell’integrità e nella capacità di affrontare i problemi o gli eventi che si presentano, nel momento in cui si presentano e non … dopo! La mappa del mondo dell’alcolista fa risolvere i problemi nascondendosi, e si trasforma in libertà di non bere invece che scelta coercitiva di non bere Ci si può anche permettere di togliere l’etichetta di alcolista perché‚ nel contesto di A.A. si è parte di un gruppo in cui l’alcolismo non è un’etichetta, ma un modo di stare insieme, un punto in comune. Mentre nel contesto più grande della società mista si accetta la condizione di alcolista non dichiarandola, evitando quindi che diventi un alibi per essere protagonisti o vittime a seconda delle circostanze, ma comunque di rimanere il centro dell’attenzione. Il Rebirthing fa comparire il fantasma e lo ha rende visibile, permettendo di togliere il tappo dal desiderio alcolico che provoca l’astinenza, la sobrietà si raggiunge solo con la consapevolezza della dipendenza e la paura (in questo caso) fa diventare integri. Non è ignorando di “non bere” che ci si allontana dalla dipendenza, ma scoprendo che il desiderio alcolico deriva dal desiderio di vivere nell’inconsapevolezza e da questo nasce la libertà di scelta. Il processo di cambiamento si svolge in più fasi, in cui si vive la notte dell’anima e il risveglio. Ci si potrebbe rendere conto che la dipendenza si allarga ai rapporti umani e la causa primordiale potrebbe essere la difficoltà a separarsi dalla madre, e quindi a nascere. Il Rebirthing insegna a “diventare capaci” e a “valere molto” |
Il testo è di proprietà esclusiva di Floretta Casati