Paradosso

Il perfetto alcolista

 

Insegnate presto ai vostri figli a bere!

 

Abituate il bambino a bere a tavola fin dalla più tenera età, consentendogli di bere vino dal vostro bicchiere. In breve tempo vi accorgerete che il bambino ama bere perché si sente grande e bevendo può permettersi di cantare ad alta voce, di ridere forte e di ballare in mezzo agli adulti creando curiosità e interesse in chi lo vede, diventando in questo modo il centro dell’attenzione di tutti.

Durante il percorso scolastico dà magnifici risultati, è gentile coi maestri e ottiene da tutti grande approvazione anche se, spesso, ci si aspetta sempre di più da questo simpatico bambino vivace e sempre allegro.

I primi esami sono superati brillantemente se egli gusta un ‘cicchetto’ prima di andare a presentarsi per la maturità e in quel momento ricorda tutto e fa un’ottima figura perché disinvolto, senza peli sulla lingua e soprattutto molto abile nel portare il discorso su quello che meglio ha studiato.

Ha ampiamente appreso che il bere funziona in modo perfetto, che può bere quando si sente demotivato e quando si sente contento e, di sabato, in compagnia, si permette anche qualche cosa in più.

Con l’andar del tempo sa sempre meglio quali sono gli effetti fantastici dell’alcool che diventa il suo migliore Amico, quello che gli risolve ogni problema d’impatto col mondo e nel lavoro gli fa raggiungere buoni posti anche di responsabilità, perché con lui diventa capace di prendere iniziative, di stare al lavoro fino a tardi e di prendersi pause fuori orario proprio perché recupera sempre le sue assenze.

L’alcolista vero sta a tavola più del necessario, l’Amico alcool reprime ogni paura e dà la forza di resistere a forti tensioni, rendendo molto loquaci e soprattutto molto abili a inventare scuse.

La caratteristica principale, che l’alcool dona alle persone che lo degnano, è proprio la simpatia, lo spirito di convivialità, l’attrazione di persone dello stesso tipo, fanno sì che l’alcolista sia ritenuto un essere forte e sicuro di sè, sempre pronto ad aiutare il prossimo e a dare una mano.

L’aspetto è del trentacinquenne bello, spiritoso, un po’ arrogante e pieno di sé, piace alle donne può permettersi di frequentare posti dove servono liquori ricercati, ottimi vini e i migliori champagne.

Man mano che passa il tempo il ragazzo sempre più spesso sente un leggero tremore nel corpo al mattino quando si sveglia, ma, bevendo qualcosa di alcolico, gli passa all’istante, per cui subentra il problema di cosa bere per non avere l’alito che “sente”.

Il vino è troppo odoroso, superalcolici quali whisky o cognac non fanno al caso, mentre la vodka o il gin sono perfetti perché ‘saziano’, togliendo il tremore e non si sentono nell’alito.

Anche i problemi sentimentali si risolvono con l’Amico alcool, che incoraggia, dopo ogni delusione, a cercare nuove avventure, a divertirsi invece di far prendere la responsabilità di una relazione solida.

Quando il ragazzo ormai 40enne si accorge che di questo Amico si può fidare, getta tutte le sue ansie in esso e gli si dedica completamente, finché la trappola non si manifesta.

Ebbene dopo aver imparato che col bere può risolvere tutti i problemi ne subentrano di nuovi, tanto che non gli basta nemmeno più stare ubriaco, così cerca di smettere, con poca convinzione e soprattutto senza  attribuire alcuna colpa all’alcool, bensì alla sfortuna che imperversa nella sua vita.

In realtà l’unico problema dell’alcolista è il bere, ma lui non lo sa, sta troppo male, ora, per saperlo.

Qualora si fosse sposato e avuto dei figli, la famiglia pesa sempre più.

L’arroganza che prima era un modo di essere diventa aggressività vera e propria, egli non ricorda dove parcheggia l’automobile e non riesce più a mantenere gli impegni presi. Diventa litigioso e insopportabile con tutti, perché non sopporta più nessuno, nemmeno per bere in compagnia.

Si sente solo, la sua famiglia è disperata e cerca di convincerlo a cambiare, i figli lo disturbano, parlano ad alta voce e lui vuole il silenzio, il lavoro comincia a non funzionare più, la moglie ... è come tutte le altre, non lo capisce.

In ufficio gli propongono un periodo di aspettativa per curarsi senza fare cenno al vero problema, ma tutti sanno che lui è uno che alza il gomito, lui è uno che ha il ‘vizio’ di bere.

Un giorno, a un bar sconosciuto conosce qualcuno che ha avuto lo stesso Amico, ma che ha abbandonato e gli propone di fare lo stesso, gli suggerisce un aiuto, ma lui è superiore a queste cose, lui può allontanare l’alcool quando vuole e ora non vuole separarsi da lui.

A quarantacinque anni ciondola per la strada senza conoscere la direzione e l’alcool si rivela il traditore che è: l’insaziabile, che pretende attenzioni solo per lui, attira in bar di dubbia fama, allontana tutti gli amici veri, è geloso e vuole tutto per sé. Così l’alcolista si ritrova ad accondiscendere ad ogni richiesta: beve per disperazione e la disperazione lo fa bere sempre di più, l’inconsapevolezza è il suo stato abituale e non ha più capacità di scegliere, l’Amico alcool è diventato il suo padrone, il suo divoratore della psiche.

Si ricorderà di aver incontrato qualcuno che gli aveva detto di essere stato come lui, fiducioso nell’amico comune Sig. Alcool e di averlo allontanato, così tenterà la via del recupero, osservando l’alcool nella sua vera essenza. Scoprirà che esso non offre alternative, scoprirà che dopo tutte le promesse fatte ora si sta prendendo tutto il suo essere, tutta la sua vita.

Ma il percorso del recupero è molto doloroso e duro e l’alcolista rimanderà la decisione di star lontano dall’alcool, in effetti questo è l’ultimo dei problemi, il vero problema è il trovare un lavoro ... per guadagnare soldi ...  per comprarsi da bere e ora non può lavorare perché sta solo bevendo e nessuno lo vuole più. Questo è il vero paradosso!

L'alcolista diventa inattendibile e troppo distratto, non si presenta agli appuntamenti ed evita giustificazioni o le trova sempre più grossolane.

Così prova ad andare a un gruppo di recupero, uno di quei gruppi di ex amici dell’alcool, che si riuniscono per parlarne perché lo hanno ormai escluso dalla loro vita e si gratificano l’un l’altro per esserci riusciti e invitano chi ha questo problema a fare la stessa cosa, scoprendo insieme che ci sono altri e sicuramente veri amici che non assorbono l’energia, ma la condividono, ancora una volta però la presunzione  prende il sopravvento e la sfida con quanto gli raccontano è troppo forte.

Smette per un giorno e sta malissimo, trema e non dorme, così un ‘goccetto’ lo risolleva per dargli modo ritentare a smettere.

Alle riunioni non ascolta, non è in grado di seguire, pensa solo a quando finirà per poter andare a bere, due ore senza alcool, parlando di alcool, sono davvero troppe.

Dopo l’ennesima sbronza, con mal di testa, vomito, tremore intenso va dal medico.

Le analisi sono alterate, i valori del fegato allarmano il medico che suggerisce di moderare il bere, bere solo ai pasti e qui il nostro alcoolista si sente autorizzato a proseguire la frequentazione del caro Amico alcool, si rincuora, non è lui il traditore, basta prenderlo a piccole dosi, durante i pasti può ancora tenergli compagnia.

All’ora del pasto un bicchiere di vino e poi l’ossessione fino alla cena, altro momento in cui è autorizzato dal medico a bere il secondo bicchiere.

Uno dei suoi amici gli fa notare che è invecchiato, si è imbruttito e lui si offende, l’alcolista attivo è fortemente permaloso e non permette critiche, così perde anche l’ultimo amico che cerca di aiutarlo.

Ed ecco che però a distanza di tempo, guardandosi allo specchio, un bel mattino, nella sua disperazione chiede aiuto al gruppo di quelli che hanno capito l’azione subdola dell’alcool e decide di tentare la via del recupero di se stesso allontanando l’alcool ... almeno per un po’.

Prende il coraggio a due mani e decide di prendersi la responsabilità della sua vita, iniziando a vivere con la consapevolezza della sua sofferenza, ma affrontandola con coraggio e buona volontà, fidandosi finalmente di qualcuno che ha già passato quello che lui non vuole passare.

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Il testo è di proprietà esclusiva di Floretta Casati

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