| Sardegna |
| Genesi della vacanza Volevamo fare una settimana di vacanza in montagna, avevamo gi� prenotato in Val D'Aosta in un paesino sperduto alle pendici del Cervino. Tre giorni prima della partenza (programmata per domenica 26 agosto) le previsioni del tempo non miglioravano, per l'intera settimana successiva era previsto un forte maltempo. Ci siamo convinti, nostro malgrado, a cercare una valida alternativa all'ultimo momento, sempre rispettando il requisito principale, spendere poco ottenendo la massima soddisfazione. In un giorno di ricerche abbiamo eletto la Sardegna, ripromettendoci di evitare le spiagge chiassose e le calette sponsorizzate dalle agenzie turistiche. Dopo qualche indagine su Internet ci siamo decisi per la Barbagia, proprio quella regione che molte volte avevamo sentito nominare in maniera infausta, sempre legata ad eventi incresciosi come omicidi o rapimenti. Ma la Barbagia � soprattutto altro, la sua storia la riveste di fascino ancor pi� di quanto ne meriti per motivi paesaggistici e culturali. E poi, la scelta prometteva di farci scoprire il paesaggio montano sardo, niente da invidiare a quello appenninico. Solo gli ultimi 2 giorni ci saremmo concessi di arrivare in spiaggia, ma unicamente perch� indotti dal saggio consiglio di un isolano doc, un ex mamuthone. Costi Costi a persona circa 540 euro, cos� suddivisi: 123 euro per la nave veloce (passaggio ponte e macchina al seguito), 225 euro per 5 giorni in mezza pensione a Gavoi, 94 euro per 2 giorni in mezza pensione a Capo Comino, il resto in escursioni, pranzi al sacco e provviste da riportare a Roma come ricordo. La vacanza Abbiamo prenotato la nave veloce e l'agriturismo venerd� 24, partenza da Civitavecchia alle 15.00 di domenica, arrivo ad Olbia alle 20.00. Ritorno la domenica successiva (2 settembre) con gli stessi orari. La residenza scelta � stata Gavoi, provincia di Nuoro, piccolo paesino sperduto tra le montagne del Gennargentu, sulle sponde del bel lago artificiale di Gusana e proprio al centro della Barbagia. Gavoi non � vicino Olbia, dopo l'arrivo al porto ci siamo dovuti fare circa 130 km di cui solo 100 sulla superstrada 131 e gli altri 30 sulle tortuose curve della provinciale 128, ormai attanagliati dalla fame che normalmente assale i viaggiatori quando sentono che stanno per arrivare alla meta... Alle 23.00 siamo arrivati all'agriturismo El Fuego, scovato su Internet e scelto per la deliziosa immagine della struttura, completamente immersa nella natura agricola, ma anche per il costo decisamente appetibile: solo 45 euro in mezza pensione. Quando siamo arrivati, la signora Angela ci aspettava, ansiosa di accoglierci secondo le usuali tradizioni barbaricine e soprattutto per darci una prima memorabile prova della sua formidabile cucina casarecca sarda. Non sto a dilungarmi nei particolari, posso solo dire che nei 5 giorni di permanenza la simpatica signora ha cucinato cibo fresco solo per noi e altre 2-3 persone, passando dal cinghiale in salm� ai mitici colurgiones, dal prosciutto di produzione propria ai ravioli al pecorino. Ogni pasto iniziava con un ricco antipasto (prosciutto, salame, formaggio, sott'olio, pane carasau) e terminava con mirto e acquavite fatti in casa. Col marito, il simpaticissimo Franco Sanna, la signora Angela porta avanti l'agriturismo coltivando piante, allevando maiali, cavalli e capre, il tutto con amore per la propria terra ed estrema cortesia nei confronti degli ospiti. La struttura pu� consentire il pernotto di 7-8 ospiti in tutto, il che garantisce tranquillit� e la possibilit� di farsi raccontare interessanti aneddoti. Il primo giorno di permanenza abbiamo deciso di visitare qualche paesino dei dintorni, cos� siamo arrivati al caratteristico paesino di Mamoiada, la patria dei mamuthones. Per chi non li conosce, si tratta di tradizionali maschere e costumi con cui 12 prescelti sfilano per le strade del paese, con lo scopo di risvegliare la arida terra della Barbagia, affinch� doni ancora una volta i propri frutti ai suoi abitanti. La ricorrenza principale che prevede la sfilata dei mamuthones � il 17 gennaio, data in cui vengono accessi tantissimi fal� lungo tutte le strade del paese, dove i mitici personaggi sfilano con grande clamore e fragore di campanacci. Questi ultimi, nella loro versione originale, sono campanacci di mucca con il batacchio fatto di osso di capra. L'ingresso al Museo dei costumi di Mamoiada costa 4 euro, la visita vale la pena perch� oltre che consentire l'incontro ravvicinato con i costumi, offre un interessante filmato che ricostruisce le tradizioni. E' stato proprio qui che abbiamo conosciuto un ex mamuthone, che oltre a raccontarci la sua personale esperienza, ci ha anche consigliato di passare per Capo Comino, dove ci ha garantito la possibilit� di trovare spiagge isolate, lontano dall'odioso turismo di massa. Nel primo pomeriggio siamo arrivati a Nuoro e, dopo aver visitato l'ufficio informazioni per fare incetta di mappe e opuscoli, abbiamo deciso per prima cosa di vedere la citt� dall'alto. Il monte Ortobene, nella sua limitata elevazione sul mare (circa 900 mt), � comunque affascinante. Un rilassante e curato parco accoglie il visitatore accanto all'area destinata al parcheggio, mentre un comodo sentiero conduce fino alla statua del Redentore, un bronzo alto pi� di 7 metri sistemato sul punto pi� alto del monte. Proprio domenica 26, il giorno del nostro arrivo, a Nuoro si era svolta, come ogni anno, la sagra del Redentore, con sfilate di carri e maschere provenienti da tutta la Sardegna. Pare che lo spettacolo di folklore sia una vera e propria unicit�, mi sento di consigliarlo senza alcun dubbio. La citt� di Nuoro non offre attrattive eccezionali, ma una visita al Museo delle Tradizioni Popolari va fatta. Oltre ad una ampia mostra di costumi e oggetti di origine popolare, anche qui sono presenti rirpoduzioni di mamuthones, boes e thorpes, alcune differenti tipologie di maschere tipiche della Barbagia. Il Museo � molto curato e sono stati stanziati fondi per la ricostruzione accurata di ulteriori sale che possano ospitare altre attrazioni. Come primo giorno eravamo soddisfatti, oltretutto una volta tornati in agriturismo la sera abbiamo conosciuto una coppia tedesca, in compagnia della quale abbiamo scolato 2 brocche di vino e 1 bottiglia di mirto casareccio, il tutto mettendoci vicino parecchi dolcetti che la signora Angela aveva incautamente lasciato fuori. |
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