La mia nuova macchinetta da 5 megapixel � perfetta, le foto non sono professionali ma le sentiamo "vissute". Ci accontentiamo di una mezz'oretta per fissare nella mente queste stupende immagini sullo sfondo di un panorama di goccioline sospese. Ripercorriamo la passerella e aspettiamo il trenino che ci riporter� al punto di partenza. Ed � su questo trenino che l'organizzazione della nostra vacanza inizier� a cambiare. Dopo aver "abbordato" una coppia di ragazzi fiorentini, iniziamo a scambiare le solite domande di rito e tra le altre cose viene fuori che sono appena tornati dalla Terra del Fuoco e dalla Patagonia. Ma come? A noi in ambasciata avevano detto di lasciar perdere, e ora questi due ci rassicurano sul clima e sulle strutture turistiche disponibili? Iniziamo a farci venire il dubbio sul fatto che si potrebbe tentare, ma inesorabili spuntano le domande: ma quanto ci  costerebbe, ma dove prenotiamo, ma ci conviene?
Insomma, il tarlo era ormai entrato in noi e avrebbe scavato inesorabilmente il suo tunnel fino a vedere la luce...La giornata � continuata tra una meraviglia e l'altra, sentieri accessibili a tutti conducono in punti panoramici da cui � possibile osservare l'immensit� del posto da varie angolature. Abbiamo mangiato qualcosa al volo in uno dei pochi (fortunatamente) punti di ristoro del parco e abbiamo continuato il giro. Vi consiglio di percorrere il Paseo Inferior e prendere l'imbarcazione a motore che in 3-4 minuti vi porta all'Isla San Martin, un'area ricca di vegetazione e di fauna subtropicale. Pu� capitare di aspettare una mezz'oretta per prendere la barchetta che porta sull'isola, ma se avete tempo ne vale la pena. Altra esperienza imperdibile, anche se ad un costo maggiore rispetto a quelli abbordabilissimi delle altre attrazioni, � quella della Grande Aventura (70 pesos). L'escursione completa comprende 1 ora di "safari" (chiedo scusa a coloro che hanno fatto il vero safari) nella foresta subtropicale a bordo di un camion scoperto e la risalita del Rio Iguaz� in motoscafo, verso la Garganta del Diablo con il motore a tutta forza. All'escursione partecipano anche i due toscani patagonici. Attraversiamo la foresta a passo d'uomo sul camion, qualche animaletto arrabbiato ci attraversa la strada ma non si lascia fotografare. I colori sono bellissimi e particolari, ma non posso dire di essermi sentito immerso in un ambiente primordiale. Arriviamo infine ad un'area di sosta da dove, 10 minuti a piedi, si raggiunge il punto di partenza dell'escursione in motoscafo. Dopo aver indossato i classici salvagente, ci sistemiamo sulla barca e partiamo. Si inizia con un percorso tranquillo, durante il quale si osserva la natura e si ascolta la guida. Ad un certo punto il fiume si fa via via sempre pi� impetuoso e il motoscafo va su di giri risalendone la corrente. Adoro queste esperienze, anche se di base sono contro l'utilizzo di mezzi a motore in paradisi come questo. D'altra parte non c'� altro modo di arrivare in alcuni posti. Purtroppo non � possibile arrivare fino alla parte pi� impetuosa del fiume, perch� in questo periodo le rocce affiorano e rendono la navigazione impossibile. Cos�, arriviamo fino a dove ce lo consente la natura, facciamo qualche foto mentre il motore mantiene in equilibrio il motoscafo contro la corrente, e ripartiamo per tornare. L'escursione � durata poco rispetto all'effettivo potenziale (non siamo arrivati fino al punto del fiume pi� spettacolare). La seconda fase dell'escursione � stata quindi la pi� divertente, perch� il pilota ha giocato col mezzo facendo piroette e curve in mezzo al fiume. Come risultato, l'imbarcazione riecheggiava di urla e le persone pi� esterne (tra cui il sottoscritto) sono tornate al punto di partenza mezze zuppe di acqua (e con la temperatura a 9-10 gradi non era proprio un piacere). Fortunatamente avevamo con noi due k-way e abbiamo potuto limitare i danni. Se volete godervi appieno questa esperienza, cos� come tutto il parco, dovreste andare a gennaio-febbraio, in quel periodo queste escursioni si fanno in maglietta e costume e se ci scappa una doccia fresca non si rischia di prendere una polmonite...
La giornata al parco � quasi terminata. Raggiungiamo l'uscita insieme ai due toscani, si approfitta per andare a fare i bisognini, si scatta qualche foto ad alcuni esemplari piuttosto socievoli di uccelli e mammiferi e ci si saluta. Ormai la Patagonia � un pensiero fisso. Siamo a 3500 km di distanza ma la sentiamo gi� pi� vicina...
Alle 17.45 prendiamo l'autobus che rientra in citt� e stanchi (ma felici) torniamo al nostro paradiso. John ci accoglie con la sua consueta cordialit� e ci promette un altro aperitivo di l� a un'ora. Questa sera conosciamo una coppietta di sposini indiani in viaggio di nozze. Con loro, che vogliono a tutti i costi visitare il casin�, facciamo insieme il viaggio in taxi. Il ristorante del casin� � troppo costoso, preferiamo trovare qualcosa nei dintorni per poi tornare a tentare la fortuna. Salutiamo la coppietta e ci incamminiamo nei dintorni. Il casin� � ai bordi della citt� e non � stato facile trovare un altro posto. Alla fine, troviamo il classico buffet ad attenderci, ma le aspettative di un altro Com�r non vengono attese. Torniamo quindi sfamati al casin� e trascorriamo un'oretta alle
slot machine. Alle undici e mezza siamo stanchi, incontriamo di nuovo gli sposini e di nuovo in taxi insieme fino al Secret Garden.

22 agosto
La mattina seguente ci alziamo con comodo per andare alla parte brasiliana delle cascate. Dopo la solita ottima colazione casalinga, ci incamminiamo alla fermata dell'autobus. Per andare in Brasile bisogna scegliere se prendere un taxi oppure il solito colectivo. Chiaramente la seconda. Il primo tratto � abbastanza breve, una mezz'ora circa. Durante il tragitto si attraversa la frontiera: il bus si ferma, tutti i passeggeri devono scendere, entrare nell'ufficio doganale, farsi registrare e mettere il timbro di ingresso sul passaporto e risalire sul bus. Tutto normale tranne una cosa: prima di risalire, bisogna passare su un tappetino posto vicino al bus e fare l'atto di pulirsi i piedi, immagino un atto legato a qualche tradizione locale. Ancora 5 minuti, prima del bivio per Foz do Iguazu si scende e, dopo un breve tratto a piedi, si deve aspettare un altro bus che passa mediamente ogni 30 minuti. Vicino alla fermata ci sono 3-4 taxi che aspettano, ma non sembrano molto impegnati, addirittura due tassisti stanno facendo una partita a scacchi.. Con solenne calma attendiamo l'arrivo del colectivo e in dieci minuti siamo all'entrata del parco. Qui si paga in real, il cambio applicato se si paga in pesos � chiaramente svantaggioso (se non sbaglio, 2 real equivalevano al cambio a 3 pesos, ma i bigliettai si regolano come capita..). In cinque minuti si arriva davanti all'ingresso del parco, lasciandosi alle spalle (100 metri prima) l'ingresso del pi� grande parco di volatili del Sud America. Noi non siamo potuti andare per mancanza di tempo, ma da quanto ci hanno detto vale davvero la pena.
Puerto Iguaz�
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