| Come dicevo, siamo all'ingresso del parco. Le tappe all'interno del parco sono servite gratuitamente da pullman turistici che fanno la spola ogni 20 minuti. Se siete davvero coraggiosi potete anche andare a piedi, ma se non ricordo male si tratta di 4-5 km. Non sarebbe neanche troppo male, ma se il tempo scarseggia non � consigliabile. Dalla terza fermata inizia il sentiero di 1200 m che conduce alla Garganta del Diablo attraverso un percorso panoramico. Prima di affrontare il sentiero, veniamo attratti da una serie di attivit� sportive, tutte molto affascinanti, tra cui l'arrampicata sportiva, il rafting, il rapel (discesa a corda doppia da una piattaforma sospesa a 60 m di altezza sopra al fiume). Siamo un p� impauriti, prima di deciderci osserviamo due ragazze che tra un gridolino e un ripensamento si fanno la loro bella avventura. Ci convinciamo, non ricapita facilmente di poter stare penzoloni a 60 metri di altezza con la vista delle cascate in lontananza e il rumore del fiume come soundtrack...Paghiamo 75 pesos a testa, un ragazzo ci aiuta ad indossare l'imbracatura ed i guanti, ci spiega come effettuare la discesa e ci fa l'in bocca al lupo. Siamo pronti: io sono il primo, mi faccio coraggio e con la schiena al vuoto mi lascio andare, � una sensazione bellissima, una volta superato l'impatto si gode davvero. Una ventina di minuti per scendere e godersi lo spettacolo, la fatica si fa sentire e anche se vorremmo rimanere di pi� siamo cosretti ad arrivare a terra. Una scalinata a chiocciola di circa 200 scalini ci riporta al punto di partenza. Un solerte fotografo immortala questa esperienza, andiamo a pagare e acquistiamo ancheil CD con le nostre foto e il filmino della discesa e di altre immagini del parco (67 pesos). Anche oggi � arrivata l'ora di pranzo; alla fine del sentiero, accanto al ristorante ci sono ombrelloni e tavoli di legno. Preferiamo mangiarci un panino su un tavolo e goderci lo splendido panorama sul fiume; di acqua ce n'� davvero poca, ma anche cos� il relax � assicurato. Siamo circondati dai tipici coat�, mammiferi simpatici e molto molto confidenziali con i turisti. Come riportano tutte le guide e i cartelloni affissi, evitate di dare loro da mangiare, sia per non deviare la natura, sia per evitare che vi saltino addosso portandovi via l'intero panino oppure, peggio, mordendovi. Con i nostri occhi, abbiamo visto un coat� salire su un tavolo e portare via un panino ad una incauta turista americana. Alle 17.00 usciamo dal parco per fare ritorno a Puerto Iguaz�. Saliamo sul primo dei colectivos in attesa, il biglietto costa 2 reales (1 peso = 0.7 real) ma noi abbiamo solo pesos e per di pi� non abbiamo spicci (in assenza di moneta locale, sono disposti a passarci sopra applicandovi un tasso di cambio a loro favorevole). Alle 18.00 siamo davanti al Secret Garden, tra qualche ora abbiamo il pullman per Corrientes. Dobbiamo salutare John ed arrivare con i bagagli alla stazione. Non esistono citofoni, John sembra non esserci; inganniamo il tempo fino alle 19.00, alla fine intravediamo la tata Maria e ci facciamo aprire ormai stremati dalla fatica. Come ogni pomeriggio, sediamo in veranda per gustare una caipirinha e qualche patatina scambiando 4 chiacchiere con gli altri ospiti. Alle 21.00 John ci accompagna alla stazione con il suo furgone. Acquistiamo alcune empanadas anche se il biglietto del pullman include la cena. Abbiamo fatto bene, perch� il tutto si concretizza in un p� di riso, una polpetta e delle patate, con un dolcetto per finire. Durante la notte la polizia ha effettuato 3 controlli, ogni volta le luci si accendono e qualche poliziotto fa un giro veloce. Alle 6.40 arriviamo a Corrientes. |
| Puerto Iguaz� |