20 agosto
La sveglia � alle 8.00, non stiamo nella pelle per la ormai imminente partenza alla volta di uno dei parchi pi� imponenti e suggestivi del pianeta. Facciamo colazione e facciamo ancora un giro alla Plaza de Mayo. La temperatura � rigida e dopo mezz'ora siamo di nuovo in Posada. Chiacchieriamo un p� con Nelida e George e lasciamo quanto dovuto per 3 notti, ovvero 506 pesos. Alle 10.45 in punto una
remise ci viene a prendere e per 20 pesos ci accompagna all'Aeroparque Newbery, l'aeroporto di Buenos Aires che effettua solo voli interni. E' domenica, traffico e rumori sono solo un lontano ricordo, e in 20 minuti siamo gi� a destinazione. Facciamo subito il ckeck-in, un volo Aerolineas per Iguaz� ci attende alle 13.25. Le notizie che abbiamo raccolto finora non sono troppo incoraggianti, perch� durante questa stagione la portata dei fiumi che alimentano le cascate � ridotta e quindi la forza della natura che ne scaturisce � meno imponente. Lo sapevamo, la nostra estate non � la stagione migliore per le cascate, ma abbiamo avuto abbondanti rassicurazioni sul fatto che anche in queste condizioni si rimane strabiliati, e cos� sarebbe stato...
Il volo purtroppo non � una passeggiata, dopo aver passato quasi 2 ore ad aspettare dentro l'aeroporto, ci toccano due posti vicino ai motori. Un rumore tremendo si aggiunge al fatto che dai finestrini non si vede nulla dello stupendo paesaggio sottostante.
Siamo arrivati a Puerto Iguaz� alle 15.30. L'aeroporto � incantevole, da fuori sembra un ristorante e dentro ci sono solamente due nastri per il ritiro bagagli. Sapevamo che all'aeroporto avremmo trovato John Fernandes ad aspettarci. Voi direte: e ora chi � questo figuro? Beh signori, si tratta di una delle persone pi� accoglienti mai conosciute, una persona che rimane nei ricordi pi� belli di una vacanza spettacolare. John � il gestore dell'accogliente dimora dove abbiamo soggiornato per due notti. Secret Garden � il nome di questo posto, se solo avrete voglia di cercarlo su Trip Advisor troverete degli eccezionali commenti tra cui il nostro (John ci ha chiesto esplicitamente di scrivere in italiano).
Ad ogni buon conto, John ci aspettava insieme al simpatico conducente di una remise tenendo in mano il classico cartoncino con su scritto Fabrizio (sono io...). John era ben visibile gi� dall'area di ritiro bagagli, in quanto l'aeroporto di Iguaz� � grande come uno dei saloni di Arcore (...). Lo salutiamo appena prese le valigie e ci accompagna alla
remise parcheggiato subito fuori. Insieme a noi sono arrivati altri due ospiti del Secret Garden, due signori americani di mezza et�, e con loro abbiamo condiviso la prima ora della permanenza a Iguaz� (distante 20 km dall'aeroporto). Prima di ogni cosa, John ci ha fatto visitare la parte pi� amena della cittadina, portandoci sulla collinetta da cui si pu� vedere l'incontro del Rio Iguaz� con il Rio Paran�. In questo punto, noi in Argentina, avevamo il Brasile esattamente davanti (dall'altra parte del Rio Iguaz�) e l'Uruguay (si intravede Ciudad de L'Este) alla nostra sinistra (dall'altra parte del Rio Paran�). Abbiamo poi percorso un tratto della strada principale di Puerto Iguaz� e siamo arrivati al Secret Garden. L'accoglienza � stata spettacolare; la tata di John (Maria) sorride sempre, ha una faccia allegra e simpatica che ispira cordialit� e generosit�. Dopo aver attraversato l'appartamento in cui John vive siamo entrati nel giardino, costellato da piante tropicali e con un numero imprecisato di colibr� svolazzanti. La struttura del posto � in legno, una passerella porta direttamente agli appartamenti. John ci preannuncia l'aperitivo di benvenuto, del quale avevo gi� letto su Trip Advisor. Ci diamo appuntamento dopo un'oretta e prendiamo possesso del nostro perfetto locale. Oltre alla perfetta rifinitura, il bagno ci colpisce particolarmente: la doccia � una delle pi� grandi che ho mai visto, una di quelle nelle quali viene voglia di mettersi a leggere il giornale seduti su uno sgabello...
Insomma, all'ora stabilita ci troviamo intorno al tavolo con davanti birra e t�. John ci consiglia di spruzzare un p� di repellente sulla pelle, solo una precauzione contro le punture della zanzara che trasmette la dengue. L'atmosfera � internazionale, a noi italiani si aggiungono i signori americani e due ragazzi argentini che ci parlano, tra le altre cose, della giornata appena trascorsa nel lato brasiliano delle cascate e delle marmellate che l'indomani mattina ci sarebbero state servite per colazione.
Bene, beviamo il t�, scambiamo qualche battuta e poi chiediamo dove fare quattro passi. Qui c'� solo una strada principale, l'Avenida Victoria Aguirre, sulla quale si aprono tutti i negozi, compreso un casin�. Acquistiamo qualche bottiglietta d'acqua per lavare i denti e alle 19.30 torniamo al Secret Garden, ci aspetta l'aperitivo vero e proprio,
caipirinha insieme a pizzette e arachidi. Ormai affamati, ci facciamo consigliare da John per mangiare bene: ci indica un posto di sua conoscenza (El Quincho), che prepara carne alla griglia (che novit�!!). Tutto sommato un buon consiglio, ma nulla a che vedere con la carne di Desnivel: il bife de lomo � buono, il bife de chorizo � duro. Con una bottiglia d'acqua paghiamo 50 pesos. Stanchi della lunga giornata, torniamo al Secret Garden per godere del silenzio quasi surreale (dopo Buenos Aires...).

21 agosto
La mattina successiva ci svegliamo di buon'ora, vogliamo goderci anche le prime ore della giornata, anche perch� sono quelle in cui c'� meno affollamento e la natura offre il meglio di s�. La colazione � effettivamente spettacolare, una vera spremuta di arancia e marmellate fatte in casa (maracuja, pera e frutto della passione). Usciamo e aspettiamo il
colectivo (3.50 pesos) sulla strada principale, in 15 minuti siamo all'ingresso argentino del parco (30 pesos). Purtroppo ci sono gi� una decina di pullman da 60 posti parcheggiati fuori, orde di turisti con macchinetta al collo aspettano un cenno della guida per avviarsi trionfanti. Senza scendere nella descrizione del percorso migliore da seguire all'interno del parco (troverete guide disponibilissime che vi spiegheranno tutto dettagliatamente), l'unico vincolo � su quante giornate potete trascorrere nel parco. S�, perch� i trenini che portano alle varie aree panoramiche e naturalistiche (compresa la Isla San Martin, l'isola situata al centro del Rio Iguaz�) hanno orari ben precisi per l'ultima corsa, pertanto occorre programmare gli spostamenti dal momento dell'ingresso. Noi abbiamo trascorso un giorno nella parte argentina e uno in quella brasiliana. Sufficiente, ma non pienamente soddisfacente. Intendo dire che si pu� vedere (quasi) tutto, ma con un pochino di fretta. L'Argentina � grande e meravigliosa, ma se avete tempo a sufficienza, vi consiglio di passarci almeno un giorno in pi�.
Noi abbiamo scelto di andare subito verso lo spettacolo pi� bello: la Garganta del Diablo (la gola del diavolo). Si prende un trenino turistico aperto (sembra quello di Disney World, con tanto di campanella e sedili di legno) e si attraversa un tratto di foresta. La Garganta � il punto pi� spettacolare e roboante del parco. Qui confluiscono una serie di torrenti, generando una cascata di forma semi circolare alta in alcuni punti anche 80 metri e di enorme portata. Vi si arriva tramite un percorso (
recorrido) guidato da una passarella, sospesa sul letto di uno dei torrenti. Ad agosto emergevano le rocce, il flusso era apparentemente lentissimo e sembrava di guardare un fiumiciattolo del Trentino. Ma la Garganta � davvero imponente, il rumore e la mole di acqua che vi si concentrano lasciano a bocca aperta chiunque. Qui trovano facile vita i fotografi e la serena naturalezza del parco lascia spazio alla calca delle pose mistiche.
Puerto Iguaz�
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