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Di sicuro non abbiamo scelto il periodo migliore per visitare la capitale lusitana, ma quando il richiamo del viaggetto chiama non si pu� dire di no... e visto che in tutta Europa in quei giorni stava facendo nevicate e bufere, durante lo scalo di ritorno ci siamo consolati con fiocchi di neve grandi come piume d'oca nell'aeroporto di Madrid.
Mezza giornata di gioved� e fino a sabato sera non � stato abbastanza per entrare nell'atmosfera mista di Lisbona. Mista di colori, odori, stili architettonici, rumori e vedute. Il sole non lo abbiamo mai visto, quel sole che si poteva solo intuire quale effetto avrebbe avuto riflettendo i colori della citt� e delle sue
ruas. E immaginando tutto questo, non ci siamo privati di un giro sul 28, di un piatto di bacalao, di una serata di fado e di una vista maliconica sul Tago dalla torre di Belem. Mentre la pioggia cadere incessante sulla capitale, a poche decine di km di distanza abbiamo potuto godere di mezza giornata di luce vera, in quella splendida e surreale residenza estiva dove da parecchi decenni i ricchi di Lisbona preferiscono rilassarsi. E come dargli torto, dopo aver visto le ville ed i boschi che riempono le colline intorno al magnifico borgo di Sintra.
Ma torniamo a Lisbona. Nonostante la non troppo fortunata scelta dell'Hotel, posizionato vicino alla zona Expo 98 (Oriente, capolinea della linea rossa), in pochi minuti potevamo raggiungere il centro storico, emergendo dai tunnel della metro a nostro piacimento nella pla�a del Rossio o del Comercio o in qualunque altro punto di interesse. I sette colli su cui si sviluppa ed il tridente di vie che attraversa la Baixa arrivando fino alla piazza pi� grande della citt�, la Pra�a do Comercio, rappresentano una somiglianza solo letteraria con la nostra capitale. E dalla Pra�a do Comercio, come non sentirsi vicini allo spirito di intrepida navigazione e alla spinta verso l'ignoto di Vasco de Gama o Cristoforo Colombo? Fu infatti in questi luoghi che iniziarono le loro avventure per affrontare l'oceano fino ad aprire nuove rotte, oggi fin troppo battute da transatlantici e yacht.
Dalla Pra�a do Comercio, ci si affaccia sul Tago con l'istinto di entrare nelle sue acque, varcando la porta d'ingresso virtuale costituita dalle due colonne che delimitano la scalinata declinante dolcemente verso il fiume. In lontananza, guardando verso destra, il ponte 25 de Abril e la statua del Cristo sono immersi in un'aria troppo densa, carica di umidit�. Quando voltiamo lo sguardo, le alture dell'Alfama, con i suoi tetti colorati e le strette viuzze, destano la nostra curiosit�, attirandoci nei meandri di uno dei quartieri pi� caratteristici. Vicoletti ed odori riportano con l'immaginazione alle antiche vestigia, quando la citt� era il punto di partenza ed approdo di velieri, carichi di merce importata dalle ricche colonie o pronti per salpare alla volta di chiss� quale destinazione, sfidando le acque di mari infestati dai pirati. E' un continuo saliscendi, i tram colorati di giallo e rosso arrancano in salita e prendono velocit� sulla successiva discesa, scampanellando spesso per farsi strada. Qualche ragazzino incosciente sale al volo sul predellino aggrappandosi alle porte esterne in un pericoloso quanto rituale gioco di equilibrio, facendo di necessit� virt� in assenza di spiccioli per il biglietto. Salendo ancora verso il Miradouro di Santa Luzia, la imponente S� Catedral ci si para davanti, con il suo splendido rosone e le due torri campanarie a delimitarne la facciata, con una grandezza esasperata dalla prospettiva verso l'alto con la quale ci si presenta. L'interno � un misto di stili e colori, senza soluzione di continuit� rispetto alla maniera esterna. La fonte battesimale di S.Antonio da Padova � un gioiello appartato, mentre i vetri colorati e le pale d'altare attirano l'attenzione subito dopo, riempendo quei pochi minuti di raccoglimento che ci allontanano dallo stridore delle rotaie e dai pestiferi scappamenti delle auto che arrancano in salita. Una volta rientrati nel mondo della luce naturale, sempre accompagnati da una pioggia fastidiosa ed invadente, raggiungiamo il Miradouro de Santa Luzia e da l� lo sguardo si perde verso l'immenso Tago ed i tetti di una citt� che sembra respirare e prendere vita dalle sue acque. I 28 passano proprio l� a due passi; anche se siamo buoni camminatori, sappiamo che l'esperienza del tram pi� famoso d'Europa non pu� essere rimandata e saliamo sul primo che passa. Ci godiamo le curve a gomito che ci sballottano a destra e sinistra, avanti e indietro, sorridendo divertiti guardando le facce rassegnate delle persone, ormai abituate alle attese nei sensi alternati ed agli improvvisi calo di tensione. Ce la prendiamo comoda e aspettiamo guardandoci intorno; alla ripartenza, attraversiamo le strade ora pi� larghe che portano dentro una zona commerciale che sembra pi� familiare alla nostra abitudinaria vita cittadina.

Il sabato � il giorno di Sintra, scelta non troppo sofferta dopo aver letto e sentito qualche opinione... Andata e ritorno al costo irrisorio di 4,40 euro. Abbiamo la fortuna di poter prendere il treno proprio dalla Stazione Oriente. I treni sono una specie di metropolitana extracittadina, frequenti e puntualissimi. Il tragitto verso la nostra destinazione dura un'oretta (circa 40 km), comprensiva del cambio di convoglio presso Monte Abrao. Appena fuori dalla minuscola stazione di Sintra, risaltano all'attenzione i colori vivi e le costruzioni basse, alcune fatiscenti. E' la parte pi� recente, da dove inizia un lungo viale che serpeggiando in leggera salita conduce fino al centro storico. Ripidi vicoletti svelano improvvise sorprese, il negozietto che vende azulejos e la vineria dove si assaggiano numerose variet� di Porto.
Avendo voglia di passeggiare, subito fuori dal centro inizia la strada che porta verso il
Castillo dos Mouros e El Palacio Nacional de Pena. Si percorrono alcuni km in salita costeggiando ville fantastiche, somiglianti a piccoli manieri colorati, protette da alti recinti e molte volte quasi invisibili a sguardi indiscreti.
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Lisbona
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