| 28 agosto La sveglia ha suonato impietosa alle 6.00, ma come vorrei svegliarmi tutti i giorni a quest'ora se la meta fosse come questa. Alle 7.00 la remise ci ha condotti all'aeroporto, un'ora prima del volo per Buenos Aires. Abbiamo tenuto fuori dalla valigia il giubbotto pesante e i cappelli, sicuramente stasera serviranno. Dall'alto salutiamo Salta e alle 10.00 siamo arrivati nella capitale. Purtroppo la giornata � praticamente vuota, il volo per El Calafate era alle 15.30, poi ritardato (demorado) alle 16.30. La noia ci ha perseguitati per tutto il tempo, non � stato facile trovare il modo di ingannare il tempo in un aeroporto delle dimensioni di quello di Ciampino. Per di pi�, abbiamo iniziato a preoccuparci perch� se fossimo arrivati troppo tardi a destinazione, non avremmo avuto modo di prenotare l'escursione del giorno dopo. Alla fine il tempo � passato e alle 19.30 siamo arrivati a destinazione. L'aeroporto di El Calafate � paragonabile a quello di Puerto Iguaz�, ma anche qui abbiamo avuto fortuna. Mario, il tassista che ci ha accompagnati in citt� (28 pesos), un ragazzo di Salta che si trovava l� con la famiglia per lavoro, ha provveduto a tutto. Ci ha accompagnati presso un'agenzia (praticamente l'unica) dove abbiamo prenotato l'escursione ai ghiacciai per il giorno dopo e avuto informazioni preziose per quella all'immancabile Perito Moreno. Per finire, Mario ci ha condotti in uno stupendo ostello in legno, molto adatto ad un paesino delle nostre Dolomiti, chiamato Hostal de Los Glaciares, della catena Hostell-Inn. Pulito, nuovo, riscaldato, con bagno in camera, il tutto per 60 pesos a notte. Per una volta, abbiamo deciso di mangiare come i veri viaggiatori e siamo andati al supermercato a prendere qualcosa per cena. Insalata, yogurt, frutta e qualcosa anche per il giorno dopo. Arrivati all'ostello, ci siamo accomodati nella sala da pranzo in compagnia di altri ragazzi e abbiamo consumato le nostre vivande. Fuori il freddo � pungente, siamo intorno ai 5-6 gradi, ma dentro si sta benissimo. E' come andare in settimana bianca, siamo vestiti con giubbotto, sciarpa e cappello e il nostro alito � ad una temperatura evidentemente pi� bassa dell'ambiente circostante. Dopo la cena ce ne andiamo a letto nell'accogliente camera in legno chiaro, non potevamo chiedere niente di meglio. 29 agosto Anche oggi sveglia all'alba, ore 6.20, alle 7.15 � passato il pullman (18 pesos cada) che ci avrebbe condotti a Puerto Banderas costeggiando il Lago Argentino, il lago pi� grande dell'Argentina. Siamo arrivati all'embarcadero alle 8.45 e qui abbiamo acquistato il biglietto (30 pesos) per il Parque Nacional Los Glaciares. Subito dopo ci siamo imbarcati sul grosso catamarano (175 pesos cada) che avrebbe navigato verso i ghiacciai, prendendo posto al piano superiore. Alle 9.00 in punto siamo partiti e subito ho dovuto far fronte ad un evento terribile ed inaspettato, non potete immaginarlo perch� � uno degli incubi peggiori di ogni viaggiatore: batterie scariche e mancanza del ricambio!!! Panico vero, anche perch� intorno a noi ogni angolo e ogni veduta meritava di essere fotografato. Cerco invano di fronteggiare l'emergenza, scatto qualcosa e spengo subito, ma dopo qualche decina di minuti le batterie sono esauste. Girovagando nel catamarano, chiedo in ogni idioma batterie di ricambio, ma nessuno sembra capire il nostro dramma. Proprio quando un ragazzo si accingeva a far riapparire il sole nella nostra giornata, ecco il colpo basso: le batterie che tira fuori dal contenitore professionale non vanno bene...� la fine, dovremo comprare le cartoline ricordo di un posto dove forse non torneremo mai pi�...Me ne sono fatto una ragione e dopo un breve tratto di navigazione tranquilla siamo entrati nella Boca del Diablo, un punto del lago chiamato cos� a causa della tempestosa accoglienza. Infatti, qui il vento � fortissimo e le onde che affrontiamo sono simili a quelle del mare aperto. Ragazzi, che colori meravigliosi e sconosciuti nei dintorni, i primi iceberg della nostra vita, ovunque ci voltavamo qualcosa di mai visto finora..., ma il roll�o dell'imbarcazione e gli schizzi gelidi ci costringono ad entrare dentro. Eravamo ormai al centro del lago e il catamarano iniziava a faticare contro il vento e le onde alte che lo investivano. Era passata solo un'ora, l'avventura era appena iniziata. Dopo qualche minuto � successo qualcosa che avrebbe cambiato la giornata, nostra e quella di altri passeggeri. Il vetro anteriore del piano inferiore del catamarano era andato in frantumi contro la potenza dell'acqua e del vento. I passeggeri seduti nelle prime file del piano inferiore erano terrorizzati e fradici di acqua gelida. La situazione era preoccupante, anche perch� gli stessi membri dell'equipaggio erano attoniti e nel piano inferiore si camminava su un dito d'acqua imbarcata. La barca era in panne e stando al piano superiore non riuscivamo a capire cosa stesse succedendo. La notizia del rientro al porto iniziava a circolare e cos� fu: dopo una ventina di minuti fermi in mezzo al lago, la barca ha fatto lentamente manovra e ha fatto rotta verso il porto. Alcune persone hanno avuto paura, altre sono scosse dall'improvvisa inondazione, altre sono bagnate e non possono proseguire con la bassa temperatura esterna. Fatto sta che un quarto dei passeggeri decide di rimanere a terra, noi invece non ci pensiamo neanche. In tutto questo la grande notizia � che avevo trovato il modo di caricare le batterie; infatti, nel marasma dell'evento ero venuto a contatto con il fotografo del catamarano, Federico, il quale mi aveva promesso che non appena fossimo ripartiti per la seconda escursione avrebbe messo in carica le mie batterie. E cos�, a fronte di alcune "perdite", la nostra giornata era risorta. Alle 10.30 nuova partenza e ancora una volta ci troviamo ad affrontare la Boca del Diablo. Stavolta tutto ok e finalmente, dopo pi� di un'ora di navigazione, ci troviamo al cospetto del primo ghiacciaio della serie, il Seco. Lo vediamo solo di passaggio, non � una delle top star della giornata. Il grande Spegazzini (dal nome dell'esploratore che per primo lo individu�) ci attendeva dopo pochi minuti con tutta la sua stupenda immensit� e imponenza. Il primo ghiacciaio della vita, stupenda manifestazione della potenza della natura e di quanto il tempo sia relativo per noi umani. Dentro un qualunque ghiacciaio sono infatti conservate tracce di acqua risalenti a periodi storici lontanissimi, quando la Terra aveva una morfologia totalmente diversa. In particolare, un ghiaccio di colore azzurro � pi� antico, il ghiaccio bianco � invece recente. A parte queste considerazioni, la vista dello Spegazzini era solo l'inizio, perch� poco pi� tardi avremmo avuto altre visioni memorabili. Ripresa la navigazione siamo arrivati presso la Bahia Onelli, dove abbiamo attraccato per spostarci a piedi. Un quarto d'ora di stupendo incontro con la natura incontaminata e silenziosamente misteriosa, fino ad arrivare in vista del ghiacciaio Agassiz. Si trovava davanti a noi, forse ad un chilometro di distanza. |
| El Calafate |