Tra noi e l'Agassiz c'era il lago Onelli, un lago ghiacciato che gi� iniziava a dare qualche segno di scioglimento, la primavera antartica stava arrivando. I rumori del ghiaccio, i riflessi del sole sui cristalli, ogni momento sar� indimenticabile. Cercavo di concentrarmi sulla grandezza della natura; la presenza di altre persone rendeva il compito difficile, ma ogni immagine � scolpita nella memoria e rimarr� tra i ricordi pi� belli di questa vacanza. Mezz'ora era passata veloce, bisognava tornare al catamarano. Cercavamo di camminare lentamente, gustando ogni passo e ogni particolare della foresta che stavamo attraversando. Dopo la partenza, ancora grandi iceberg intorno a noi, bianchi, azzurri, blu, grigi. Il sole faceva il suo lavoro immortalando la scala del blu nei nostri occhi increduli. All'improvviso in lontananza si stagliava il pi� grande dei ghiacciai di oggi, l'Upsala, che prende il nome dalla omonima citt� svedese. Una distesa immensa, un meraviglioso tappeto di ghiaccio di cui non si riesce a vedere la fine e che sorveglia il lago argentino. Un vento gelido e fortissimo ci ricorda dove siamo, dobbiamo tenerci il cappello in testa e la sciarpa ben aderente alla faccia. Ma anche questa fotografia merita un posto d'eccezione in ogni album naturalistico. La nostra gita ora volgeva al termine, abbiamo dovuto saltare la Bahia Cristina per mancanza di tempo e alle 17.40 eravamo di nuovo a Puerto Banderas. Il lago adesso era calmo, il destino ha voluto metterci alla prova e ci ha premiati per aver continuato la gita anche dopo l'incidente della mattina. Il viaggio di ritorno in pullman era nostalgico, chiss� quando avremmo rivisto tali incredibili scenari. Alle 18.30 eravamo a El Calafate e siamo andati subito alla stazione degli autobus per prenotare il viaggio per Puerto Madryn. Occorre passare per forza da Rio Gallegos, cos� abbiamo acquistato i due biglietti (33 pesos + 125 pesos) e tristemente siamo tornati verso l'ostello dopo aver acquistato la cena al supermercato (insalata di pollo, frutta e biscotti). A nanna dopo cena, alle 8.00 di domani ci passer� a prendere Mario per andare qualche ora al Perito Moreno (105 pesos cada). Le prossime tappe saranno: partenza per Rio Gallegos alle 15.00 del 30/8, arrivo a Rio Gallegos alle 19.30 del giorno stesso, partenza per Puerto Madryn alle 22.00 ed arrivo a destinazione alle 14.15 del 31/8. Si, una bella ammazzata, ma sarebbe stata ben ripagata...

30 agosto
Mario � puntualissimo e anche noi, abbiamo solo la mattina a disposizione e il viaggio � di un'ora all'andata e un'ora al ritorno. Alle 8.00 abbiamo caricato i nostri bagagli sulla Opel Zafira e siamo partiti per il mitico Perito Moreno. Abbiamo costeggiato il lago Argentino durante l'alba, i colori che si presentavano non sarebbero riproducibili con la tavolozza di un pittore e neanche con la camera oscura di un fotografo. Ci siamo fermati diverse volte per ammirare i paesaggi, fotografare, respirare. Mario ci aspettava con pazienza, sapeva cosa significava una vista mistica di questa portata. Abbiamo attraversato l'ingresso del parco (30 pesos cada) e alle 9.30 siamo arrivati nei pressi del Perito Moreno, ancora non sapevamo se saremmo riusciti a fare la gita in barca di fronte al ghiacciaio. Contro di noi lottava il tempo ma anche il freddo glaciale dei giorni precedenti. Infatti, Mario ci aveva informati che il giorno prima le imbarcazioni non avevano potuto lasciare l'ormeggio in quanto intrappolate nella morsa del ghiaccio. Ma intanto potevamo goderci il ghiacciaio dall'alto. Per un'ora e mezza ci siamo goduti lo spettacolo dalle passerelle superiore ed inferiore, a poche decine di metri da milioni di metri cubi di ghiaccio. Eravamo sbalorditi dal silenzio, rotto solamente dal Perito Moreno. Si trattava di rumori simili a spari, era la voce del ghiacciaio che in qualche remota parte si stava assestando e preparava il lento ma inesorabile movimento della enorme massa. Quasi come un fulmine a ciel sereno abbiamo assistito ad una frattura del ghiacciaio, un blocco di ghiaccio si era staccato dalla massa e con enorme frastuono era caduto nell'acqua gelata sottostante, trasformandosi in un piccolo iceberg. Dentro di me ho pensato che deve essere cos� che, in forma ingigantita, si formano gli enormi iceberg antartici. Quella mattina siamo stati molto fortunati, le rotture si sono succedute ad una distanza relativamente breve, del tutto imprevedibili ed inaspettate. Da questa passerella, nelle giornate di maggiore frequentazione, la folla turistica si ammassa vociante nell'attesa delle rotture. A noi � capitata la grande fortuna di essere qui da soli. Fa freddo, molto, ma � il piccolo prezzo da pagare per godersi lo spettacolo in pace, circondati dal rumoroso silenzio della natura. Solo dopo un'ora di permanenza iniziavano ad arrivare alcuni turisti, ma ormai avevamo ottenuto il meglio dal Perito Moreno, lo spettacolo era stato tutto per noi e di questo lo ringrazio ancora. Ho potuto fotografare i suoi ghiacci sterminati, ho potuto registrare nella mia memoria un evento naturale fenomenale, che solo alcuni fortunati possono portare via con s�. Mario ci aveva aspettati nella sua macchina, appena ci ha visti ci ha avvisati della possibilit� di andare a vedere il Perito Moreno dal basso, a bordo dell'imbarcazione. Si parte alle 11.30, solo qualche minuto e siamo dinnanzi al Perito Moreno, lo guardiamo dal basso verso l'alto, ci inchiniamo di fronte alla sua maestosit�. Dietro alla star indiscussa, una montagna innevata contribuisce a rendere lo scenario indimenticabile. Purtroppo ora c'� il rumore del motore ed il vociare degli altri turisti, il rumore del ghiacciaio non si sente. Da qui abbiamo potuto comunque osservare la rottura, un grande momento ogni volta. Si tratta di fatti la cui potenza non pu� essere spiegata, basti dire che in passato qualcuno ci ha rimesso la pelle durante una escursione troppo ardita. Alle 12.30 siamo di nuovo da Mario, subito in viaggio per tornare a El Calafate, un bel calduccio ci fa compagnia e culla il ricordo di queste magnifiche poche ore. I ghiacciai sembrano gi� lontani ma dentro di noi la memoria li ha gi� resi eterni.
Alle 15.00 partiamo dunque per Rio Gallegos con il pullman, dove arriviamo alle 19.30. Anche qui siamo stati fortunati, riuscendo ad anticipare la partenza per Trelew alle 20.00 anzich� aspettare fino alle 22.00 (supplemento di 25 pesos cada).

31 agosto
A Trelew siamo arrivati alle 11.00 e dopo solo 15 minuti abbiamo preso il pullman per Puerto Madryn, distante solo 45 minuti di viaggio. Siamo alla Peninsula Valdes, la
Ballena Franca Austral ci aspetta!! Alla stazione abbiamo fatto colazione e poi siamo andati presso un ufficio di informazioni per individuare un ostello. Abbiamo scelto "El retorno", 65 pesos a notte con bano privado. L'ostello � carino e l'atmosfera familiare. Gladys aveva i nonni italiani e ci accoglie amichevolmente. Chiediamo a lei dove mangiare e il consiglio � ottimo: "Cantina el Nautico", specializzato in zuppa di pesce.
El Calafate
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