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Quando sono arrivato a Città del Messico, tutto ciò che sapevo su questa capitale era limitato ad informazioni ottenute dalla mitica LP (Lonely Planet) e dalla nostra amica Azul. 18 milioni di abitanti, molto traffico, rumori ed odori penetranti, ma un fascino non comune e non descrivibile. Per prima cosa, all'aeroporto abbiamo cambiato dei pesos messicani, cercando di individuare il banco più conveniente all'interno di una sfilza interminabile. Nel periodo del nostro viaggio 1 euro equivaleva a circa 13 pesos; i cambi che abbiamo effettuato, più o meno vantaggiosi, hanno sempre oscillato tra 12.80 e 13.10. Insomma, dopo un primo cambio di 100 euro, giusto per renderci conto di quanto ci sarebbero durati, ci avviciniamo finalmente all'uscita dell'aerroporto per prendere un taxi, destinazione un quartiere chiamato Condesa, dove i nostri amici Giovanni e Azul ci avevano prenotato un bell'albergo a 4 stelle, solo per riprenderci dal viaggio. A questo punto la scelta del taxi, quale prendere? Potete sce?gliere quelli proposti dai classici che si avvicinano e ti propongono il trasporto, ma noi, da bravi lettori di LP, abbiamo evitato di dare confidenza a questi loschi figuri (forse gli stessi che potete incontrare a Fiumicino, ma più abbronzati...) e ci siamo avvicinati ad uno dei chioschi dove vendono il biglietto. Basta dire dove si deve andare e ti fanno un biglietto avente il relativo costo. Quindi, al tassista dovrete in tal caso consegnare solo il biglietto rilasciato dal chiosco ed una eventuale mancia a fine corsa. Anche qui c'è differenza da chiosco a chiosco, quindi se non avete fretta e volete assolutamente iniziare la vacanza con un bel risparmio netto di circa 2 euro, allora fate un minimo di indagine. Per andare a Condesa (Hotel Franklin), per esempio, abbiamo speso 190 pesos, compresa una mancia di circa 20 pesos. Dopo un paio di giorni inizierete quasi sicuramente a dare mance a tutti, anche a chi vi dà un'informazione per strada... Col tassista abbiamo scambiato poche parole in uno spagnolo sbiascicato, anche perché costui era molto preso dalla piccola televisione che aveva posizionato al centro dell'automobile, proprio sopra il cambio, e ogni tanto dal posizionamento dell'antenna, anche questa interna all'abitacolo. Dopo circa 45 minuti di viaggio in un traffico molto simile a quello della tangenziale est di Roma alle 7.30 di un qualunque lunedì mattina dell'anno, eccoci arrivati al famigerato Hotel Franklin. Da fuori niente di che, ma che ce ne importa!!, finalmente ci possiamo stendere mezz'ora su un letto! Il sogno si infrange alla reception, dove riusciamo a capire solamente che la prenotazione era scaduta...la tipa afferma che ci aspettava per il giorno prima e quindi non se ne fà più nulla. Avete presente? A Città del Messico, appena arrivati, dopo 15 ore di viaggio...ma chissene..siamo in vacanza. Giovannni e Azul ci avevano lasciato proprio alla reception un foglio con su scritti alcuni consigli su cosa fare e dove andare, tra cui anche un posticino per la colazione proprio lì vicino.Oltre a questo, ci proponevano anche una modifica al nostro iniziale programma del tour, prospettandoci la possibilità di raggiungerli a Piè de La Cuesta, un favoloso posto di mare vicino Acapulco, che poi si sarebbe rivelato paradisiaco...L'idea ci piace ma per ora abbiamo una priorità, quella di fare colazione, trovare un albergo e toglierci le scarpe per qualche minuto... A poche centinaia di metri dall'albergo sòla si trovava un grazioso posticino chiamato "A cup of coffee" che Giovanni e Azul ci avevano consigliato per fare colazione. Ci dirigiamo lì con gli zaini al seguito ed entriamo quando avevano appena finito di fare le pulizie del mattino. Non dobbiamo aver fatto una bellissima impressione, carichi come due muli (nulla al confronto di come siamo poi ripartiti a fine vacanza...) e facce stravolte dalla stanchezza. Fatto stà che ci sediamo ad uno dei graziosissimi tavoli, scaricando a terra tutto ciò che tenevamo in mano e sulle spalle, riempiendo praticamente il pavimento facendolo sembrare una camerata militare. Le ragazze al bancone ci portano il menù, prendiamo dei dolci esposti e qualcosa da bere. Subito dopo il pensiero torna alla ricerca della sistemazione, così ci viene in mente che forse ci possono aiutare le ragazze del locale. In uno spagnolo stentatissimo misto ad un italiano mattiniero cerchiamo di spiegare cosa ci serve. Loro capiscono e immediatamente si danno un incredibile da fare per trovarci qualcosa. Hanno telefonato all'agenzia del turismo, chiedendo la disponibilità per un posto adatto alle nostre esigenze (nel frattempo avevamo deciso di andare a dormire al centro, almeno eravamo più vicini alle attrazioni principali) e alla fine hanno addirittura strappato la mappa dei trasporti della città dall'equivalente delle nostre pagine gialle. Noi rimaniamo allibiti, cerchiamo di fermarle, non c'è bisog...troppo tardi, prima di finire la frase abbiamo in mano la pagina e loro stanno chiamando l'albergo segnalato per prenotare. Che dire...un'esperienza che ha trasformato la nostra prima giornata in Messico e ci ha dato una prima bella immagine di questo popolo meraviglioso. Con la pancia bella piena, ci avviamo verso il nostro nuovo albergo. La fermata Patriotismo della metro era proprio a due passi, dopo una mezz'ora di viaggio con un cambio di linea siamo in pieno centro. L'uscita più vicina all'Hotel Canada è quella corrispondente allo zòcalo, la piazza più grande di Città del Messico e una delle più grandi del mondo. E' immensa, quadrata, 200 metri di lato, ci sentiamo piccoli piccoli. Siamo impressionati da una commistione di rumori, palazzi giganteschi e fiumi di macchine che rischiano di farci fuori. In effetti, col passare del tempo ci siamo resi conto che probabilmente circolano più taxi che auto private. I taxi, in maggioranza maggioloni bianco-verdi che non avrebbero passato la revisione per i rumori e i gas di scarico neanche dietro tangente..., sfrecciavano a zig-zag tra pedoni e lenti camioncini, ma siamo comunque riusciti ad immortalarne uno mentre rispettava in pole position la sosta al semaforo. |
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