CITTA' DEL MESSICO
L'Hotel Canada non è niente di che, ma per scaricare finalmente gli zaini e farsi una doccia era proprio quello che ci voleva...400 pesos a notte (senza desajuno) con bagno in camera. Non perdiamo troppo tempo, perché a Città del Messico vogliamo rimanere solo un paio di giorni, di cui uno da dedicare alla mitica città azteca Teotihuacan, ad un'ora di pullman dalla capitale. Usciamo quindi in fretta e ci dirigiamo di nuovo verso lo zòcalo, ansiosi di scattare le prime foto e di immergerci nella vita della megalopoli di cui tante cose avevamo immaginato. Subito veniamo inghiottiti dalla fiumana di venditori ambulanti, suonatori di strada e mendicanti, lo sguardo rapito da un ambiente così diverso dal nostro.
Arrivati alla piazza scattiamo qualche foto, ci guardiamo intorno cercando di immagazzinare quanto più possibile le sensazioni provate. Ci dirigiamo poi verso le adiacenti rovine dell'antica Tenochtitlàn, il vecchio nome di Città del Messico. Narra la leggenda, che gli antichi aztechi costruirono proprio qui la capitale del loro regno, secondo l'indicazione ricevuta dagli Dèi di fortificare laddove avessero incontrato un'aquila appollaiata su un cactus e intenta a divorare un serpente.
Non entriamo nel sito archeologico perché abbiamo voglia di girare la città e soprattutto di pranzare. Seguendo il consiglio dei nostri amici, scegliamo il Caffè Taguba, segnalato anche dalla LP. L'ambiente è molto particolare, il menù è vario e accurato. Il consiglio è di assaggiare i "
chiles rellenos de queso". Al termine del pranzo, prima di uscire ci offrono 4-5 pacchetti di caramelline alla menta, durati ben oltre la fine del viaggio.
Prossima tappa il palazzo nazionale, per ammirare i murales di Diego Rivera. Un pittore in grado di rendere davvero realistiche le immagini riprodotte, suggestionanti ed espressive come pochi altri pittori sono riusciti a fare. Ci proponiamo di visitare il celeberrimo Museo Nazionale di Antropologia in seguito, al nostro ritorno nella capitale, il giorno prima del mesto ritorno in Italia. Quasi un intero pomeriggio per cambiare i famigerati Bus Pass acquistati in Italia (vedi home page del Messico) e finalmente siamo pronti per iniziare il tour!!
Il percorso iniziale, da noi studiato a tavolino in Italia con l'aiuto dei nostri amici, prevedeva queste tappe: Città del Messico, Puebla, Oaxaca, San Cristobal de Las Casas, Palenque, Veracruz e di nuovo Città del Messico. Avevamo deciso di andare a Veracruz alla fine per riposarci qualche giorno della fatica di un giro che immaginavamo sarebbe stato faticoso. Il secondo giorno di Città del Messico, guardando un telegiornale nazionale, siamo venuti fortunatamente a conoscenza che una buona parte della costa atlantica era stata investita da una serie di uragani tropicali che avevano devastato ed allagato parecchie città, tra cui proprio Veracruz e, con conseguenze molto peggiori, New Orleans (uragano Katrina).
A questo punto, le spiagge ed il caldo mare dei caraibi si allontanavano e abbiamo dovuto in fretta decidere cosa fare, se rischiare andando comunque dopo una decina di giorni oppure ribaltare il programma andando a Piè de La Cuesta raggiungendo lì Giovanni e Azul. In più, avremmo potuto andare in macchina con due loro amici, Orazio e Nadjeli, che sarebbero partiti l'indomani mattina. Dieci secondi di indecisione...andiamo. Avendoci lasciato il telefono da chiamare, abbiamo cercato un punto Internet e ci siamo messi d'accordo per partire la mattina seguente, appuntamento alla stazione metro Barranca del Muerto.
Uno dei murales di Diego Rivera nel Palazzo Nazionale
Interno del palazzo delle poste
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