| 28 agosto 2008 Come da tutti i sogni, anche da questo mi sono risvegliato e il quarto giorno ho proseguito da solo il mio viaggio, destinazione Buffalo e cascate del Niagara. Da New Paltz ho fatto 2 tappe in pullman, la prima verso Albany (cittadina orrenda, incredibilmente eletta capitale dello stato di NY) a 16$ e l'altra fino a Buffalo a 65$. Buffalo � una citt� che non mi ha suscitato particolari sensazioni, piuttosto anonima seppur vivibile e simpatica. Erano le 18 quando sono arrivato alla stazione dei pullman. Ho inconsciamente deciso di pernottare in citt� anzich� avviarmi verso Niagara Falls, sarei arrivato troppo stanco per mettermi serenamente a cercare un posto dove dormire. Cos�, ho chiesto un consiglio ad un passante sugli alberghi della zona e mi sono avviato verso quello che sembrava il pi� vicino. Si trattava di un hotel della catena Hyatt. Appena arrivato ho creduto di aver fatto il tragitto a vuoto, in quanto sembrava piuttosto lussuoso (rispetto ai miei standard) e quindi al di sopra del mio budget. Alla receptionist molto cortese che mi ha accolto, ho chiesto senza vergogna la sistemazione pi� economica. Per una notte con colazione ho pagato 112$, tasse incluse. In realt� ho dovuto "accontentarmi" di dormire in una "living room", praticamente un monolocale da 40 mq tutto per me, completo di divano, poltrona, tavolo con 8 sedie e bagno. Unico svantaggio, il fatto che il letto era una brandina (� uno svantaggio secondo voi??...). La stanza era al 9� piano, da cui si godeva una bella vista sulla citt�. Il tour di Buffalo si � limitato ad una veloce incursione all'interno di un concerto in piazza mangiando pizza. 29 agosto 2008 La mattina successiva, dopo una abbondante colazione a base di frutta, yogurt, dolcetti vari, cereali e caff�, ho lasciato la valigia alla reception e alle 7.45 ero gi� ad aspettare l'autobus urbano numero 40, che con 2 $ e 40 minuti di viaggio porta a pochi metri dall'ingresso americano del parco delle cascate. Durante il tragitto verso il parco si attraversano una serie di ponti che sovrastano il Niagara, avviato paciosamente verso i fragorosi salti delle cascate. Gi� da diverse miglia di distanza, una nube di particelle d'acqua sospese crea un effetto di apparente nuvolosit� permanente sopra la grande area del salto. Una volta entrati nel parco, un reticolo di stradine asfaltate conduce senza possibilit� di errore proprio davanti al fiume Niagara, i cui flussi tumultuosi e roboanti stanno per riversarsi verso un salto di oltre 50 metri. Alcuni enormi tronchi d'albero sono in balia dei flutti, incastrati da chiss� quanto nel greto del fiume, aspettando quella coincidenza di eventi che li trasciner�, centimetro dopo centimetro, verso un formidabile tuffo. Ho percorso quasi in apnea il sentiero che costeggia il fiume, avvicinandomi lentamente verso le American Falls e le Bridal Veil Falls (Cascate a velo nuziale), per la tipica forma ed il colore bianchissimo dei riflessi. Il fatto che fosse venerd� mi ha permesso di godere con relativa tranquillit� delle emozioni, stare proprio sopra il salto delle cascate toglie il respiro... Il lato americano del parco � quello meno scenografico, ma sicuramente il pi� suggestivo, in quanto consente di affacciarsi dai balconi che stanno proprio sopra gli enormi salti d'acqua. Sono indeciso, volevo fare la crociera Maid of the Mist che passando davanti al Bridal Veil e al Terrapin Point arriva fino all'immensa area del HorseShoe Falls (cascate a ferro di cavallo). Ma, allo stesso tempo, non vorrei vivere le mie emozioni circondato dal rumore di un motore e dai gridolini di altre 50 persone. Mi convinco ad andare, dirigendomi quindi verso il Visitor Center situato all'ingresso del ponticello che conduce agli ascensori, all'interno della Observation Tower. Il biglietto di ingresso costa 14 $ e comprende la dotazione di un k-way blu abbastanza ridicolo, che dovrebbe proteggere dalla abbondantissima pioggia che investir� il natante e tutti i suoi passeggeri. Lo indosso, diventando in tal modo simile agli altri colleghi gitanti, solo un p� pi� alto di alcuni e un p� pi� basso di altri. Noto sguardi quasi increduli, invasati, alcuni credono forse di stare sullo Shuttle...Tranquilli, vorrei dirgli, � solo l'essere umano che prova a sfidare la forza della natura, ma che al momento opportuno torner� indietro con la coda tra le gambe facendo andare i motori al massimo. E cos� sarebbe stato. Subito una vista stupenda delle cascate dal basso (American Falls, Bridal Veil e Terrapin Point), dove l'acqua si schianta su gigantesche rocce con il peso della sua massa (una portata complessiva di 285.000 litri d'acqua al secondo durante la stagione estiva) e dell'accellerazione di gravit�. E poi il veloce avvicinamento verso l'immenso HorseShoe Falls, dove le migliaia di tonnellate di acqua e il pauroso frastuono creato annullano per qualche minuto ogni discorso sensato e qualsiasi smania di grandezza. La pioggia che arriva � degna di un uragano, preferisco tornare in coperta per non rimanere bagnato per il resto della giornata (non sono pi� un ragazzino, mi ammalerei...) e soprattutto perch� non riesco a vedere nulla, tantomeno posso azzardarmi a fotografare qualcosa con la mia nuda Canon digitale. E si torna indietro, dopo circa 35 minuti siamo di nuovo al molo di partenza. L'ascensore della Observation Tower mi porta di nuovo al livello superiore e, dopo aver dovuto obbligatoriamente attraversare un tipico Tourists Store, proseguo la visita del parco, dirigendomi ora verso il Terrapin Point, un fantastico punto di osservazione a met� strada tra Bridal Veil e HorseShoe. Foto, scatti, pose, attore protagonista la cascata in tutte le sue angolazioni e sfumature, che non renderanno mai giustizia alla realt� una volta riprodotte su uno schermo digitale o una carta kodak. Dopo una doverosa sosta meditativa davanti all'immenso scenario che avevo davanti, ho voluto fare una passeggiata attraversando la Goat Island verso le Three Sisters Island, tre piccoli isolotti situati in mezzo al Niagara, uniti tra loro mediante ponticelli. Questa parte del parco, che si raggiunge con una breve passeggiata costeggiando il fiume, � piuttosto isolata e poco frequentata dai turisti, una buona occasione per fare una sosta silenziosa e osservare da lontano la zona delle cascate. Da qui la nube che sovrasta l'HorseShoe � surreale, soprattutto perch� alle sue spalle si scorgono le spropositate costruzioni che sorgono tristemente sul lato canadese del parco. Torno sui miei passi, lentamente mi avvicino alla zona pi� turistica, laddove il soundtrack � il rumore della cascata e la scena pi� ovvia � quella del turista ancora umidiccio, entusiasta dell'esperienza Cave of the Winds, un percorso che arriva a pochi metri dalla cascata attraverso dei cunicoli scavati nella roccia dietro alla cascata stessa. |
| Buffalo e Niagara Falls |