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Prima di raccontare l'esperienza da noi vissuta sabato 21 luglio a Genova vorremmo precisare che NON siamo attivi in nessuno partito, sindacato, associazione, organismo, centro sociale o ente, tantomeno siamo dediti ad attivit� criminose o violente; non facciamo uso di droghe e abbiamo la fedina penale limpida. Io sono un Agente di Commercio trentenne che lavora nel campo informatico, la mia ragazza ha 28 anni, � web designer e realizza pagine internet. Entrambi abbiamo sempre lavorato o studiato senza mai rimanere parcheggiati nelle universit� o in attesa degli eventi; non rientriamo quindi in quella categoria etichettata come "giovani" sbandati o alla ricerca del proprio cammino professionale. Tutte queste precisazioni seppure apparentemente superflue, le riteniamo necessarie per evitare di rientrare in quelle etichette politico/sociali che ultimamente contraddistinguono il dibattito sui fatti di Genova. Desiderosi di esprimere il proprio dissenso verso l'operato di organismi mondiali tra i quali il WTO e l'FMI, siamo partiti la mattina del 21 Luglio con la nostra automobile verso Genova per partecipare alla manifestazione pacifica organizzata dal GSF. Siamo arrivati a Genova intorno alle 11.00 e usciti dal casello dell'autostrada Genova Nervi dove, nonostante fossero presenti almeno 3 auto della polizia, nessun controllo alle cose o alle persone era in corso, ci siamo quindi avviati verso Piazza Sturla. Una volta arrivati siamo rimasti colpiti dalla quantit� incredibile di persone presenti alla manifestazione e dalla eterogeneit� di et� (dai 18 ai 65 anni) ed estrazione sociale. Ci siamo immessi nel corteo che aveva un'atmosfera veramente tranquilla e gioiosa; un corteo assolutamente pacifico che festeggiava con i genovesi affacciati ai balconi. Applausi e canti rispondevano alle signore genovesi di mezza et� che all'appello lanciavano secchiate d'acqua sui manifestanti per rinfrescarli dalla torrida giornata estiva. Prima di arrivare in Piazza Kennedy improvvisamente il corteo si fermava. In lontananza vedevamo la polizia che lanciava lacrimogeni a tutto spiano; dal mare 12 motoscafi (li ho contati) controllavano i manifestanti e sulle nostre teste uno o due elicotteri regolarmente ci sorvolavano. Una certa tensione ha iniziato a assalirci quando abbiamo cominciato a vedere qualche manifestante che scappava da P.zza Kennedy nel senso opposto al corteo; qualcosa stava succedendo ma il susseguirsi degli eventi non era ben chiaro visto che eravamo circa a 500 metri dalla piazza. Il crescendo della tensione ci ha fatto decidere di trovare un riparo prima in un luogo appartato poi, come consigliato da alcuni amici, in mezzo ad un gruppo di persone di mezza et� compatto e apparentemente pi� esperto di noi. La presenza di persone anziane ci faceva pensare che non ci potevano essere equivoci riguardo alle nostre intenzioni pacifiche. Il gruppo era unito, con le mani alzate, seduto sull'asfalto. Improvvisamente abbiamo sentito i lacrimogeni arrivare tutto intorno a noi, � iniziato il panico della folla al di fuori del gruppo al quale ci eravamo aggregati. Per non essere trascinati o travolti ci siamo abbracciati ad un albero piantato nello spartitraffico del viale. Fumi e rumori violenti ci avvolgevano ma nel tentativo di proteggere la nostra testa da eventuali lacrimogeni sparati sulla folla non riuscivamo a vedere e capire esattamente cosa avveniva intorno a noi. Improvvisamente, alzato lo sguardo per renderci conto della situazione di pericolo nella quale ci trovavamo abbiamo notato un autoblindo della polizia che procedeva contro la folla contornato da agenti della polizia in assetto antisommossa. La reazione di paura alla vista degli agenti che si avvicinavano verso di noi con atteggiamento minaccioso, gridando e brandendo i manganelli, ci ha fatto inginocchiare e alzare le mani in senso di totale sottomissione. Fortunatamente un poliziotto bloccava un suo collega che ci stava assalendo e con gesti e grida ci faceva alzare e allontanare. Gran parte del gruppo al quale ci eravamo aggregati si � alzato ed � indietreggiato tra gli effetti terribili dei lacrimogeni, in mezzo ad una folla di anziani e di giovani in preda al panico che gridava, si lamentava, faticava a respirare, spingeva, era spinta, sputava per reazione ai lacrimogeni. In mezzo a quella folla chi cadeva sarebbe stato travolto. Intanto i lacrimogeni continuavano ad essere sparati incessantemente. Nessuna via di uscita, solo sperare di non cadere, di non essere travolti e di non svenire sotto gli effetti dei gas e del panico. Minuti terribili durante i quali la nostra incolumit� � stata gravemente compromessa dalle stesse forze dell'ordine che avrebbero dovuto salvaguardarla. Solo una volta che la folla si � diradata siamo riusciti ad allontanarci dalla zona dei disordini. |
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