Il nome watsu ha un suono familiare perché deriva dall’unione delle parole water e shiatsu. Detto in sintesi è un bodywork, un lavoro con l’acqua, usato per rimuovere i blocchi esistenti nei nostri canali energetici e per ristabilire il flusso del ki o (qi), l’energia vitale di cui tanto si parla nella medicina tradizionale cinese. I vortici dell’acqua lavorano come mille dita che sfiorano sapientemente il corpo, la mente e il respiro vivifica ogni cellula.
|
|
Accarezzati e cullati amorevolmente dall’acqua calda, tenuti da mani sicure il watsu ci porta a ricordi ancestrali, gli elementi che lo compongono ci regalano momenti paragonabili allo stato prenatale intra - uterino, l’acqua a temperatura corporea ci ricorda quando protetti nel grembo materno fluttuavamo nel liquido amniotico, in uno stato di benessere totalizzante in un’oscurità luminosa ed in un silenzio ovattato, in questo stato il chiacchierio della mente si ferma, il pensiero fluisce libero come nubi che solcano il cielo, mentre l’ondeggiare del corpo libera la kundalini (secondo la filosofia indiana la dea dell’energia), annidata alla base della spina dorsale. Si è senza peso ed il nostro corpo si libera dalle tensioni, e come il corpo, così la mente.
|
|
Oltre ad essere un processo di crescita interiore orientato a ritrovare il benessere il watsu si dimostra efficace in caso di dolori cronici a schiena e nuca, contro l’emicrania, in presenza di stress e insonnia.
Si è scientificamente provato che durante la seduta di watsu si abbassa il ritmo del battito cardiaco e si ha il rilassamento del sistema nervoso, in questo modo l’organismo si rigenera e si rifornisce di nuove energie.
Il watsu è particolarmente indicato quale sostegno nei
trattamenti di sindromi traumatiche e della paura.
Questa forma di lavoro
corporeo, particolarmente dolce, è un ottimo supporto nella riabilitazione
fisica post - trauma.
|
|
|
|
|