settimane Ignaziane

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LE SETTIMANE IGNAZIANE

Come dire e come già detto... mi sento un po' turbata a scrivere... perché se da un lato ho una mezza promessa in piedi e pure il desiderio di raccontare qcosa su qte *settimane ignaziane*... dall'altra parte il leggere - in sostanza - che chi crede in Dio è affetto da una strana malattia da cui bisogna pure difendersi mi ha un po' ferita e i discorsi di qti giorni... mi bloccano...

ma dal momento che sono qui a digitare su una tastiera... forse il mio cinismo ha preso il sopravvento e senza voler in alcun modo convincere qcuno di alcunché o senza voler innescare un meccanismo di botta risposta o, ancora, coltivare delle polemiche.... scrivo semplicemente raccontando e dicendo....
non ho una fede incrollabile: dubito... a tratti molto e spesso, a tratti pochissimo... ma di una cosa sono certa: che sono contenta del mio credere e - nonostante tutti i momenti di crisi più o meno accentuati, i dubbi, le perplessità che ogni tanto se ne sbucano fuori - se qcuno mi dovesse chiedere se ne vale la pena o se volessi rivivere le cose allo stesso modo non avrei esitazioni e direi di *sì*.
non sono cresciuta in una famiglia cattolica, se non nominalmente, come capita spesso; la chiesa era riservata a natale e pasqua, oltre ai classici momenti canonici (battesimi, comunioni, cresime,e matrimoni, ecc), però ad un certo punto mi sono trovata ugualmente a frequentare l'oratorio e non perché avessi quella sola possibilità; c'era il ricreatorio (che tra l'altro non so se sia vero ma mi è stato detto che è un tipo di realtà che non esiste fuori trieste), la mia *compagnia* di allora erano le stesse persone con cui facevo atletica, c'erano i compagni di scuola... eppure alla fine sono finita lì... all'ombra del campanile, dove ho vissuto per circa 15 anni... di cui i primi 10 attivissima in tutte le varie iniziative che si facevano e si proponevano. dal canto all'acr, dagli incontri per i giovani all'andare a trovare i vecchietti del rione (che ci tengo a sottolineare e' proletario! ^_^)... e via andare.
io crescevo in età sapienza e grazia.... ehm... ma qta è un'altra storia... che volete ... deformazione culturale! (era un passo del vangelo....)
io crescevo, stavo scrivendo, facendo le mie scelte - anche sbagliate - ma sempre di testa mia, rifiutando allora come ora il ruolo e la categoria del *bravo cattolico*, rigido in un moralismo che come ogni *-ismo* non porta da nessuna parte, che cura il suo proprio orticello senza avere un po' di lungimiranza o uno sguardo all'orizzonte più ampio e per qto motivo non fatico a dire che dopo i primi 10 anni... la situazione mi stava diventando insostenibile: dal punto di vista della fede cercavo delle risposte che non trovavo... non risposte teologiche sull'esistenza o meno di Dio, o grande sapienza cultural-teologica... né delle risposte palliative che nascondessero le realtà del mondo dietro ad un qsiasi *-ismo* di cui sopra....
risposte *esistenziali*... sul senso della vita, sul senso della sofferenza, risposte ad un mio *stare* che era tanto un fare e molto meno un essere.... e con tutti i preti con i quali parlavo non riuscivo a centrare il problema, né tantomeno cercare una soluzione... anche se posso dire con gratitudine che mi sono stati molto vicini in qta sorta di travaglio spirituale.
poi, 11 anni fa, ormai quasi 12, per puro caso e strattonata a forza dagli altri, mi sono ritrovata ad andare all'ennesimo incontro proposto ai giovani della diocesi, al quale mi sono presentata con la certezza che fosse l'ultimo e con tanto di walkman, perché tanto... sarebbe stata la solita menata di sempre e chi mo la faceva a fare di ascoltare un altro pallosissimo uomo che mi parlava di *superficie* delle cose...
quell'incontro, invece, mi ha cambiato la vita.... il tipo era un prete nemmeno ancora gesuita, ma aspirante tale, di 37 anni non ben portati, sloveno, con un modo anche buffo di parlare a causa della traduzione letterale che faceva ogni tanto delle frasi...
ricordo che in qual primo incontro - primo di una serie di 5 - in sala eravamo una settantina e il suo esordio è stato *vi vedo molti qui dentro: non mi stupirei se la prossima volta ci trovassimo in 10*. al quinto, una domenica di carnevale (e qui il carnevale è un evento molto sentita a causa della sfilata dei carri di muggia) eravamo oltre 450... io compresa! ^_^
inutile dire che quella domenica non ho manco pensato di prendere il walkman, ma ero totalmente *rapita* dal sentire qto omome dire delle cose finalmente *diverse* e con una profonda sostanza di base; per la prima volta ho sentito parlare di materiale e spirituale non in una visione dicotomica, di uomo unificato nel suo centro esistenziale, di integrazione tra fede e vita..... e ascoltavo tutto ciò con via via la sempre maggiore comprensione che ciò che stava dicendo erano esattamente le *risposte* a ciò che cercavo da tempo ormai, con un linguaggio che avevo immediatamente riconosciuto... perché mio da sempre.
non so se vi sia mai capitato di avere dentro degli interrogativi, o dei percorsi logici di pensiero che vi sembrano *strani* rispetto al contesto comune e di dirvi *ma forse io sono strano e troppo complicato e qte cose le penso solo io* e poi, al contrario, captare una voce esterna, reale, consistente, che dice esattamente lo stesso... esattamente qto!
qt' uomo, che poi si è rivelato di una straordinaria umanità, accompagnata da una cultura non indifferente e un'intelligenza fuori dal comune, ha parlato per 3 ore.... e alla fine l'avrei ascoltato per altre tre per ciò che diceva... naturalmente non ho mancato manco un quarto degli incontri successivi...
alla fine di qti incontri propose - a  conclusione del ciclo - una settimana di esercizi spirituali, al quel io ho aderito con inconsueto entusiasmo, tra lo stupore generale di tutti tra l'altro...
non avevo la minima idea di cosa andavo incontro... nel senso che esperienze di qto tipo le avevo già fatte, ed erano sempre state molto deludenti e infruttuose e stavolta, sebbene il solo fatto che ci fosse p. Marko a parlare era una sorta di garanzia, mi aspettavo uno schema perlomeno simile... il solito incontrino con lui che parlava, il solito momentino di silenzio, il solito lavoro di gruppo, il tutto condito dalla solita allegria che contraddistingue il *bravo cattolico*.... niente di più falso! :)
a un paio d'ore dell'inizio degli esercizi, dopo esserci sorbiti tutta la parte introduttiva sul cosa sono gli esercizi ignaziani, su chi è s.ignazio, sui dettagli tecnici di come si sarebbero svolte le giornate e su degli schemi che avremmo dovuto seguire affinché l'esperienza potesse dare i suoi frutti, è iniziato il silenzio che si sarebbe rotto solo alla fine.
sbigottimento: silenzio silenzio? totale? sempre? anche durante i pasti? e se qcuno ha bisogno di qcosa come fa?
panico! ma eravamo in ballo e si doveva ballare!
il solo momento in cui potevi parlare era durante il colloqui con la *guida* che incontravi due volte al giorno e alla quale dovevi raccontare come erano andate le ore di preghiera che avevi fatto... già... perché il ritmo era intensissimo, con 4 ore di *punti* o *materia*, 4 ore fisse di preghiera, una dopo ogni punto, un'altra oretta, per le *istruzioni* (i termini sono tra virgolette, perché tutti tecnici in senso ignaziano) e la messa; dalle 7.00 alle 23.00 ca. con una pausetta dalla una alle due, max due e mezza... roba massacrante, lo ammetto! :)
io ero fuori di me: Marko mi piaceva sì, ma qto era troppo!!! detestavo il fatto di dover stare in silenzio, non in quanto tale, ma solo perché imposto; detestavo il fatto che mi dicessero che dovevo stare un'ora secca in preghiera, divisa in 6 punti e che dovessi seguire pedissequamente i sei punti; detestavo che poi dovessi andare a leggere alla guida quello che era il mio *esame della preghiera*... ogni volta che ci andavo trattavo malissimo lui e sparavo a zero sul metodo... e lui ogni volta a dirmi *bene! sentiti libera, se vuoi andare via, vai*
BENE??? MI STO COMPORTANDO COME UNA IENA E MI DICI *BENE*???? era disarmante! :))))
fattostà che invece sono arrivata alla fine.... in maniera che anche adesso al ripensarci mi risulta del tutto incomprensibile e non prevista... e non posso non vederci un segno divino in quel mio rimanere nonostante tutto....
alla fine avevo capitolato alla grande... in quei 4 giorni, sviscerando il concetto in lungo e in largo, alto e basso, la sola cosa che mi era stata raccontata era l'amore di Dio e tutto ciò che avevamo fatto era parlare CON lui e NON DI lui... attraverso un metodo che tiene in considerazione i PENSIERI e i SENTIMENTI che ti suscita la Parola, ispirata che non significa che un giorno Dio s'è messo lì a suggerire le parole da scrivere a qcuno, ma che è piena di Spirito.... che ti aiuta a capire dove ti portano e da dove vengono....
s. ignazio ha vissuto al sua esperienza di conversione e di fede e da qta ha avuto il dono di saper estrapolare un metodo che sia universale sfrondandolo da tutte le cose che erano sue personali... impari ed applichi qto metodo - discernimento - e inizi a capire molte cose, fermo restando che la base su cui avviene il tutto è la Parola
per me sono diventati ormai concetti molto comuni... sono ontologici... fanno parte del mio essere e mi rendo conto che i miei collegamenti mentali e silenziosi possono risultare forse troppo sfilacciati...
qto stesso tipo di spiritualità mi è diventato ontologico.... esistono moltissimi modi per avvicinarsi a Dio e ognuno ha la propria *strada*, la propria via da percorrere - nella piena libertà di farlo o meno - perché in quella si riconosce e quella capisce e non perché una sia migliore dell'altra.
il grandissimo pregio di p. Marko, che ormai è diventato un pezzo grosso e sta a roma, è che sa unire la cultura della tradizione occidentale, cattolica latina, a quella della tradizione dei cattolici di rito orientale, che pure essendo di matrice identica si sono poi differenziati a causa del contesto culturale in cui si sono sviluppate. una di tipo filosofico-giurista (la nostra) che spiega ad esempio tutto i numerosi tentativi compiuti da credenti e non di dimostrare l'esistenza di Dio o un applicare un senso del peccato in maniera molto legalista e l'altra molto più *antropologica* oserei dire, che guarda all'uomo nella sua totalità, che prende in considerazione un'ottica divina... un esempio su tutti: non so se avete presente qche icona russa... che magari artisticamente possono non essere propriamente strepitose, all'apparenza.... ebbene... credo abbiate presente--- anzi! ve la allego cos' vedete da voi... vi risparmio tutta la spiegazione, che però... lasciatemelo dire... è BELLISSIMA... ma notate solo come abbia una prospettiva rovesciata: le linee della prospettiva non vanno verso un punto di fuga, come siamo abituati a vedere e a pensare, ma vengono verso chi la guarda... ora immaginate di avere davanti a voi le classiche rotaie del treno e una persona al suo punto di incontro. ciò che vedete è la l'immagine che voi avete di quel quadro d'insieme e se voi mentalemtne vi ponete dall'altra parte, insieme all'omino che sta là in fondo e immaginate come voi vedevate prima... noterete le che le linee della prospettiva iniziano a rassomigliare a quelle dell'icona, cioè che voi siete *il punto guardato da qualcun altro*
ecco le icone russe sono la rappresentazione grafica di ciò che gli orientali hanno come visione della vita: un mondo non guardato dall'uomo, ma come Dio lo vede... in cui non ci si chiede, ad esempio, davanti alla sofferenza - condizione di vita che è sempre e da sempre per ogni uomo e alla quale si va incontro non con gioia perché cattolici e qdi affetti da un masochismo inutile ma che è parte della vita - perché essa esista, ma che dice *se posso soffrire Dio c'è*, inteso in quel *posso* il riuscire a viverla... e a viverla al meglio...
io ho scoperto che mi è essenziale qto ampio respiro... non solo per un discorso di fede, ma proprio per me in quanto persona prima di tutto.... le settimane ignaziane, che continuo a fare ogni anno, e che sono 4 nel loro complesso, con 4 punti di arrivi diversi e sequenziali, sono anch'esse *vitali*...
in qti 11 anni il mio rapporto con Dio, con gli altri e con me stessa è molto cambiato... e in meglio.
io mi sento molto più autentica... mi accorgo di aver affinato alcune sensibilità; ma non solo.... mi sono *innamorata* di un certo tipo di sapere e ho studiato teologia, ho imparato a fidarmi contro la logica e a capire che a credere... o ci credi o non ci credi.... si potrebbero spendere migliaia di libri e fiumi e fiumi di parole.... ma nulla potrebbe essere in grado di convincere qcuno di qcosa se ciò che cerca sono prove concrete; sono semplicemente due logiche che non posso coesistere... un po' come l'essere e non essere di parmenide: se qcosa è, non può al contempo non essere....
la spiritualità ignaziana, che si potrebbe poveramente riassumere con un *cercare e trovare Dio in tutte le cose* si è incarnata sempre più nella mia vita concreta e reale, nelle scelte quotidiane, senza per qto farmi vivere fuori dal mondo, ma anzi...
infine le settimane ignaziane e tutte mi hanno dato la grande possibilità di vedere le cose pure io dall'altra parte... perché oltre che a farle io come esercitante, mi han visto nel ruolo di *guida* più e più volte... ruolo in cui non devi dare consigli di alcun tipo, specie se non richiesti, riguardo alla vita delle persona che stai accompagnando, ma solo aiutare in riferimento alle ore di preghiera.
la vita della persona che *guidi* resta sua e non c'è bisogno di violare alcuna *privacy*... tu gli dai il supporto solo per arrivare a quel parlare CON Dio e non DI Dio, con una modalità che gli permetta poi autonomamente di andare avanti anche dopo quei 5 giorni... partendo dal presupposto, scontato, che se uno va a farsi un corso di esercizio come minimo in qte cose ci crede... :)
 
mi sono dilungata tantissimo lo so... e non ho detto nemmeno un decimo di tutto ciò che potrei dire....
come ho già scritto all'inizio, non mi interessa alcuna polemica né alcuna botta risposta sul chi ha ragione più di un altro... se avete domande particolari e precise da fare... risponderò se e come posso, ma lo farò molto volentieri... :)))
ma vi ringrazio moltissimo perché mi avete dato la possibilità di *fare memoria*... ancora una volta....
 
antonella
 

...ecco, il mio guccini è la storia di un colpo di fulmine che veniva
rinfocolato ad ogni nuovo album che compravo e che poi è diventato una
passione di quelle vere e indomabili, qualcosa che non si cancella, che ti
entra nelle budella e ti allaga la vita... (m.)

 

 

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