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settimane Ignaziane


questa è la pagina di Antonella

(Da morte nera e secca, da morte innaturale, 
da morte prematura, da morte industriale
Per mano poliziotta, di pazzo o generale
diossina o colorante, da incidente stradale.
Dalle palle vaganti d'ogni tipo e ideale
da tutti questi insieme e da ogni altro male,
libera, libera, libera, libera nos Domine!) Libera nos Domine
 
Il fascio di luce ne illumina il busto e nel silenzio del Palazzetto... solo la sua voce e la sua chitarra.
A stravolgere un inizio che è sempre lo stesso da anni.
E mi piace risentirla così, asciutta... mi piace sentire lui cantarla deciso... incazzato...
Me la gusto fino in fondo... nonostante le contraddizioni che ogni volta mi fa vivere... e alla fine mi abbandono ad essa, facendola mia.
Penso a quanti saranno quelli che si chiederanno *ma questa è una delle sue canzoni nuove?*.......
 
(Lunga e diritta correva la strada....) Canzone per un'amica
 
Adesso si comincia... finalmente... quasi che *Libera nos Domine* ne sia stata solamente l'ouverture.
Ma il banale e rassicurante ascolto delle prime note di "Canzone per un'amica" mi riappacifica col mondo e mi mette in moto tutta la sequenza di pensieri e che mi vedono a Pordenone proprio oggi; penso a Fulvia e a Ale che sono seduti vicini a me, e mi dico che in realtà di cose *con Guccini* ne abbiamo fatte parecchie insieme... beh... forse non proprio moltissime... ma di una bellezza e qualità rara...
 
(...E senti ancora quelle voci
di mezzi amori e mezze vite accanto
non sai però se sono vere
o sono dentro l'anima soltanto...) Due anni dopo
 
Il ricordo va a chi tempo fa mi disse: *Il nostro è un mezzo amore, una mezza vita accanto*... strano come solo adesso mi accorga che gli vanno a ruota quel *non sai però se sono vere*... se erano vere quelle parole...
Probabilmente no. Ma non è il tempo per la malinconia stasera.
 
 
(... distese di foglia marcita
che cade in silenzio lasciando per sempre la vita...) Autunno
 
Altri ricordi... di una canzone rubata ad un concerto altrui, ascoltata al cellulare... tempo fa.
Ma anche l'immagine viva, reale, dei tappeti di foglie, inumiditi dalla pioggia autunnale, contrasto di giallo, rosso, marrone, col grigio dei marciapiedi. Ho sempre amato l'autunno più di ogni altra stagione: mi sa di casa, di calore, di serate passate davanti al camino a raccontare e raccontarsi, di rientro in se stessi, nella dimensione più intima di ciascuno di noi, quando vogliamo regalarne un po' a chi ci sta accanto in quel momento...
 
 
(Bisanzio forse non è mai esistita...) Bisanzio
 
Bisanzio! Una delle mie canzoni preferite.
Mi guardo attorno e vedo che pochi la stanno cantando e inizio a sentirmi un po' *inadeguata* ai concerti.
Le canzoni mi danno emozioni e colori; questa è carica di blu, è una notte stellata, in cui ci sta Vespero... e magari anche la *Cintura di Orione*....
E' il fascino del mistero. Il tentare di dare corpo alla fantasia.
Suoni, odori, rumori la accompagnano... una città viva... un protomedico, matematico, astronomo, FORSE saggio... a brancicare attorno, a definir responso.
Bisanzio forse non sarà mai esistita... ma per ciò che mi riguarda è più reale che mai.
 
 
(...quell'uomo era il mio volto, era il mio specchio...) Amerigo
 
Credo sia stata, Amerigo, una delle prime canzoni che pazientemente mi sono battuta a macchina una quindicina d'anni fa, per poi riempirla di accordi e tentare di suonarla; chissà, magari perché inizia per "A" :) Nel corso degli anni l'ho scoperta... ma è stato ieri sera che sono passata attraverso l'innamoramento finale... anzi oserei dire che sono passata dall'innamoramento scontato all'amore vero proprio.
Mi salgono alla mente le immagini *plastiche* della vita di quest'uomo, piegato dalla solitudine, dalla nostalgia, dall'accorgersi di essere diverso, dalla fatica, dal lavoro in miniera.... antracite... da tutto ciò *che lo feriva al cuore come un coltello*... Prima di cantarla Guccini l'ha introdotta, forse dicendo cose scontate, ricordando i cicli della storia... oggi a quelli che chiamiamo *vu cumprà*, ieri a noi, domani chissà... esattamente la stessa identica cosa...
Sarà forse anche per questo che ascoltandola mi quasi commuovo, pensando a tutti coloro che si ritroveranno al punto di dover fare la stessa vita, per necessità e non per scelta...
 
 
(...se le cose son state poi più amare
le accetti, tiri avanti e non hai perso
se sono differenti dal sognare
perché non è uno scherzo sapere continuare...) 100, Pennsylvania Ave.
 
Altro pezzo semisconosciuto ai più... e continua a crescere il mio senso d'inadeguatezza al concerto...
Come tante altre cose che mi... ci... regala Guccini, anche questa canzone ha in sé l'interrogativo del cos'è che ha portato due persone prima vicine e che ad un certo punto si son perse di vista, a diventare quelle che sono...
Cos'è successo nel frattempo? Che ti è accaduto...? Cosa hai vissuto? Chi hai conosciuto, incontrato? Cos'è che ti ha fatto mettere da parte i tuoi sogni, i tuoi ideali?
Domande che ti chiedono quanto sia il rimpianto per le occasioni perdute o perse... che chiedono dove la si è tirata fuori la voglia di continuare, perché non è uno scherzo saperlo fare... quando attorno vedi sgretolarsi via via i tuoi sogni e i tuoi desideri...
Non riesco più a distinguere tra il personale e il generale... i miei sogni e i miei desideri e gli ideali *alla cogliona fatti coi miti del sessantatre'... i due Giovanni e pace un po' alla buona*... quanta ne vorrei ora di pace *un po' alla buona*....
 
 
(...soffiasse davvero quel vento di scirocco
e arrivasse ogni giorno per spingerci a guardare
dietro alla faccia abusata delle cose
nei labirinti oscuri della case
dietro allo specchio segreto di ogni viso
dentro di noi)
Scirocco
 
Dopo le prime tre note Ale cade in catalessi; ogni tanto lo guardo con la coda dell'occhio e vedo che buona parte della canzone se la canta a capo chino... preso dall'estasi musicale... ed in effetti... Scirocco suonata e cantata dal vivo... è un'emozione fortissima...
Ancora adesso non so dirmi che cos'è che me la fa ritenere una tra le migliori canzoni di tutta la produzione gucciniana.
Eppure... Forse sarà la musica... la milonga... che per associazione d'idee mi porterebbe lontano lontano... E invece mi incanto a guardare quest'uomo che la canta con la gestualità che quasi mi rende le immagini come fotogrammi davanti agli occhi... salvo schiaffeggiarmi alla fine, quando mi fa uscire dal film, per riportarmi alla brutalità del guardare oltre ciò che banalmente vedo o che sono troppo abituata a vedere, per accorgermi di quello che veramente *la faccia a busata delle cose* nasconde...
 
 
(...attendere non sai dove
quando il buio tornerà) Per quando è tardi
 
C'è poco da dire: di tutte le canzoni di G., ciò che mi attira a pelle sono le parole; solo in seguito mi metto ad ascoltare la musica con un minimo di attenzione, più per imparare la melodia e riuscire a cantarla, che per altro.
Con "Per quando è tardi" è successo il contrario: conosciuta prima nella versione di "Quasi come Dumas" che in quella originale di "Due anni dopo", mi è subito piaciuto il suo incedere lento che si carica *musica facendo*... il ritornare a chinarsi su se stessa per risfociare in ampiezza... e finire con uno spazio aperto... con la voce di Guccini quasi in secondo piano...
Lo so che non sto usando termini tecnici... ma sto solo cercando di descrivere la sensazione che provo, nulla di più.
 
 
(...ognuno vive dentro i suoi egoismi
vestiti di sofismi...) Canzone di notte n°2
 
Prima di attaccarla esordisce con: *Mi hanno chiesto perché non ho scritto una canzone dopo il G8 di Genova e io ho detto che l'avevo già scritta vent'anni fa!*
La ascolto con la solita compartecipazione di cuore... e mi sembra quantomai attuale, tanto da decidere di stamparmela in gigante e attaccarla su qualche muro, pronta ad essere letta ad ogni istante.
Solo il giorno prima sento alla radio che, per dirla alla Guccini, "finalmente anche l'Italia ce l'ha fatta ad entrare in guerra"... scusate, non mi lego a questa schiera, morrò pecora nera!
Certo, pensare è sconsigliato a chi non c'è abituato ed è bene essere un poco diffidente per chi è un po' differente... ma mi sa che son proprio in tanti a ignorare quel tarlo mai sincero che chiamano pensiero... scordando che poi infine tutti avremo due metri di terreno...
Ho deciso: questo sarà il mio personale manifesto anti-guerra!
 
Già da questo punto in avanti il concerto prende la strada delle *canzoni che devo fare altrimenti non mi fanno uscir vivo!*...
 
Eskimo
Vorrei
Don Chisciotte
Cirano
Il Vecchio e il bambino
Auschwitz
Dio è morto
La locomotiva

Il mio senso d'inadeguatezza iniziale appena accennato è cresciuto a dismisura... mi sento molto simile Filemazio e al suo sentirsi troppo vecchio per capire... ma io probabilmente non ce la farò mai a diventare saggia.
Devo essere *geneticamente non predisposta* al non capire... una sorta di *inattitudine*... come quella del ministro Martino per le attività militari... ma spero di non finire tra 30 anni per esaltarmi quasi esclusivamente davanti a Cirano o Don Chisciotte, o anche davanti alla stessa Vorrei o a La Locomotiva... quando posso bearmi e beare le mie orecchie, la mia testa e il mio cuore ascoltando delle perle come Bisanzio, appunto, o come Scirocco, o come Signora Bovary o ancora Argentina, La verità, Canzone delle domande consuete, Lettera, Van Loon.........
il *mio* Guccini non è relegato a *Fra la via Emilia e il West* o a *Guccini Live Collection*...
 
"...il mio guccini è la storia di un colpo di fulmine che veniva rinfocolato ad ogni nuovo album che compravo e che poi è diventato una passione di quelle vere e indomabili, qualcosa che non si cancella, che ti entra nelle budella e ti allaga la vita... "
 
Non capisco, giuro che non capisco... e mi sento lontana anni luce e spazi siderali dallo stimolo causa-effetto di input dati e il cui risultato e già determinato... e la cui risposta è sempre quella... sempre, ogni volta...
Non so che effetto mi farà il prossimo concerto che vedrò... ma confesso di essermi chiesta: *ma ce ne sarà un altro che vorrò vedere?*... poi... il gusto e il piacere personale hanno avuto la meglio davanti all'eco rimbombante della folla risvegliatasi dal suo torpore semisopito al suono di Don Chisciotte...
Ora posso anche concedermi il lusso di solo sentire, ma non ascoltare... tanto il meglio è già venuto...
 
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