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(Da morte nera e secca, da morte innaturale,
da morte prematura, da morte industriale
Per mano poliziotta, di pazzo o generale
diossina o colorante, da incidente stradale.
Dalle palle vaganti d'ogni tipo e ideale
da tutti questi insieme e da ogni altro male,
libera, libera, libera, libera nos Domine!) Libera
nos Domine
Il fascio di luce ne illumina il busto e nel silenzio
del Palazzetto... solo la sua voce e la sua chitarra.
A stravolgere un inizio che è sempre lo stesso da
anni.
E mi piace risentirla così, asciutta... mi piace
sentire lui cantarla deciso... incazzato...
Me la gusto fino in fondo... nonostante le
contraddizioni che ogni volta mi fa vivere... e alla fine mi abbandono ad
essa, facendola mia.
Penso a quanti saranno quelli che si chiederanno *ma
questa è una delle sue canzoni nuove?*.......
(Lunga e diritta correva la strada....) Canzone
per un'amica
Adesso si comincia... finalmente... quasi che *Libera
nos Domine* ne sia stata solamente l'ouverture.
Ma il banale e rassicurante ascolto delle prime note
di "Canzone per un'amica" mi riappacifica col mondo e mi mette in
moto tutta la sequenza di pensieri e che mi vedono a Pordenone proprio oggi;
penso a Fulvia e a Ale che sono seduti vicini a me, e mi dico che in realtà
di cose *con Guccini* ne abbiamo fatte parecchie insieme... beh... forse non
proprio moltissime... ma di una bellezza e qualità rara...
(...E senti ancora quelle voci
di mezzi amori e mezze vite accanto
non sai però se sono vere
o sono dentro l'anima soltanto...) Due
anni dopo
Il ricordo va a chi tempo fa mi disse: *Il nostro è
un mezzo amore, una mezza vita accanto*... strano come solo adesso mi
accorga che gli vanno a ruota quel *non sai però se sono vere*... se erano
vere quelle parole...
Probabilmente no. Ma non è il tempo per la malinconia
stasera.
(... distese di foglia marcita
che cade in silenzio lasciando per sempre la
vita...) Autunno
Altri ricordi... di una canzone rubata ad un concerto
altrui, ascoltata al cellulare... tempo fa.
Ma anche l'immagine viva, reale, dei tappeti di
foglie, inumiditi dalla pioggia autunnale, contrasto di giallo, rosso,
marrone, col grigio dei marciapiedi. Ho sempre amato l'autunno più di ogni
altra stagione: mi sa di casa, di calore, di serate passate davanti al
camino a raccontare e raccontarsi, di rientro in se stessi, nella dimensione
più intima di ciascuno di noi, quando vogliamo regalarne un po' a chi ci
sta accanto in quel momento...
(Bisanzio forse non è mai esistita...) Bisanzio
Bisanzio! Una delle mie canzoni preferite.
Mi guardo attorno e vedo che pochi la stanno cantando
e inizio a sentirmi un po' *inadeguata* ai concerti.
Le canzoni mi danno emozioni e colori; questa è
carica di blu, è una notte stellata, in cui ci sta Vespero... e magari
anche la *Cintura di Orione*....
E' il fascino del mistero. Il tentare di dare corpo
alla fantasia.
Suoni, odori, rumori la accompagnano... una città
viva... un protomedico, matematico, astronomo, FORSE saggio... a brancicare
attorno, a definir responso.
Bisanzio forse non sarà mai esistita... ma per ciò
che mi riguarda è più reale che mai.
(...quell'uomo era il mio volto, era il mio
specchio...) Amerigo
Credo sia stata, Amerigo, una delle prime canzoni che
pazientemente mi sono battuta a macchina una quindicina d'anni fa, per poi
riempirla di accordi e tentare di suonarla; chissà, magari perché inizia
per "A" :) Nel corso degli anni l'ho scoperta... ma è stato ieri
sera che sono passata attraverso l'innamoramento finale... anzi oserei dire
che sono passata dall'innamoramento scontato all'amore vero proprio.
Mi salgono alla mente le immagini *plastiche* della
vita di quest'uomo, piegato dalla solitudine, dalla nostalgia,
dall'accorgersi di essere diverso, dalla fatica, dal lavoro in miniera....
antracite... da tutto ciò *che lo feriva al cuore come un coltello*...
Prima di cantarla Guccini l'ha introdotta, forse dicendo cose scontate,
ricordando i cicli della storia... oggi a quelli che chiamiamo *vu cumprà*,
ieri a noi, domani chissà... esattamente la stessa identica cosa...
Sarà forse anche per questo che ascoltandola mi quasi
commuovo, pensando a tutti coloro che si ritroveranno al punto di dover
fare la stessa vita, per necessità e non per scelta...
(...se le cose son state poi più amare
le accetti, tiri avanti e non hai perso
se sono differenti dal sognare
perché non è uno scherzo sapere continuare...)
100, Pennsylvania Ave.
Altro pezzo semisconosciuto ai più... e continua a
crescere il mio senso d'inadeguatezza al concerto...
Come tante altre cose che mi... ci... regala Guccini,
anche questa canzone ha in sé l'interrogativo del cos'è che ha portato due
persone prima vicine e che ad un certo punto si son perse di vista, a
diventare quelle che sono...
Cos'è successo nel frattempo? Che ti è accaduto...?
Cosa hai vissuto? Chi hai conosciuto, incontrato? Cos'è che ti ha fatto
mettere da parte i tuoi sogni, i tuoi ideali?
Domande che ti chiedono quanto sia il rimpianto per le
occasioni perdute o perse... che chiedono dove la si è tirata fuori la
voglia di continuare, perché non è uno scherzo saperlo fare... quando
attorno vedi sgretolarsi via via i tuoi sogni e i tuoi desideri...
Non riesco più a distinguere tra il personale e
il generale... i miei sogni e i miei desideri e gli ideali *alla cogliona
fatti coi miti del sessantatre'... i due Giovanni e pace un po' alla
buona*... quanta ne vorrei ora di pace *un po' alla buona*....
(...soffiasse davvero quel vento di scirocco
e arrivasse ogni giorno per spingerci a guardare dietro alla faccia abusata delle cose nei labirinti oscuri della case dietro allo specchio segreto di ogni viso dentro di noi) Scirocco
Dopo le prime tre note Ale cade in catalessi; ogni
tanto lo guardo con la coda dell'occhio e vedo che buona parte della canzone
se la canta a capo chino... preso dall'estasi musicale... ed in effetti...
Scirocco suonata e cantata dal vivo... è un'emozione fortissima...
Ancora adesso non so dirmi che cos'è che me la fa
ritenere una tra le migliori canzoni di tutta la produzione gucciniana.
Eppure... Forse sarà la musica... la milonga... che
per associazione d'idee mi porterebbe lontano lontano... E invece mi
incanto a guardare quest'uomo che la canta con la gestualità che quasi mi
rende le immagini come fotogrammi davanti agli occhi... salvo
schiaffeggiarmi alla fine, quando mi fa uscire dal film, per riportarmi alla
brutalità del guardare oltre ciò che banalmente vedo o che sono troppo
abituata a vedere, per accorgermi di quello che veramente *la faccia a
busata delle cose* nasconde...
(...attendere non sai dove
quando il buio tornerà) Per
quando è tardi
C'è poco da dire: di tutte le canzoni di G., ciò che
mi attira a pelle sono le parole; solo in seguito mi metto ad ascoltare la
musica con un minimo di attenzione, più per imparare la melodia e riuscire
a cantarla, che per altro.
Con "Per quando è tardi" è successo il
contrario: conosciuta prima nella versione di "Quasi come Dumas"
che in quella originale di "Due anni dopo", mi è subito piaciuto
il suo incedere lento che si carica *musica facendo*... il ritornare a
chinarsi su se stessa per risfociare in ampiezza... e finire con uno spazio
aperto... con la voce di Guccini quasi in secondo piano...
Lo so che non sto usando termini tecnici... ma sto
solo cercando di descrivere la sensazione che provo, nulla di più.
(...ognuno vive dentro i suoi egoismi
vestiti di sofismi...) Canzone
di notte n°2
Prima di attaccarla esordisce con: *Mi hanno chiesto
perché non ho scritto una canzone dopo il G8 di Genova e io ho detto che
l'avevo già scritta vent'anni fa!*
La ascolto con la solita compartecipazione di cuore...
e mi sembra quantomai attuale, tanto da decidere di stamparmela in gigante e
attaccarla su qualche muro, pronta ad essere letta ad ogni istante.
Solo il giorno prima sento alla radio che, per dirla
alla Guccini, "finalmente anche l'Italia ce l'ha fatta ad entrare in
guerra"... scusate, non mi lego a questa schiera, morrò pecora nera!
Certo, pensare è sconsigliato a chi non c'è abituato
ed è bene essere un poco diffidente per chi è un po' differente... ma mi
sa che son proprio in tanti a ignorare quel tarlo mai sincero che chiamano
pensiero... scordando che poi infine tutti avremo due metri di terreno...
Ho deciso: questo sarà il mio personale manifesto
anti-guerra!
Già da questo punto in avanti il concerto prende la
strada delle *canzoni che devo fare altrimenti non mi fanno uscir vivo!*...
Eskimo
Vorrei Don Chisciotte Cirano
Il Vecchio e il bambino
Auschwitz
Dio è morto
La locomotiva
Il mio senso d'inadeguatezza iniziale appena accennato è cresciuto a dismisura... mi sento molto simile Filemazio e al suo sentirsi troppo vecchio per capire... ma io probabilmente non ce la farò mai a diventare saggia.
Devo essere *geneticamente non predisposta* al
non capire... una sorta di *inattitudine*... come quella del ministro Martino
per le attività militari... ma spero di non finire tra 30 anni per esaltarmi
quasi esclusivamente davanti a Cirano o Don Chisciotte, o anche davanti alla
stessa Vorrei o a La Locomotiva... quando posso bearmi e beare le mie
orecchie, la mia testa e il mio cuore ascoltando delle perle come Bisanzio,
appunto, o come Scirocco, o come Signora Bovary o ancora Argentina, La verità,
Canzone delle domande consuete, Lettera, Van Loon.........
il *mio* Guccini non è relegato a *Fra la via
Emilia e il West* o a *Guccini Live Collection*...
"...il mio guccini è la storia di un
colpo di fulmine che veniva rinfocolato ad ogni nuovo album che compravo e che
poi è diventato una passione di quelle vere e indomabili, qualcosa che non si
cancella, che ti entra nelle budella e ti allaga la vita... "
Non capisco, giuro che non capisco... e mi sento
lontana anni luce e spazi siderali dallo stimolo causa-effetto di input dati
e il cui risultato e già determinato... e la cui risposta è sempre
quella... sempre, ogni volta...
Non so che effetto mi farà il prossimo concerto che
vedrò... ma confesso di essermi chiesta: *ma ce ne sarà un altro che vorrò
vedere?*... poi... il gusto e il piacere personale hanno avuto la meglio
davanti all'eco rimbombante della folla risvegliatasi dal suo torpore
semisopito al suono di Don Chisciotte...
Ora posso anche concedermi il lusso di solo sentire,
ma non ascoltare... tanto il meglio è già venuto...
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