Sulla Natura IV

(8) Ma dal momento che tutto è denominato luce e tenebra

e queste, secondo le loro attitudini sono applicate a questo e a quello,

tutto è pieno insieme di luce e di tenebra invisibile,

pari l'una e l'altra, perché né con l'una né con l'altra c'è il nulla.

(9) Conoscerai l'eterea natura e quanti astri sono

nell'etere e della pura e tersa lampada

del sole l'opera distruttrice, e di dove derivarono;

e apprenderai l'errabondo agire della luna dal tondo occhio

e la sua natura; conoscerai inoltre di dove la volta celeste che tiutto circuisce

nacque e come la Necessità guidandola la costrinse

a osservare i limiti degli astri.

(10) .......... come la terra e il sole e la luna

e l'etere che tutto abbraccia e la celeste via lattea e l'olimpo

estremo e la calda forza degli astri si mossero al nascere

(11) Giacché le più strette vennero riempite di non mescolato fuoco,

le altre dopo di queste di tenebra e vi s'insinua una porzione di fuoco;

in mezzo a queste è la dea che tutto dirige;

per ogni dove infatti essa guida la dolorosa nascita e l'unione

spingendo la femmina ad unirsi con maschio e di nuovo all'inverso

il maschio ad unirsi con la femmina.

(12) Primo di tutti gli dei essa creò l'Amore.

(13) luce che brilla di notte di uno splendore non suo e si aggira intorno alla terra,

(14) sempre riguardando verso i raggi del sole.

(15) Quale infatti è la mescolanza che ciascuno ha degli organi molto erranti,

tale mentalità si ritrova negli uomini; perché è sempre lo stesso

ciò che appunto pensa negli uomini, la costituzionalità degli organi:

in tutti e in ognuno; il di più infatti è pensiero.

 

 

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